Dott.ssa Daniela Pelotti

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AUMENTATA RESISTENZA INSULINICA

 

Sono 366 milioni i malati di diabete nel mondo nel 2011 ma, secondo le previsioni, raggiungeranno il picco di 552 milioni nel 2030. un'epidemia 'globale' che sta interessando sempre di piu' anche i paesi dell'Asia e dell'Africa e che pone un grave problema di sostenibilita' economica: nell'arco di 10 anni, i vari sistemi sanitari nazionali non saranno infatti piu' in grado di 'reggere' i costi della 'emergenza diabete'. L'allarme arriva dagli esperti riuniti a Dubai per il Congresso mondiale sul diabete promosso dalla International Diabetes Federation (Idf), al quale partecipano oltre 15mila delegati da 160 Paesi. La situazione, spiega il presidente dell'Associazione italiana medici diabetologi (Amd) Carlo Giorda, ''e' allarmante nei Paesi occidentali, ma lo e' in misura sempre maggiore anche in vari Paesi dell'Asia, Africa e paesi arabi. Negli Emirati arabi, ad esempio, e' affetta da diabete una persona su 5 e l'incidenza di tale patologia e' tripla rispetto a quella italiana, raggiungendo il 13% circa''. Secondo le ultime stime, inoltre, solo in Nord Africa e alcune regioni dell'est i malati di diabete sono 32,6 mln (9,1%) e questo numero si stima raddoppiera' nell'arco di 20 anni. Nel 2030, solo in Cina il diabete colpira' 130 mln di persone. Ma qual e' la ragione della 'esplosione' del diabete anche in continenti come Asia e Africa? Questa, spiega Giorda, ''e' da ricercarsi in un progressivo peggioramento degli stili di vita di queste popolazioni, a seguito della industrializzazione, con una maggiore sedentarieta' e un'alimentazione di scarsa qualita'''. Se non si metteranno dunque in campo strategie mirate, avverte l'esperto, ''il rischio in pochi anni e' che nei vari Paesi si determinino problemi di crescita economica, sostenibilita' dei sistemi sanitari e riduzione del Pil per perdita di giornate lavorate''. Per questo, sottolinea, ''Oms e Onu si stanno muovendo per la messa in atto di politiche mirate a livello nazionale, a partire dai programmi di prevenzione precoce''.

Se siete a rischio diabete di tipo 2 è importante che  prendiate sul serio il problema e che sappiate che può essere completamente invertito il rischio con i cambiamenti dello stile di vita .

Meglio ancora, se avete una aumentata resistenza insulinica   ( molte persone hanno un pre-diabete, e molti non sono a conoscenza di esso), è importante essere consapevoli che si può assolutamente fermare la malattia e ottenere uno stato di salute ottimale.

SEGNI DI AUMENTATA RESISTENZA INSULINICA sono

Sindrome dell’ovaio policistico

Fame estrema ( anche dopo aver  mangiato)

Sete estrema

Acne giovanile sia nei maschi che nelle femmine

Aumento di peso inusuali o estrema  magrezza

Facilità alle infezioni batteriche delle vie aeree superiori

Infezioni ricorrenti delle vie urinarie

Stanchezza o estremo nervosismo

Livelli di glicemia basale al mattino al di sopra del 90

Crisi ipoglicemiche

Tutte le patologie della vista

Insufficienza venosa

La malattia diabetica comporta

 

· Malattie cardiache e ictus (che finiscono per uccidere la metà dei diabetici)

· Invecchiamento precoce

· Pressione alta

· Obesità o estrema magrezza

· Aumento dei trigliceridi e colesterolo LDL elevato

· Malattie del fegato con steatosi

· Artriti, gotta

· Deplezione di vitamine e minerali

· Ulcere del piede e l'amputazione degli arti

· Retinopatia diabetica, che può causare cecità

· Insufficienza renale (10-20 per cento delle persone affette da diabete muore di questo)

· Tumori

· Morte prematura (diabete raddoppia il rischio di morte)

Raccomandazioni dietetiche per evitare il diabete

Negli ultimi 50 anni circa, gli uomini  hanno seguito le raccomandazioni dietetiche di una medicina convenzionale che è  l'esatto opposto di ciò che effettivamente funziona per prevenire e invertire il diabete! L'importanza di limitare l'assunzione di zucchero e gli alimenti che si trasformano in zucchero è stato quasi completamente ignorato!

L’industria farmaceutica e quella alimentare sono lobby che giocano sulla debolezza umana: è preferibile mangiare per godere e prendere una medicina!

Modificare la dieta è incredibilmente importante,

Che cosa si dovrebbe mangiare, se si ha il diabete, o lo si vuole  impedire?

PIANO NUTRIZIONALE

Ascoltate il vostro corpo!

Questo è uno dei principi più importanti in questa serie di raccomandazioni. Se qualche cibo o integratore ti fa male in qualsiasi modo, smettila subito di mangiarlo!

Fase 1: Eliminare glutine e gli alimenti altamente allergizzanti dalla vostra dieta.

Il glutine è la proteina principale presente nel grano. Nella mia esperienza, c'è un'epidemia nascosta di intolleranza ai prodotti di grano. Spesso vi sono senza chiari sintomi.

Il glutine scatena malaqttie autoimmunu tra cui anticorpi antinsulina che sta all’origene dell’aumentata resistenza insulinica e della sindrome metabolica e del diabete.

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Leggere le etichette può essere molto fuorviante: non fidatevi. Alcune aziende elencano i loro prodotti senza glutine, senza comprendere le basi scientifiche del problema con la gliadina.

Fase 2: Almeno un terzo dei cibi dovrebbero essere crudi.

Micronutrienti importanti e sensibili sono danneggiati quando si riscaldano gli alimenti. Cottura e trasformazione dei prodotti alimentari in grado di distruggere questi micronutrienti, modificando la loro forma e composizione chimica. In realtà, la malnutrizione e le carenze nutrizionali derivano da una dieta con cibi altamente trasformati.

FASE 3 Limitare gli zuccheri.

Mangiare zucchero indebolisce il sistema immunitario e favorisce le infiammazioni , che sono entrambi fattori che contribuiscono  il cancro. Un sistema immunitario debole mette  in pericolo la vostra salute ed è la causa  praticamente di tutte le malattie dell 'uomo.

Un consumo elevato di zucchero può anche portare ad esaurimento surrenale, i sintomi più comuni includono sensazione mentalmente ed emotivamente di stress, sbalzi d'umore, e sensazione di debolezza e letargia.

Lo zucchero può portare al contrario in alcune persone  ad un rilascio di adrenalina: è il motivo per cui mangiare dolci può farti sentire nervoso, turbato, o nervoso.

Evitare dolcificanti compreso lo sciroppo di mais, fruttosio, miele, saccarosio, maltodestrine, destrosio, melassa, latte di riso, latte di mandorla, succo d'uva bianca, succo di frutta zuccherato, sciroppo di riso, sciroppo d'acero, zucchero di datteri, zucchero di canna, mais da zucchero, barbabietola da zucchero, e lattosio.

In caso di dubbio circa il contenuto di zuccheri di un alimento, potete consultare la lista dei cibi ad alto indice glicemico

Fase 4 : Evitare di dolcificanti artificiali.

Mentre tutti questi zuccheri sono da evitare, i dolcificanti artificiali sono anche tossici.

Fase 5 : Evitare l'ipoglicemia.

La maggior parte di noi mangiano troppi cereali e zuccheri, che ci fanno avere grandi quantità di insulina in circolo nel nostro sangue .Quando si smette di mangiare cereali e zuccheri ci vorranno diversi giorni per abbassare i livelli di insulina. Nel frattempo, i livelli di insulina alti vi farà sperimentare molti sintomi come vertigini, confusione, mal di testa e sensazione generale di malessere  tipici della crisi ipoglicemica. Per risolvere temporaneamente queste crisi mangiate  alcune proteine, come un uovo , un pezzo di pollo, tacchino, pesce, o  alcuni semi, insieme a un vegetale come ad esempio un pezzo di sedano, cetriolo. Questo aiuterà a prevenire l'ipoglicemia e stabilizzare la glicemia.

Fase 6: Mangiare proteine.

Le proteine ​​sono i nutrienti che sono essenziali per la manutenzione del corpo e la riparazione dei tessuti  proprio come la pelle, organi interni e muscoli. Sono anche i principali componenti del sistema immunitario e ormonale.

Le proteine ​​sono costituite da sostanze denominate aminoacidi - 22 dei quali sono considerati vitali per la salute. Il tuo corpo può fare 14 di questi aminoacidi, ma gli altri otto, noto come aminoacidi essenziali, devono essere ottenute da ciò che si mangia. Le proteine ​​si trovano solo in carne, pesce, uova, formaggio ed altri alimenti di origine animale. L’ assunzione di proteine ​​richieste  varia e dipende dal  sesso, altezza, peso e livelli di esercizio fisico.

Le uova sono un'ottima fonte di proteine.

· Non abbiate paura di mangiare le uova. Si può facilmente mangiare una dozzina di uova a settimana, è possibile tollerare le uova su una base molto più frequente se si consumano crudi .

FASE 7: Attenzione ai fagioli e ai legumi.

Se  si ha un problema con l'insulina, questi alimenti sono da evitare.

I fagioli sono buone fonti di proteine, ma non completa

FASE 8: Evitare tutti i cereali e le patate.

Io credo che lo stato di salute si ottiene evitando tutti i cereali.

In alcuni casi le persone sono allergiche al riso, mais, miglio o grano saraceno, indipendentemente dalla reazione al glutine / gliadina.

I cereali sono spesso difficili da digerire e possono contenere tossine. Una persona su tre è allergico alla muffa, e anche piccole quantità di esposizione a tali micotossine (tossine fungine) possono causare una serie di problemi di salute, compreso il cancro, malattie cardiache, asma, sclerosi multipla e il diabete. .

Le patate: aumentano i livelli di insulina .

FASE 9: mangiare verdure crude quelle più digeribili

Evitare la frutta ad alto indice glicemico

 

 

VAGINOSI BATTERICHE

I trattamenti attuali ed emergenti delle vaginosi batteriche

Tutte le infiammazioni vaginali sono la conseguenza di infiammazioni intestinali:

per cui la terapia è ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale con una corretta alimentazione che va ad escludere tutti i cibi ad alto indice glicemico, il glutine in primis poiché altera le difese immunitarie.

Il digiuno sarebbe un rimedio immediato.

Un’ampia revisione confronta i dati di efficacia e sicurezza delle possibili terapie, sistemiche e locali. Dagli antibiotici ai probiotici, classici e inseriti in nuovi sistemi di rilascio, fino ai nuovi agenti: antimicrobici, antimicotici, antisettici, prebiotici

ARTICOLI CORRELATI

Le vaginosi batteriche (caratterizzate dal passaggio da una predominante flora di lattobacilli protettivi allo sviluppo di batteri anaerobi patogeni) sono rilevanti clinicamente per la correlazione con le malattie trasmesse per via sessuale, le possibili complicanze durante il parto e le infezioni postchirurgiche. Ciò ha indotto la ricerca a sviluppare nuove strategie terapeutiche, analizzate - insieme a quelle già disponibili - da Jean-Pierre Menard, del Pôle enfance et famille di Créteil (Francia).

Trattamento di prima linea: metronidazolo o clindamicina
Il trattamento di prima linea è costituito dall'antibioticoterapia con metronidazolo o clindamicina. L'efficacia della prima molecola è uguale se somministrata per via vaginale o per via orale, ma nel primo caso si hanno minori disturbi gastrointestinali (sapore metallico in bocca, nausea, vomito); considerando la terapia per os la somministrazione di metronidazolo per 7 giorni è più efficace di una singola dose. In alternativa si può ricorrere alla clindamicina, per via orale o locale (ovuli e crema). I benefici tratti dalle due vie di somministrazione sono sovrapponibili, così come quelli tra ovuli e crema. Di recente si è aggiunta l'opzione del tinidazolo, di pari efficacia, e del secnidazolo, molto attivo con una singola dose orale e dunque adatto se la compliance è dubbia. In caso di recidiva il nuovo episodio va trattato con un diverso regime di somministrazione del farmaco o estendendo la durata della terapia.

L'alternativa non antibiotica dei probiotici
L'alternativa principale agli antibiotici è costituita dalle capsule di probiotici o fermenti lattici vaginali (lattobacilli) in grado di sintetizzare molecole antimicrobiche, modulare una risposta immunitaria mucosale e produrre un biosurfattante che inibisce l'adesione dei patogeni, ripristinando la normale flora batterica senza effetti collaterali. Studi di confronto tra metronidazolo e probiotici mostrano un'eguale efficacia se somministrati per via vaginale e un potenziamento reciproco quando cosomministrati per os. L'azione stabilizzante dei probiotici è inoltre importante nella prevenzione delle recidive e quindi dei sintomi (perdite con odore sgradevole). Utile anche l'uso di acidificanti locali per ripristinare un pH <4,5.

Terapie emergenti: dai film bioadesivi alla via dei prebiotici
Per ottimizzare il rilascio locale di clindamicina e metronidazolo sono in studio varie soluzioni: un idrogel che si espande in ambiente acqueo, tavolette mucoadesive e film bioadesivi. Si studia anche il nifuratel, antimicotico e antiprotozoario dall'ampio spettro d'azione, che ha il vantaggio di non interferire sui lattobacilli. Infine si tenta la via dei prebiotici, inducendo i patogeni a lasciar spazio ai lattobacilli stimolando la crescita di questi ultimi mediante oligosaccaridi. Un recente studio di fase 3 ha dimostrato che l'applicazione topica di un gel con saccarosio presenta un tasso terapeutico superiore a quello del metronidazolo.


   

BAMBINI con DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DSA

In Italia 1 bambino su 5 presenta disturbi di apprendimento ma questo non vuol dire che sia dislessico, eppure viene ritenuto tale ed inserito in un percorso di recupero specifico che rischia di causargli danni notevoli, avendo in realtà solo disturbi comuni”. A lanciare l’allarme è l’Istituto di Ortofonologia (Ido)

che, oggi 16 dicembre 2011 in occasione della conferenza stampa su ‘Scuola dell’obbligo e disturbi specifici dell’apprendimento’,  presenta i risultati del progetto ‘Ora si!’, individuando come nelle scuole materne ed elementari di Roma circa il 23% dei bambini venga erroneamente indicato a rischio di Disturbi specifici di apprendimento (Dsa), ovvero con significative difficoltà nella lettura, scrittura e nel ragionamento matematico. In realtà, in questo 23%, come è emerso dall’indagine, vi sono anche bambini con difficoltà di tipo minore, definibili come secondarie o a basso rendimento scolastico, e non come Dsa. Una precisazione che abbassa la percentuale dei bambini a rischio al 4%.

Il progetto ‘Ora si!’, promosso dall’associazione di scuole ‘Una rete per la qualità’ in collaborazione con l’Ido, nasce per dare ai docenti la migliore metodologia di supporto e per arginare il problema legato alla sproporzionata segnalazione dei Dsa, nei diversi momenti dell’iter scolastico (materna, elementari, media e scuola superiore). Infatti, come spiega il direttore dell’Ido, Federico Bianchi di Castelbianco, “segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono comporta due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno, con oneri economici non sostenibili e totalmente inutili, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum studiorum”.

BAMBINI con  DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DSA tra cui

la DISLESSIA

lDISCALCULIA EVOLUTIVA che è una disordine di origine congenita e di natura neurobiologica che impedisce a soggetti normodotati di raggiungere livelli di rapidità e di correttezza nelle operazioni di calcolo e nel processamento numerico,

l’IPERATTIVITA’ che è un disturbo di alcuni meccanismi nel sistema nervoso centrale, che colpisce prevalentemente i bambini, ma che può colpire anche gli adulti. Il bambino iperattivo è un bambino irrequieto, aggressivo, incline al pianto, impulsivo, facilmente frustrato, ha difficoltà di concentrazione ed è maldestro. Il bambino o la bambina iperattiva ha un arco dell’attenzione piuttosto corto, dorme male e va male a scuola, nonostante un QI medio o al di sopra della media.

Queste  malattie hanno diversi livelli di gravità.

Tra le cause conosciute di queste patologie ricordiamo l’ereditarietà, la mancanza di ossigeno alla nascita, il trauma prenatale, una  gravidanza a rischio per  diabete e insufficienza utero placentare, gli additivi alimentari artificiali, l’avvelenamento da metalli pesanti e l’inquinamento ambientale.
Un’alimentazione ricca di carboidrati raffinati non è sana per nessuno, e lo è ancora meno per un bambino con queste problematiche.

La dieta raccomandata è ricca di alimenti completi, carni bianche e rosse, pesce, uova, frutta con indice glicemico basso e verdura fresca.

Nella società  attuale è improbabile eliminare i cereali dalla dieta.

Si consiglia  per questi bambini una dieta con cereali senza glutine poiché il GLUTINE è all’origine di queste patologie!

Il GLUTINE fin dal concepimento ha causato loro:

-una aumentata resistenza insulinica. Il glutine con meccanismo autoimmune distrugge lentamente le riserve di insulina, il livello glicemico alto mantiene e alimenta infezioni batteriche ricorrenti.

-una ipofunzione tiroidea con facilità alle infezioni delle vie aeree superiori: batteri e virus entrano continuamente dal naso, gola, orecchie e vanno nel sangue causando infiammazioni ad organi e apparati tra cui il cervello.

-una carenza di vitamine e folati.Le manifestazioni neurologiche di chi è affetto da queste patologie è quindi un danno diretto immunomediato causato dal glutine e indiretto dovute a infiammazioni batteriche e virali poiché il glutine altera il sistema immunitario di difesa.

TERAPIA

I dati patologici ricavati dalle manifestazioni neurologiche della sensibilità al glutine (GLUTEN SENSITIVITY) migliorano adottando in maniera rigorosa una dieta priva di glutine. Perché un miglioramento sintomatico si manifesti, occorre circa un anno. Tale miglioramento è stato di mostrato in studi controllati su pazienti affetti neuropatia da glutine e si è rivelato indipendente dalla presenza di un‘enteropatia.
Se il deterioramento neurologico non si arresta nonostante l‘adozione di una rigorosa dieta priva di glutine (di norma associato alla presenza di anticorpi positivi persistenti), per garantire l‘eliminazione degli anticorpi è consigliabile seguire una dieta che escluda anche il frumento del tutto. Il ruolo del nutrizionista in questi casi è di primaria importanza, soprattutto per individuare le potenziali fonti di glutine che il paziente potrebbe inavvertitamente ingerire. Se la progressione continua nonostante l‘adozione di una rigorosa dieta senza glutine o senza frumento e l‘eliminazione degli anticorpi,  occorre intervenire  con una terapia antibiotica a lungo termine e ripetuta al bisogno per impedire che le sovra infezioni batteriche creino dei danni irreversibili con microcalcificazioni.

Diversamente dalla mucosa intestinale, il tessuto neurale non possiede grandi capacità rigenerative ed è pertanto fondamentale effettuare una prediagnosi per evitare qualsiasi danno neurologico permanente. Peraltro, nei casi in cui la durata della malattia si riveli prolungata e la risonanza magnetica indichi un‘infiammazione cronica e un danno irreversibile, eventuali recuperi non potranno probabilmente essere completi e l‘obiettivo sarà quello di evitare ulteriori deterioramenti.

 

   

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