Gravidanza. Rischio di infezione da toxoplasma o herpes. Ma le donne non lo sanno.

L’allarme dal convegno nazionale AMCLI a Napoli: il problema è che soltanto il 6,6% delle donne aderisce a screening prima del parto e si sottopone a counselling prima della gravidanza. Tra le patologie cui sono più suscettibili la toxoplasmosi, l’infezione da citomegalovirus, la rosolia.

24 OTT - Le donne in gravidanza sono spesso a rischio di infezione e non lo sanno. Il motivo? Non si fa screening preconcezionale né counselling prima della gravidanza. Di questo e di patologie come toxoplasmosi, infezioni da citomegalovirus e rosolia si è parlato nel corso del convegno nazionale “Il ruolo del laboratorio nella diagnosi delle malattie infettive”, organizzato a Napoli dall’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI). Un momento di confronto e aggiornamento su diffusione, sviluppi diagnostici e terapeutici di alcune complesse malattie infettive, dal morbillo alle patologie sessualmente trasmissibili. Il convegno è stato aperto da Pierangelo Clerici, direttore dell’U.O. Microbiologia dell’Ospedale Civile di Legnano, Presidente AMCLI, e da Riccardo Smeraglia, direttore dell’U.O. Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera Dei Colli - Monaldi-Cotugno-Cto di Napoli.

A spiegare la particolarità delle malattie infettive in gravidanza è stato proprio quest’ultimo: “La criticità è rappresentata dalla scarsa aderenza allo screening preconcezionale”, ha spiegato. “In Campania, solo il 6,6% delle donne in gravidanza aderisce allo screening preconcezionale per quanto riguarda le malattie infettive. Tra quante non lo effettuano, il 44% risulta suscettibile all'infezione da Toxoplasma, 8% all'infezione da Citomegalovirus e 7% all'infezione da Rosolia: le infezioni in atto riscontrate al ricovero sono tra lo 0.1-0.2%. Visto che soltanto il 6,6% delle donne si sottopone a counselling prima della gravidanza è auspicabile la sensibilizzazione a sottoporsi allo screening preconcezionale”.

Nell’evento cui hanno partecipato virologi e infettivologi da tutta Italia sono stati illustrati gli strumenti attraverso i quali si può definire una cura corretta, a partire dalla prescrizione di esami diagnostici precisi. A Napoli, i maggiori esperti nazionali di infezioni materno-fetali e neonatali hanno inoltre presentato le linee guida per percorsi diagnostico-assistenziali di successo. Il convegno ha avuto infatti un focus particolare sulle malattie a trasmissione sessuale e materno-fetale, la cui diagnosi è estremamente importante per definirne lo stadio, per intervenire adeguatamente e a volte salvare la vita di donne e feti.
Tra i messaggi al centro del convegno è la necessità di una stretta condivisione di percorsi diagnostici tra esperti di laboratorio e medico curante per giungere in maniera tempestiva, adeguata e certa alla definizione dell’infezione in atto, della trasmissione o no dell’infezione al feto e attivare l’intervento terapeutico.

Dal capoluogo campano, inoltre, l’AMCLI ha lanciato l’appello a una formazione del microbiologo clinico che ponga maggiore attenzione delle linee guida nazionali ed internazionali, nonché al farsi parte attiva nella identificazione di percorsi da migliorare e a lavorare in squadra coi colleghi clinici ai quali fornire una valida consulenza nell’interpretazione dei risultati di laboratorio, sempre più complessi, ma sempre più utili.  

Dopo Napoli, Il prossimo appuntamento per AMCLI è il XLI Congresso nazionale che si svolgerà a Rimini, dal 13 a 16 novembre 2012.

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