I biofilm sono comunità densamente popolate di cellule microbiche che si sviluppano su superfici viventi o inerti e si circondano con polimeri secreti. Molte specie batteriche formano biofilm, e il loro studio ha rivelato che la loro struttura è complessa e diversificata. La complessità strutturale e fisiologica dei biofilm ha portato l'idea che si tratta di gruppi coordinati e che cooperatino tra di loro, analogoamente a organismi pluricellulari.
aterosclerosi - Biofilm può contribuire allo sviluppo di aterosclerosi. le placche aterosclerotiche sono composte da  biofilm. "Biofilm crescono lentamente, in luoghi diversi, e le infezioni biofilm sono spesso lenti a produrre sintomi evidenti.
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Biofilm migrazione batteri Biofilm può muoversi in diversi modi: collettivamente, ondeggiano  sulla superficie, o staccandosi in gruppi. Fonte: Center for Biofilm Engineering, Montana State University-Bozeman

Movimento

Batteri biofilm possono muoversi in diversi modi che permettono loro di infettare facilmente nuovi tessuti.

Poiché i batteri in un biofilm sono protetti da una matrice, il sistema immunitario è incapace a creare una risposta alla loro presenza.

Pertanto, il rilascio periodico di batteri i da alcuni biofilm può essere ciò che fa sì che molte infezioni croniche recidivanti.

 



Ogni anno in Italia 100 mila morti per infarto

Roma, 31 ott. (Adnkronos Salute) - In Italia ogni anno ci sono 100 mila persone che perdono la vita a causa dell'infarto, una delle manifestazioni più gravi delle patologie cardiovascolari. Il dato è stato sottolineato oggi all'azienda ospedaliera San Giovanni di Roma, dove è stato presentato il Centro ricerche della Fondazione onlus lotta contro l'infarto.

In assoluto, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbosità, invaliditá e mortalità della popolazione. Per le malattie del cuore, in Italia ci sono 224 mila decessi all'anno: 98 mila uomini e 126 mila donne. Le malattie del sistema circolatorio determinano il 38,8% del totale dei decessi.

"Numeri allarmanti - afferma Francesco Prati, presidente del Centro - che impongono di ampliare gli orizzonti della conoscenza scientifica per comprendere i meccanismi che scatenano l'infarto. Con l'apertura del Centro - conclude - ci poniamo l'obiettivo di migliorare l'attività di prevenzione, diagnosi e cura dei pazienti".

 

 

La vera chiave per prevenire le malattie cardiache è quello di utilizzare un approccio combinato, che tratta tutti gli aspetti della salute fisica ed emotiva.

 

LA MIA OPINIONE

Il colesterolo non è la causa di malattie cardiache
Sì, questa è una dichiarazione sorprendente, ma è vera, contrariamente alla credenza popolare, il colesterolo alto non è la principale causa di malattie cardiache. Il colesterolo alto indica ipofunzione tiroidea e quindi predisposizione a infezioni batteriche e virali ripetute che contribuiscono al danno dei vasi arteriosi, delle valvole cardiache, del miocardio e dei reni, con alterazione dei fattori della coagulazione e rischio di patologie cardiovascolari.

Il colesterolo è alto quando la tiroide non funziona bene o meglio ipofunziona.

Quando la tiroide ipofunziona vi è anche una diminuzione delle difese immunitarie  dovute ad una carenza di iodio nelle mucose  a contatto con le vie aeree superiori e questo facilita l'ingresso di batteri che vanno nel sangue e di qui nelle arterie, nel cuore,  nei reni, nelle articolazioni.

La causa di una ipofunzione tiroidea è principalmente il GLUTINE che agisce

con tre meccanismi

1)  in alcune persone predisposte  il glutine altera il sistema immunitario dell'individuo sensibile causando la produzione di anticorpi antitiroidei

2) il glutine infiamma la mucosa dell'intestino riducendone e impedendone la corretta assimilazione di iodio che serve alla tiroide per il suo corretto funzionamento.

3) il glutine causa  con meccanismo autoimmune una diminuzione della produzione di insulina e una aumentata resistenza insulinica. Il livello glicemico alto  alimenta e nutre la crescita dei batteri.

La tiroide ha due compiti.

A) brucia i grassi, quindi quando il colesterolo è alto indica una ipofunzione tiroidea

B) difende da infezioni batteriche delle vie aeree superiori per cui chi ha sinusiti otiti o tonsilliti frequenti ha una ipofunzione tiroidea.

 

INFEZIONI  BATTERICHE  SONO LA VERA CAUSA DELL'INFARTO!

A riprova leggete questi articoli:

 

 

Subclinical Thyroid Dysfunction and the Risk of Heart

Failure Events: An Individual Participant Data Analysis

from Six Prospective Cohorts.

Gencer B, Collet TH, Virgini V, Bauer DC, Gussekloo J, Cappola AR, Nanchen D, den Elzen WP,Balmer P, Luben RN, Iacoviello M,Triggiani V, Cornuz J, Newman AB, Khaw KT, Jukema JW,Westendorp RG, Vittinghoff E, Aujesky D, Rodondi N.

Source

1 University of Lausanne, Lausanne, Switzerland;

Abstract

BACKGROUND:

ACC/AHA Guidelines for the Diagnosis and Management of Heart Failure (HF) recommend investigating exacerbating conditions, such as thyroid dysfunction, but without specifying impact of different TSH levels. Limited prospective data exist regarding the association between subclinical thyroid dysfunction and HF events.

METHODS AND RESULTS:

We performed a pooled analysis of individual participant data using all available prospective cohorts with thyroid function tests and subsequent follow-up of HF events. Individual data on 25,390 participants with 216,248 person-years of follow-up were supplied from 6 prospective cohorts in the United States and Europe. Euthyroidism was defined as TSH 0.45-4.49 mIU/L, subclinical hypothyroidism as TSH 4.5-19.9 mIU/L and subclinical hyperthyroidism as TSH <0.45 mIU/L, both with normal free thyroxine levels. Among 25,390 participants, 2068 had subclinical hypothyroidism (8.1%) and 648 subclinical hyperthyroidism (2.6%). In age- and gender-adjusted analyses, risks of HF events were increased with both higher and lower TSH levels (P for quadratic pattern <0.01): hazard ratio (HR) was 1.01 (95% confidence interval [CI] 0.81-1.26) for TSH 4.5-6.9 mIU/L, 1.65 (CI 0.84-3.23) for TSH 7.0-9.9 mIU/L, 1.86 (CI 1.27-2.72) for TSH 10.0-19.9 mIUL/L (P for trend <0.01), and was 1.31 (CI 0.88-1.95) for TSH 0.10-0.44 mIU/L and 1.94 (CI 1.01-3.72) for TSH <0.10 mIU/L (P for trend = 0.047). Risks remained similar after adjustment for cardiovascular risk factors.

CONCLUSIONS:

Risks of HF events were increased with both higher and lower TSH levels, particularly for TSH ≥10 mIU/L and for TSH <0.10 mIU/L.

Arch Intern Med. 2012 May 28;172(10):799-809.

Subclinical hyperthyroidism and the risk of coronary

heart disease and mortality.

Collet TH, Gussekloo J, Bauer DC, den Elzen WP, Cappola AR, Balmer P, Iervasi G, Åsvold BO,Sgarbi JA, Völzke H, Gencer B,Maciel RM, Molinaro S, Bremner A, Luben RN, Maisonneuve P, Cornuz J,Newman AB, Khaw KT, Westendorp RG, Franklyn JA,Vittinghoff E, Walsh JP, Rodondi N; Thyroid Studies Collaboration.

Source

Department of Ambulatory Care and Community Medicine, University of Lausanne, Lausanne, Switzerland.

Abstract

BACKGROUND:

Data from prospective cohort studies regarding the association between subclinical hyperthyroidism and cardiovascular outcomes are conflicting.We aimed to assess the risks of total and coronary heart disease (CHD) mortality, CHD events, and atrial fibrillation (AF) associated with endogenous subclinical hyperthyroidism among all available large prospective cohorts.

METHODS:

Individual data on 52 674 participants were pooled from 10 cohorts. Coronary heart disease events were analyzed in 22 437 participants from 6 cohorts with available data, and incident AF was analyzed in 8711 participants from 5 cohorts. Euthyroidism was defined as thyrotropin level between 0.45 and 4.49 mIU/L and endogenous subclinical hyperthyroidism as thyrotropin level lower than 0.45 mIU/L with normal free thyroxine levels, after excluding those receiving thyroid-altering medications.

RESULTS:

Of 52 674 participants, 2188 (4.2%) had subclinical hyperthyroidism. During follow-up, 8527 participants died (including 1896 from CHD), 3653 of 22 437 had CHD events, and 785 of 8711 developed AF. In age- and sex-adjusted analyses, subclinical hyperthyroidism was associated with increased total mortality (hazard ratio[HR], 1.24, 95% CI, 1.06-1.46), CHD mortality (HR,1.29; 95% CI, 1.02-1.62), CHD events (HR, 1.21; 95%CI, 0.99-1.46), and AF (HR, 1.68; 95% CI, 1.16-2.43).Risks did not differ significantly by age, sex, or preexisting cardiovascular disease and were similar after further adjustment for cardiovascular risk factors, with attributable risk of 14.5% for total mortality to 41.5% forAF in those with subclinical hyperthyroidism. Risks for CHD mortality and AF (but not other outcomes) were higher for thyrotropin level lower than 0.10 mIU/L compared with thyrotropin level between 0.10 and 0.44 mIU/L(for both, P value for trend, .03).

CONCLUSION:

Endogenous subclinical hyperthyroidism is associated with increased risks of total, CHD mortality, and incident AF, with highest risks of CHD mortality and AF when thyrotropin level is lower than 0.10 mIU/L.

 

 


 

STOCCOLMA, Svezia (28 agosto 1997), prendere un antibiotico per la malattia di cuore? Questo suggerimento apparentemente assurdo sta guadagnando il supporto a seguito di un accertamento straordinario che collega l'infezione da Chlamydia pneumoniae, che è un battere e la malattia coronarica.

I ricercatori provenienti da Argentina, rilevando le relazioni di una associazione tra elevati livelli sierici di C. pneumoniae e malattie cardiache, il primo condotto in doppio cieco, studio clinico randomizzato per verificare se la somministrazione di un antibiotico in pazienti considerati ad alto rischio di attacco di cuore potrebbe profferire alcun beneficio .

Duecento pazienti con una condizione nota come angina instabile, una malattia con un rischio molto alto per attacco di cuore, sono stati trattati con un placebo o un antibiotico della classe dei macrolidi due volte al giorno per 30 giorni. Sono stati poi osservati per sei mesi.

Sorprendentemente, i pazienti che avevano ricevuto l'antibiotico hanno mostrato un'incidenza significativamente inferiore di Severa angina e / o attacco cardiaco, rispetto ai pazienti trattati con placebo. Mentre poco più del cinque per cento dei pazienti trattati con placebo, hanno sviluppato problemi, solo l'uno per cento di quelli trattati con l'antibiotico ha sviluppato problemi.

Qual è il meccanismo di questo effetto?  Batteri tipo Clamidia, sono stati trovati nei tessuti duri dellla placca aterosclerotica ea livello del muscolo cardiaco. Quando si ha la rottura della placca, si può avere l'attacco di cuore. I ricercatori ritengono che la Chlamydia è coinvolta in un processo infiammatorio in queste placche che promuove il processo di indurimento delle arterie e le predispone alla rottura. Sembra che il trattamento con l'antibiotico  stabilizza la situazione infiammatoria delle  pareti del vaso. Altri farmaci antinfiammatori come l'aspirina, steroidi e ibuprofene sono stati testati e trovati inefficaci.

"Questi risultati suggeriscono che gli antibiotici  possono essere utili per un intervento terapeutico in aggiunta ai farmaci standard nei pazienti con malattia coronarica", ha riferito Enrique Gurfinkel, MD, Favaloro Foundation, Buenos Aires, in Argentina, alla Società Europea di Cardiologia . "Altre, più grandi sperimentazioni cliniche su scala mondiale saranno necessarie per confermare queste osservazioni preliminari".

L'angina instabile è tra le più comuni forme di malattia di cuore ed è la prima causa di morte cardiaca e di ospedalizzazione. La nuova scoperta è particolarmente gradita perché le opzioni di trattamento per angina instabile sono limitate a  farmaci rischiosi come l'eparina e / o interventi chirurgici più aggressivi.

"Può essere che stiamo vedendo l'inizio di una nuova era nel trattamento di aterosclerosi sintomatica. Guardando al futuro, questo approccio potrebbe portare a nuovi modi di intervento precoce del processo di indurimento delle arterie, forse anche un vaccino preventivo", ha detto Gurfinkel AE.

La nuova scoperta è un parallelo interessante nel campo della gastroenterologia. Quando un ricercatori hanno proposto una decina di anni fa che le ulcere allo stomaco potrebbero essere causate da un batterio, l'establishment medico ne è stato colpito. Da quel momento i ricercatori hanno confermato e il trattamento antibiotico è utilizzato nel trattamento delle ulcere.

 

La presenza di microalbuminuria indica che vi è infezione batterica nel sangue  e nei  reni dell'individuo che ne è affetto e questo stato se non corretto può comportare rischi cardiovascolari come conferma l'articolo appena pubblicato.

Microalbuminuria, test importante per il rischio cardiovascolare

C'è una spia semplice e a basso costo per identificare chi è a maggior rischio d'infarto. E' dal tutto indolore, e si scopre con un comune esame delle urine. Si chiama microalbuminuria: la presenza di piccole tracce di proteine può essere indice non solo di danno renale, ma anche di alterazioni della permeabilità delle arteriole renali e quindi mettere in evidenza un problema vascolare presente in tutto l'organismo. La microalbuminuria, una lieve ma anormale escrezione urinaria di albumina (evidenziabile con un test di laboratorio specifico ma ormai ampiamente disponibile), è quindi un potente marcatore integrato di rischio nell'ipertensione arteriosa. Numerosi studi clinici hanno documentato una stretta correlazione tra microalbuminuria e vari fattori di rischio metabolici e non, nonché vari segni clinici di danno agli organi bersaglio: ipertrofia ventricolare sinistra, ispessimenti e placche aterosclerotiche alle carotidi. Dalla microalbuminuria, il discorso passa comunque all'ipertensione. Secondo lo studio Pamela, condotto in Lombardia, solo il 21 per cento dei pazienti ipertesi oggi è ben controllato in Italia. "Il principale ostacolo alla terapia ipertensiva è la bassa aderenza - fa notare Giuseppe Mancia direttore della Clinica Medica e del Dipartimento di Medicina dell'Università Milano Bicocca presso l'ospedale San Gerardo di Monza. Dobbiamo allargare ad ampie fasce della popolazione i benefici che abbiamo con le attuali terapie".

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