In questi giorni è stato pubblicato l'articolo che leggete sotto! Mi chiedo come la natura che è così  semplice possa  essere interpretata così complicatamente da  alcuni miei colleghi!!!!!

Se si dà la benzina  ad una macchina che va a gasolio o viceversa, la macchina si intoppa!!!! Perché un leone che mangia carne non mangia i semi o non mangia la pizza o il panino o  tutta la frutta di questo MONDO?

RISPOSTA: d'istinto mangia il cibo che gli dà energia massima, non è stupido, non mangerebbe mai un cibo che gli dà stanchezza, dolore di pancia o di .stomaco, mal di testa, prurito al naso, male alle  mammelle,  perdita della vista,  dolori articolari,  pensieri negativi, ecc.

EBBENE L'ANORESSIA è una malattia causata dal glutine, chi è anoressico è celiaco o ha una “gluten sensitivity”!!!

Ci sono diverse forme di ANORESSIA da forme lievi a gravi o gravissime in base  al  danno creato dal glutine ad organi e apparati  ed in relazione a fattori genetici di predisposizione!!

Pensate che il glutine distrugge l'intestino, determina  alterazioni della tiroide del pancreas e quindi dell'insulina con aumentata resistenza insulinica,  diminuisce le difese immunitarie, a livello cerebrale può causare allucinazioni, attacchi maniaco depressivi, simil epilettici, o danneggiare irreversibilmente alcune zone con processi infiammatori batterici o virali!!!

SALVATE L'ANORESSICO, non è un problema  psicologico a causarla, è una vera e propria sindrome metabolica che può portare alla morte se non si elimina la causa!!!! IL GLUTINE!!!

Da studio italiano nuova ipotesi su cause anoressia nervosa:

Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - Per l'alterazione delle aree cerebrali che integrano le percezioni e le sensazioni che partono dal nostro corpo, le pazienti con anoressia nervosa perderebbero la consapevolezza del proprio corpo reale e si troverebbero ancorate alla memoria di un 'corpo virtuale', che nemmeno drastici cambiamenti del proprio corpo reale, come quelli indotti da una dieta, sarebbero in grado di mutare. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista internazionale 'Medical Hypotheses', firmato da due ricercatori italiani: Giuseppe Riva dell'Istituto Auxologico di Milano e lo psichiatra Santino Gaudio, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma. I due ricercatori italiani, con il loro lavoro, forniscono le basi per una maggiore comprensione di questo grave disturbo alimentare.

Una serie di recenti studi effettuati con tecniche di risonanza magnetica su campioni di persone anoressiche - ricorda una nota - ha confermato una nuova ipotesi sulle cause dell'anoressia nervosa: la teoria del 'blocco allocentrico'. E' noto da tempo che la rappresentazione del nostro corpo prende forma da due diversi sistemi di riferimento spaziale: il sistema di riferimento egocentrico, che integra le percezioni e le sensazioni che partono dal nostro corpo, e il sistema di riferimento allocentrico, che immagazzina la nostra immagine per come la percepiamo dall'esterno (come avviene allo specchio).

Secondo il lavoro dei due ricercatori italiani un deficit nel processo di conversione delle informazioni corporee da egocentriche ad allocentriche, dovuto all'alterazione delle aree cerebrali deputate a questa funzione, impedirebbe alle pazienti di aggiornare la propria immagine del corpo immagazzinata nella memoria a lungo termine ('blocco allocentrico'). In altre parole, la percezione del proprio corpo reale non riuscirebbe più a modificare la rappresentazione del proprio corpo rivissuta in terza persona attraverso la memoria: il soggetto si troverebbe ancorato a un corpo virtuale che nemmeno drastici cambiamenti del proprio corpo reale sono in grado di mutare. Questo spiegherebbe perché le pazienti con anoressia nervosa temono di ingrassare anche quando sono in condizioni di grave deperimento psico-fisico.

 

Il mio parere riguardo l'articolo sottostante:

Nell'anoressia grave biofilm batterici sono responsabili  dello stato infiammatorio cerebrale e dei sintomi,  la stimolazione elettrica nervosa transcutanea  determina  un miglioramento agendo sull'infezione batterica in loco, occorrerebbe agire anche a livello sistemico poiché negli anoressici l'infezione è sistemica e tutti i pazienti sono celiaci.

L'anoressia risponde alla stimolazione cerebrale profonda

L’anoressia nervosa grave e refrattaria ad altre cure risponde alla stimolazione cerebrale profonda (Dbs), almeno secondo uno studio pubblicato su Lancet

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L’anoressia nervosa grave e refrattaria ad altre cure risponde alla stimolazione cerebrale profonda (Dbs), almeno secondo uno studio pubblicato su Lancet. La tecnica consiste nel posizionare elettrodi o elettrocateteri in profondità nel tessuto cerebrale, seguendo una traiettoria indicata dal computer in sala operatoria. «I cateteri erogano micro-quantità di corrente a frequenza, intensità e durata controllate» spiegaAndres Lozano, ricercatore del Krembil neuroscience center di Toronto, Canada, e coautore dello studio. «Finora sono stati usati per trattare altre patologie, come cefalea, depressione maggiore e morbo di Parkinson, ma non sono mai stati testati per l’anoressia nervosa». Questa malattia ha una mortalità fra il 6% e l’11% ed è tra i disturbi psichiatrici più difficili da trattare. Le cure si concentrano sulle modifiche del comportamento, ma fino al 20% dei pazienti non trae beneficio dal trattamento e rischia di morire prematuramente a causa della malattia. Così i ricercatori canadesi hanno usato la DBS in uno studio pilota allo scopo di verificare la sicurezza della tecnica in pazienti con anoressia grave refrattaria ad altri trattamenti. È stata usata la risonanza magnetica per identificare l’area subcallosa del giro cingolato, target scelto in quanto già fonte di successo per il trattamento con Dbs della depressione refrattaria ad altre cure. «Tra le 6 pazienti incluse nello studio la metà ha mostrato un miglioramento dell'umore e un aumento dell’indice di massa corporea (Imc) oltre i valori basali. «Clinicamente, nel 50% dei partecipanti si è osservato un vero e proprio cambiamento della storia naturale della malattia, cioè un aumento significativo dell’Imc, e un miglioramento di umore, ansia, affettività e qualità della vita dopo 6 mesi di stimolazione» spiega Lozano. E in un editoriale pubblicato sulla stessa rivista, Janet TreasureUlrike Schmidtdell’Istituto di Psichiatria del King’s college di Londra descrivono i risultati dello studio come promettenti, sottolineando come essi possano rappresentare una speranza per i pazienti con forme di anoressia particolarmente gravi e per le loro famiglie.

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