I soggetti che soffrono di ipersensibilità la glutine (gluten sensitivity)o di celiachia non diagnosticata mostrano sintomi tipici della sindrome del colon irritabile ( gonfiore, dolori addominali, mal di testa, ecc.) per cui tale nuova entità clinica  può consentire finalmente  un corretto inquadramento di quei pazienti che per    molti anni sono stai considerati come affetti da  colon irritabile o con problematiche di tipo psicologico ed ansioso–depressivo o pazienti da sorvegliare per il possibile sviluppo in futuro di celiachia.

 

Il glutine causa  infiammazione  intestinale  detta colite o sindrome da overgrowth batterico.  Questa alterazione cronica della flora batterica intestinale è caratterizzata da

eccessiva proliferazione di germi nel lume del piccolo intestino. L’abnorme proliferazione di batteri nel lume del piccolo intestino è secondaria a modificazioni dell’“ecosistema intestinale”, a sua volta regolato da un equilibrio tra meccanismi di difesa, fattori ambientali ed interazioni microbiche: non si riconosce uno specifico microrganismo responsabile, benché nei casi conclamati si assista all’invasione batterica della parete intestinale (traslocazionebatterica - BT) da parte di batteri ,o, ancora più frequentemente, dal lipopolisaccaride di parete (LPS) fino alle stazioni linfonodali periviscerali e/o ad altre sedi extraintestinali tra cui vagina utero ovaia prostata vescica.

 

Questo fenomeno detta sindrome dell’aumentata permeabilità intestinale  si accompagna ad aumento del numero dei linfociti intraepiteliali (IEL) responsabili dell’attivazione dell’infiammazione di parete, una vasta proporzione di pazienti presenta, inoltre, un numero di cellule infiammatorie mucosali significativamente maggiore rispetto agli individui sani di controllo, in particolare di mastociti, cellule fondamentali per l’ecosistema intestinale.

I mastociti sono in grado di liberare, sulla base di stimoli differenti, mediatori quali istamina, serotonina, triptasi, leucotrieni, citochine, prostaglandine, sostanza P, NGF ed altri fattori di crescita.

Tali mediatori, a propria volta, sono in grado di sensibilizzare ed attivare le fibre nervose viscerali afferenti ed i nocicettori silenti attraverso la stimolazione di specifici recettori, determinando

uno stato di ipersensibilità viscerale che, soprattutto nei pazienti affetti da  colite o sindrome del colon irritabile, svolge un ruolo chiave nel determinare la soglia di insorgenza dei sintomi.

– L’alterata integrità della barriera intestinale, favorita dal microambiente infiammatorio locale e dalla ialuronidasi batterica, favorisce la comparsa di leaky gut syndrome (intestino tenue permeabile) in cui un ruolo centrale nel controllo dei meccanismi di permeabilità è giocato dalle giunzioni serrate tra le cellule epiteliali (Tight Junctions -TJ).

 

La progressiva attivazione di mediatori infiammatori e l'invasione batterica a livello dell’area pelvica travalica i confini dell’intestino coinvolgendo in toto gli organi pelvici e crea un meccanismo tendente all’auto-mantenimento, denominato “fenomeno di wind up” (termine traducibile con l’espressione “caricare avvolgendo”, come avviene, per esempio con la molla di un orologio); ciò rende ragione del fatto che pazienti affetti da colite possano presentare episodi di cistite interstiziale,  e contrazioni dell’utero causando parto pretermine. Il rimedio è una dieta aglutinata ipoglucidica ed una terapia antibiotica con amoxicillina per evitare le contrazioni premature!

L’articolo appena pubblicato si limita a verificare la patologia senza capire il meccanismo eziopatogenetico!

Maternal serum proteins;prediction;preterm delivery;xMAP technology

 

Abstract

Please cite this paper as: Tsiartas P, Holst R, Wennerholm U, Hagberg H, Hougaard D, Skogstrand K, Pearce B, Thorsen P, Kacerovsky M, Jacobsson B. Prediction of spontaneous preterm delivery in women with threatened preterm labour: a prospective cohort study of multiple proteins in maternal serum. BJOG 2012;119:866–873.

 

Objective  To analyse whether specific proteins in maternal serum and cervical length, alone or in combination, can predict the likelihood that women with intact membranes with threatened preterm labour will deliver spontaneously within 7 days of sampling.

 

Design  Cohort study.

 

Setting  Sahlgrenska University Hospital, Gothenburg, Sweden.

 

Population  Women at between 22 and 33 weeks of gestation with threatened preterm labour (n = 142) admitted to the Sahlgrenska University Hospital, Gothenburg, Sweden, in 1995–2005.

 

Methods  Maternal serum was tested for 27 proteins using multiplex xMAP technology. Individual levels of each protein were compared, and calculations were performed to investigate potential associations between different proteins, cervical length and spontaneous preterm delivery. Receiver operating characteristic curves were used to find the best cut-off values for continuous variables in relation to spontaneous preterm delivery within 7 days of sampling. Prediction models were created based on a stepwise logistic regression using binary variables.

Main outcome measure  Spontaneous preterm delivery within 7 days.

Results  In order to determine the best prediction model, we analysed models of serum proteins alone, cervical length alone, and the combination of serum proteins and cervical length. We found one multivariable combined model through the data analysis that more accurately predicted spontaneous preterm delivery within 7 days. This model was based on serum interleukin-10 (IL-10) levels, serum RANTES levels and cervical length (sensitivity 74%, specificity 87%, positive predictive value 76%, negative predictive value 86%, likelihood ratio 5.8 and area under the curve 0.88).

 

Conclusions  A combination of maternal serum proteins and cervical length constituted the best prediction model, and would help determine whether women with threatened preterm labour are likely to deliver within 7 days of measurement.

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