TUTTE LE PAZIENTI CON SINDROME DELL'OVAIO POLICISTICO SONO CELIACHE ED IL GLUTINE é la causa dei sintomi e delle disfunzioni.

 

Per l’ovaio policistico la rivoluzione delle cure

Per curare la sindrome dell'ovaio policistico bisogna avere un approccio integrato e consigliare alla paziente di fare attività fisica, avere una sana alimentazione.  Questo diffuso disturbo femminile interessa dal 5 al 10% delle donne in età fertile e  porta a irregolarità mestruali, a ridotta fertilità, spesso a sovrappeso e obesità, a eccessiva presenza di peli (irsutismo), ma anche a significative alterazioni relative al metabolismo dei grassi e dell'insulina.

Per fare una diagnosi di sindrome dell'ovaio policistico è necessario riscontrare almeno due dei seguenti sintomi: iperandrogenismo, anovulazione cronica, ovaio policistico con presenza, all'esame ecografico, di più di dieci cisti di 2-8 mm ciascuna. Da questo punto di vista, la malattia è tipicamente endocrinologica e come tale è stata trattata per anni tramite ormoni femminili (estroprogestinici o solo progesterone) e antiandrogeni, con effetti vari e non molto soddisfacenti. I contraccettivi, anche quelli che contengono bassi livelli di estrogeni, non solo non sono efficaci verso le alterazioni metaboliche della malattia, ma possono peggiorare il profilo lipidico, con aumento soprattutto dei trigliceridi.

Tra il 60 e l'80% delle donne affette dalla sindrome presenta resistenza, l'anticamera del diabete, della sindrome metabolica e delle patologie cardiovascolari. Da dove viene la resistenza insulinica? Dalla  dieta tutte le pazienti con sindrome dell'ovaio policistico sono celiache anche se negative al test per la celiachia.. Il glutine  causa sovrapproduzione di radicali liberi e d'infiammazione, resistenza insulinica, sindrome metabolica e rischio di cancro ovarico.

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