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Per PIASTRINOPENIA  (o TROMBOCITOPENIA  o IPOPIASTRINEMIA ) si intende una quantità di piastrine (o trombociti) circolanti inferiore a 150.000/mm3 (valori di riferimento 150.000 - 400.000/mm3).

In presenza di piastrinopenia dobbiamo considerare 

una malattia autoimmune causata dal glutine

una infiammaziine cronica batterica nel sangue con esaurimento delle piastrine a causa di una ipofunzione tiroidea L’ipofunzione Tiroidea a sua volta è causata da una celiachia non diagnosticata o gluten sensitivity

il glutine con meccanismo autoimmune può distruggere lentamente la tiroide

Il glutine causando colon irritabile  e diabete latente o aumentata resistenza insulinica  non permette l’assimilazione dello iodio

La carenza di iodio predispone a infezioni batteriche e virali croniche che dalle vie aeree superiori entrano nel sangue (individui senza le tonsille che fanno da filtro,  individui con tonsilliti frequenti!) INFEZIONI CRONICHE comportano esaurimento delle piastrine!

 

Le cause di piastrinopenia sono numerose. Si riconoscono quindi 5 gruppi di piastrinopenie:

  • I gruppo: da ridotta produzione di megacariociti Appartengono a questa classe le piastrinopenie derivanti da una riduzione nella produzione midollare di megacariociti, le cellule dal cui citoplasma derivano le piastrine.

    - Aplasie midollari

    - Neoplasie midollari.

    - Infiltrazione neoplastica del midollo.

  • II gruppo: da ridotta produzione di piastrine Una ridotta piastrinopoiesi può essere legata ad un deficit di vitamina B12 o di acido folico, ad una sindrome mielodisplastica o ad altre condizioni più rare come la Sindrome di Wiskott-Aldrich (legata al cromosoma X) e la anomalia di May-Hegglin (autosomica dominante).
  • III gruppo:le cause di aumentata distruzione delle piastrine, le quali presentano una vita media inferiore ai normali 7-10 giorni, sono distinte tra le cause extracorpuscolari:

    - immuni e

    - non immuni.
  • IV gruppo: da aumentato consumo di piastrine La causa principale di consumo piastrinico è legato a stati infiammatori batterici
  • V gruppo: da sequestro di piastrine Sono causate dal sequestro delle piastrine, in genere a livello della milza (in caso di splenomegalia importante) o a livello di emangiomi diffusi o giganti (tumori vascolari che in talune condizioni possono assumere dimensioni cospicue)

 

 

 

SINTOMI 
La sindrome emorragica piastrinica è caratterizzata da porpora,
epistassi, ecchimosi in sede di traumi, gengivorragie, emorragie gastrointestinali e urinarie, menorragie; temibili, ma molto rare, le emorragie cerebrali


Nella maggior parte dei casi la trombocitopenia è indicativa di malattia autoimmune e come tutte le malattie autoimmuni la causa è una celiachia latente o GLUTEN SENSITIVITY. Se si smette di mangiare cibi con glutine e gran parte dei cereali, le piastrine aumentano e tornano nella norma

 

[Helicobacter pylori e trombocitopenia indotta].

Samson AD, SM Arend, Zwaginga JJ, Schipperus

Di recente, l'infezione da Helicobacter Pylori (HP) è stata riconosciuta come possibile causa di trombocitopenia. In presenza di trombocitopenia occorre escludere la presenza di una infezione batterica da HP. Un significativo aumento dei trombociti si sono verificati dopo l'eradicazione di H. pylori. Lo screening e l'eradicazione di H. pylori dovrebbe essere prassi normale nel lavoro di un paziente con trombocitopenia. Vi è evidenza di una correlazione tra infezione da H. pylori e piastrinopenia.

Gravidanza. Rischio di infezione da toxoplasma o herpes. Ma le donne non lo sanno.

L’allarme dal convegno nazionale AMCLI a Napoli: il problema è che soltanto il 6,6% delle donne aderisce a screening prima del parto e si sottopone a counselling prima della gravidanza. Tra le patologie cui sono più suscettibili la toxoplasmosi, l’infezione da citomegalovirus, la rosolia.

24 OTT - Le donne in gravidanza sono spesso a rischio di infezione e non lo sanno. Il motivo? Non si fa screening preconcezionale né counselling prima della gravidanza. Di questo e di patologie come toxoplasmosi, infezioni da citomegalovirus e rosolia si è parlato nel corso del convegno nazionale “Il ruolo del laboratorio nella diagnosi delle malattie infettive”, organizzato a Napoli dall’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI). Un momento di confronto e aggiornamento su diffusione, sviluppi diagnostici e terapeutici di alcune complesse malattie infettive, dal morbillo alle patologie sessualmente trasmissibili. Il convegno è stato aperto da Pierangelo Clerici, direttore dell’U.O. Microbiologia dell’Ospedale Civile di Legnano, Presidente AMCLI, e da Riccardo Smeraglia, direttore dell’U.O. Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera Dei Colli - Monaldi-Cotugno-Cto di Napoli.

A spiegare la particolarità delle malattie infettive in gravidanza è stato proprio quest’ultimo: “La criticità è rappresentata dalla scarsa aderenza allo screening preconcezionale”, ha spiegato. “In Campania, solo il 6,6% delle donne in gravidanza aderisce allo screening preconcezionale per quanto riguarda le malattie infettive. Tra quante non lo effettuano, il 44% risulta suscettibile all'infezione da Toxoplasma, 8% all'infezione da Citomegalovirus e 7% all'infezione da Rosolia: le infezioni in atto riscontrate al ricovero sono tra lo 0.1-0.2%. Visto che soltanto il 6,6% delle donne si sottopone a counselling prima della gravidanza è auspicabile la sensibilizzazione a sottoporsi allo screening preconcezionale”.

Nell’evento cui hanno partecipato virologi e infettivologi da tutta Italia sono stati illustrati gli strumenti attraverso i quali si può definire una cura corretta, a partire dalla prescrizione di esami diagnostici precisi. A Napoli, i maggiori esperti nazionali di infezioni materno-fetali e neonatali hanno inoltre presentato le linee guida per percorsi diagnostico-assistenziali di successo. Il convegno ha avuto infatti un focus particolare sulle malattie a trasmissione sessuale e materno-fetale, la cui diagnosi è estremamente importante per definirne lo stadio, per intervenire adeguatamente e a volte salvare la vita di donne e feti.
Tra i messaggi al centro del convegno è la necessità di una stretta condivisione di percorsi diagnostici tra esperti di laboratorio e medico curante per giungere in maniera tempestiva, adeguata e certa alla definizione dell’infezione in atto, della trasmissione o no dell’infezione al feto e attivare l’intervento terapeutico.

Dal capoluogo campano, inoltre, l’AMCLI ha lanciato l’appello a una formazione del microbiologo clinico che ponga maggiore attenzione delle linee guida nazionali ed internazionali, nonché al farsi parte attiva nella identificazione di percorsi da migliorare e a lavorare in squadra coi colleghi clinici ai quali fornire una valida consulenza nell’interpretazione dei risultati di laboratorio, sempre più complessi, ma sempre più utili.  

Dopo Napoli, Il prossimo appuntamento per AMCLI è il XLI Congresso nazionale che si svolgerà a Rimini, dal 13 a 16 novembre 2012.

 

L’intolleranza al glutine è la causa della cellulite

Le diete senza glutine sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni (negozi di alimentari  con prodotti senza glutine, ristoranti  per celiaci, ecc.) . E mentre molte persone che seguono una dieta senza glutine manifestano un miglioramento del loro stato fisico e mentale o guariscono da  malattie croniche, spesso questo regime alimentare è criticato come niente di più che una dieta moda - un modo nuovo e rischioso per perdere peso. Ma in realtà, niente potrebbe essere più lontano dalla verità. A differenza di altre diete  "di tendenza", la dieta senza glutine  si basa su  solide e innovative ricerche scientifiche di nutriceutica.

Le pazienti che per motivi di salute hanno seguito una dieta senza glutine hanno occasionalmente verificato il miglioramento o scomparsa della cellulite!

Il glutine è una proteina presente nei cereali come il grano , segale, orzo, kamut, farro, ecc . Viene anche aggiunto agli alimenti più elaborati per migliorare il gusto o la consistenza. Dato che il glutine può essere una sostanza altamente coinvolgente, a causa di oppioidi che si formano durante la digestione delle proteine, per molte persone, l'ingestione di glutine è letteralmente come l'assunzione di una droga, un "comfort food", se volete. Questo sottoprodotto oppioide confortante, dunque, crea un ciclo di dipendenza - e in effetti, è difficile pensare a un cibo preferito o un pasto (in particolare quella che desideriamo spesso) che non include una qualche forma di farina, pane, pasta .

Anche se il glutine può darci sensazioni confortanti,  può causare seri problemi al nostro corpo senza che ce ne accorgiamo, può creare danni ad organi ed apparati  fino a distruggerli. Una persona che è intollerante o allergico al glutine può sperimentare una varietà di sintomi e problemi di salute, tutti apparentemente non collegati. Depressione, ansia, eruzioni cutanee e orticaria,  carenza di ferro e vitamina B, perdita di capelli, disfunzione della tiroide, osteoporosi, allergie, ulcere, difficoltà digestive, afte, dolori articolari, disturbi dell'apprendimento nei bambini e ritardo di crescita per conclamata malattia autoimmune o addirittura il cancro sono tutti collegati a intolleranza al glutine.

Il  glutine provoca tanti danni al corpo  perché indebolisce le pareti dello stomaco e i villi che rivestono l'intestino, il che rende impossibile per il nostro corpo  acquisire una nutrizione adeguata. Nel corso del tempo, lo stomaco indebolito permette l’ingresso di sostanze tossiche  e di  batteri nel flusso sanguigno. La combinazione di nutrizione impropria  e carenza di elementi tra cui vitamine ed elettroliti, e la diminuzione delle difese immunitarie con facilità alle infezioni batteriche, virali, da funghi, può causare danni a tutto il corpo, compreso il sistema nervoso e gli organi vitali.

Una dieta priva di glutine è l'unico modo per prevenire, arrestare o invertire qualsiasi danno fatto dalla proteina del grano. Eliminando il glutine la mucosa gastrointestinale non più infiammata permette  l'assorbimento dei nutrienti per nutrire il corpo correttamente e ristabilire le difese immunitarie nel corso del tempo.

Le donne nella giungla non hanno  cellulite.

Le donne tribali dell’Amazzonia che si spostano verso le grandi città e cambiano stile di vita iniziano a sviluppare la cellulite.

Tale evidenza supporta la teoria che la cellulite è una condizione moderna, non una parte naturale di essere una donna come alcune persone suggeriscono.

 

I cibi ricchi di zuccheri e carboidrati,  i grassi trans e il sale e cibi  elaborati sono tutti i contribuenti dietetici per la cellulite, quindi  la  dieta dovrebbe essere il primo passo.

E 'importante rendersi conto che i carboidrati nella dieta, soprattutto fruttosio, sono la fonte primaria di una sostanza chiamata glicerolo-3-fosfato (G-3-p), che in realtà fissa il grasso  nel tessuto adiposo. Elevato apporto di carboidrati aumenta anche i livelli di insulina, che impedisce il rilascio del grasso,  pertanto   zuccheri e cereali sono veramente alla radice dei depositi di grasso ostinato.

In breve, ti consigliamo di evitare gli alimenti trasformati, che vengono caricati con fruttosio e grassi altamente trasformati e sale. Tieni presente che per ogni grammo di cloruro di sodio in eccesso che il tuo corpo deve neutralizzare, utilizza fino a 23 grammi di acqua cellulare. Quindi, mangiare troppo sale e cibi  elaborati provoca l'accumulo di liquido nei tessuti, che può anche contribuire a inestetismi della cellulite.

Per contrastare la cellulite occorre mangiare grassi salutari come il burro, le uova, olio di cocco, olio di oliva e frutta secca, semi di lino e di girasole,  verdure crude o proteine ​​animali, uova pesce carne. Se si desidera aggiungere il sale, assicurarsi di utilizzare il sale non trattato naturale, come il sale dell'Himalaya, che contiene circa 86 differenti minerali essenziali e non causa gli stessi effetti nocivi per la salute come il sale.

 

 

 

Somatoline® OTC si conferma il farmaco di elezione per il trattamento topico della cellulite: sicurezza ed efficacia dimostrate da cinque studi clinici

La formulazione del primo farmaco a base di L-Tiroxina micronizzata per il trattamento topico dell’adiposità cutanea accompagnata da cellulite non interferisce con i livelli plasmatici degli ormoni tiroidei, né a breve termine, ossia successivamente alla dose di attacco, né alla conclusione dei cicli di trattamento, né a distanza di due settimane dall’applicazione del contenuto dell’ultima bustina. La tollerabilità locale al termine del trattamento è stata giudicata “eccellente” dal medico. Lo conferma anche uno studio clinico recente, pubblicato su “Esperienze Dermatologiche” e condotto dall’equipe del Dottor Maurizio Bevilacqua dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano.

Era il 1973 quando venne lanciato sul mercato italiano SOMATOLINE ® OTC, il primo farmaco di automedicazione che combatte la cellulite e ne contrasta la ricomparsa utilizzato ed apprezzato, in questi anni, da oltre 6 milioni di donne italiane.

Come noto la cellulite non è un inestetismo ma va trattata con un medicinale perché è una condizione di alterato metabolismo localizzato a livello del tessuto cutaneo e sottocutaneo che determina un aumento delle dimensioni (ipertrofia) delle cellule adipose (adipociti) e una ritenzione idrica, per accumulo di acido ialuronico negli spazi intercellulari.

Uno studio clinico pilota, pubblicato su “Esperienze Dermatologiche” [1], dimostra comeuna formulazione del primo farmaco a base di L-Tiroxina micronizzata (e contenente anche Escina) per il trattamento topico dell’adiposità cutanea accompagnata da cellulite, applicata su donne adulte sane per un periodo di quattro settimane, non comporta assorbimento sistemico dell’ormone in questione, e non interferisce con i valori basali di quest’ultimo e di altri ormoni tiroidei, né a breve né a lungo termine.

Lo studio è stato condotto dall’equipe del Dottor Maurizio Bevilacqua dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano e ha visto il coinvolgimento di 20 donne adulte sane, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, di razza caucasica e con un indice di massa corporea che doveva risultare inferiore a 30.  Alle volontarie è stato fornito un quantitativo esatto di bustine che dovevano bastare per tutta la durata dello studio, ossia per un totale di 28 giorni. Le donne dovevano applicare per i primi due giorni una bustina da 10 g di prodotto su ciascuna coscia (due bustine al giorno in totale, ciascuna contenente 10 mg di tiroxina e 30 mg di escina) – la così detta fase di attacco – seguite da mezza bustina per coscia (5 g di prodotto, dose di mantenimento) per il restante periodo fino ad arrivare ad un totale di quattro settimane di trattamento. Il prodotto doveva essere applicato massaggiando per alcuni minuti la cute dell’intera area della coscia fino al suo assorbimento completo.

Le pazienti arruolate nello studio sono state sottoposte a prelievo ematico per valutare i livelli di L-tiroxina libera (FT4), triiodotironina libera (FT3), Thyroid Stimulating Hormone (TSH) e reverse T3 al tempo 0, a 5 e a 24 ore dalla prima applicazione e successivamente dopo 2 e 4 settimane dall’inizio del trattamento. Lo studio prevedeva inoltre un prelievo di sangue dopo due settimane dall’ultima applicazione del prodotto come follow-up.

I risultati dello studio, completato da tutte le pazienti arruolate, mostrano che il prodotto in oggetto non interferisce con i livelli plasmatici degli ormoni tiroidei oggetto di studio, né a breve termine, ossia successivamente alla dose di attacco, né alla conclusione dei cicli di trattamento, né a distanza di due settimane dall’applicazione del contenuto dell’ultima bustina. Non sono state osservate, infatti, variazioni clinicamente o statisticamente rilevanti rispetto ai valori basali di nessuno degli ormoni presi in considerazione. La tollerabilità locale al termine del trattamento è stata giudicata “eccellente” dal medico a parte un caso che ha presentato un episodio di follicolite che si è poi risolto spontaneamente quattro giorni dopo la fine del trattamento. Non sono stati registrati eventi avversi sistemici. I risultati di questo studio confermano pertanto che la cinetica sistemica degli ormoni tiroidei e il profilo di sicurezza e tollerabilità non sono influenzati dalle modifiche apportate nella nuova formulazione.

Quello realizzato dal team del Dottor Bevilacqua è solo l’ultimo dei cinque studi clinici realizzati sul prodotto dagli inizi degli anni duemila per dimostrarne efficacia e sicurezza.Tutti gli studi sulla sicurezza [2], in vitro e in vivo, hanno concluso che, se somministrata in conformità a quanto descritto sul foglio illustrativo, l'applicazione cutanea di Somatoline®OTC non provoca alterazioni dei livelli di ormoni tiroidei o dei parametri dell'asse ipofisi – tiroide.

Per quanto riguarda l’efficacia del prodotto, nel 2002, è stato condotto uno studio clinico[3] su 114 donne con cellulite alle cosce con protocollo controllato, suddividendo le pazienti in due gruppi randomizzati e bilanciati, trattati separatamente con il farmaco e con placebo per 2 cicli successivi di 4 settimane ciascuno, con lo scopo di verificare se le pazienti giudicassero soddisfacenti gli effetti anticellulitici del prodotto rispetto a quelli del placebo.L’indagine ha dimostrato che i principi attivi del farmaco hanno ridotto la circonferenza delle cosce in modo significativamente superiore rispetto alle donne trattate con il placebo, svolgendo nello stesso tempo un'azione curativa tanto maggiore quanto maggiore era la massa adiposa su cui andavano ad agire e non interferendo in alcun modo con la funzionalità tiroidea, né presentando effetti collaterali.

Informazione pubblicitaria di: Weber Shandwich

 

 

 

 

Cardiologia

Attacchi di panico rischio per giovani coronarie

La comparsa di attacchi di panico è connessa ad un aumento del rischio di coronaropatie ed infarti susseguenti nei soggetti più giovani. La complessa correlazione fra cuore e mente è stata recentemente oggetto di un acceso dibattito, la maggior parte del quale focalizzato sul rapporto fra depressione e coronaropatie, ma relativamente poche ricerche su larga scala hanno preso in considerazione i disordini d'ansia, ed ancor meno era finora noto sulla correlazione fra timor panico e cardiopatie. Quanto rilevato può essere dovuto sia ad un'errata diagnosi differenziale iniziale fra attacco di panico e coronaropatia, sia ad un vero e proprio maggior rischio di base di coronaropatie nei giovani che soffrono di questi disturbi. L'aterogenesi causata dall'attivazione del simpatico nell'attacco di panico viene mascherata da una più predominante aterogenesi da invecchiamento nell'anziano, il che maschererebbe il rischio relativo attribuito al panico nelle fasce più anziane. (Eur Heart J. 2008; 29: 2981-8)

 

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), è un disturbo di natura ormonale che colpisce una percentuale di giovani donne in età fertile pari all'8-10%. Si tratta di una delle prime cause di infertilità femminile, perché le ovaie si ricoprono di piccole cisti che possono comprometterne la funzionalità dando luogo ad oligomenorrea o amenorrea (cessazione delle mestruazioni) e anovulazione (assenza di ovulazione). 
Accanto a questo problema legato proprio all'attività ovarica, si associa uno squilibrio ormonale con un aumento del testosterone, l'ormone maschile, e sintomi tra cui l'irsutismo (crescita anomala di peli), caduta dei capelli (alopecia), acne e pelle grassa, forfora, aumento di peso.

Non sempre, però, la sindrome dell'ovaio policistico dà luogo a questa sintomatologia, talvolta, le manifestazioni sono solo alcune, o comunque più sfumate, a seconda della gravità della PCOS. La cosa più preoccupante relativa a questo disturbo è che può compromettere la fertilità e quindi rendere molto più difficoltosa una gravidanza. A proposito delle cause di questo specifico problema femminile, a parte l'ereditarietà, fattori predisponenti sembrano essere il disordine metabolico e l'infiammazione da cibo. 

 

Il che significa che chi sia predisposto al diabete con insulino-resistenza (e quindi un cattivo smaltimento degli zuccheri nel sangue), e chi soffra di intolleranze alimentari è particolarmente a rischio di soffrire di sindrome dell'ovaio policistico. In particolare, la celiachia, o intolleranza al glutine, una proteina contenuta in molti  cereali tra cui il grano, l'orzo e il farro, e derivati, tra i tanti sintomi ed effetti collaterali che può provocare in quanto malattia multifattoriale, può "sballare" la produzione ormonale e inficiare l'attività ovarica. 

Infatti la celiachia è una malattia autoimmune che viene scatenata da una reazione del sistema immunitario contro una sostanza che di per sé sarebbe innocua, ma che tale non è percepita dall'organismo, il glutine. Le infiammazioni da cibo alterano tutta l'attività endocrina, e possono quindi creare scompensi, soprattutto se non riconosciate e curate entro la prima infanzia. 

In questi casi, se la ragazza affetta da ovaio policistico sospetta di soffrire di celiachia, potrebbe provare a sospendere per un certo tempo, del tutto, l'assunzione di alimenti e prodotti, inclusi farmaci e creme cosmetiche, che contengano glutine, per vedere se le irregolarità mestruali si attenuano. Naturalmente un buon dialogo con il proprio ginecologo e un medico allergologo sarebbe l'ideale per giungere d una diagnosi comparata e trovare le soluzioni ideali per entrambi i problemi.

 

 

 

Polycystic ovary syndrome: metabolic challenges and new treatment options

 

 

SUMMARY

The objective is to test the hypothesis that Polycystic Ovary Syndrome (PCOS) my be the final expression of a variety of metabolic and neuroendocrine perturbations caused by a chronic bowel inflammatory state.

 

INTRODUCTION

Polycystic ovary syndrome is recognized as a heterogeneous syndrome, often with symptoms and signs of elevated androgen levels, menstrual irregularity, and amenorrhea in women without a well-defined underlying cause of androgen excess. In addition, hyperinsulinemia has been shown to be an important component of this syndrome, there are links between polycystic ovary syndrome and endometrial cancer, obesity, cardiovascular disease, and diabetes mellitus1.

It is clear that PCOS is a multifaceted clinical entity with both short-and long-term consequences. Long-term consequences are especially important because the problems that stem from android obesity and hyperinsulinemic conditions commence during the reproductive years and persist into the postmenopausal years. Polycystic ovary syndrome is evaluated and treated by many specialties because of its broad spectrum of clinical findings, the varied ages at which symptoms or signs of PCOS become obvious, and the metabolic disturbances that occur. The fundamental pathophysiologic defect of polycystic ovary syndrome remains unknown and is a source of controversy and ongoing study. As a gynecologist and ecography specialist, I usually perform an ecographical investigation of the main organs of all patients to gain more complete data on their state of health. These ecographies particularly focus on the abdomen, breast, and also the thyroid. In the cases of patients with PCOS, a dishomogeneous thyroid ecostructure. and colitis, a condition indicated in ecographies by intense meteorism, I find to be a common factors. The thyroid ecostructure of this patients appeared dishomogeneous in varying degrees as a result of an iodine deficiency due to unsatisfactory intestinal absorption, as a consequences and confirmation of the intestine’s chronically inflammatory state. PCOS may be the final common expression of a variety of metabolic and neuroendocrine perturbations caused by a chronic bowel inflammatory state Genetic factors determine how these are expressed.. A balanced and functional intestinal bacterial flora may easily be disturbed by various factors: infections, the wrong foods, intolerance’s to foods developed in early childhood. I excluded causes of colitis caused by parasites and occasional intestinal infections, and concentrated on colitis due to Adverse Alimentary Reaction (AAR)2.Colitis due to alimentary intolerance and/or allergy may consist of:

1) reactions of hypersensitivity with the release of chemical agents that may cause extremely variable symptomatological conditions. Various organs and apparatuses may be affected.

2) Unsatisfactory absorption by the intestine of substances or elements, the deficiency of which may contribute to imbalances and pathologies in the organs or apparatuses concerned.

A functional bacterial flora is physiologically important to a healthy organism. An intestinal disbiosis causes diarrhea, constipation and/or meteorism, and the alteration of the intestinal immune system which is the greatest defense system of an organism. Also an intestinal disbiosis may cause lesions and infections to organs and apparatuses: most likely The menstrual irregularity , although amenorrhea characteristic of anovulation is a result of an inflamed ovary trouble. Because progesterone is produced by the ovary only after ovulation, women with PCOS often have chronic estrogen exposure unopposed by progesterone. Women who have had long-standing chronic anovulation without periodic progestin exposure thus may have endometrial hyperplasia or endometrial and breast cancer.The change in the patient’s hormonal condition seems to be linked to the presence of intestinal disturbances, perhaps aggravated by a stress-provoking situation. The ovary hyperstimulated can produce, in genetic predisposed individuals, androgen excess The androgen excess of PCOS is usually manifested by varying degrees of irsutism and /or acne, such symptoms and androgen concentrations increased with the increase of the intestinal disturbances. Women with polycystic ovary syndrome are at increased risk for cardiovascular disease3. I suggest that: in the presence of a bowel chronic inflammatory state, possibly non-symptomatic, even the processes of assimilation may be jeopardized, specifically an important substance such as iodine may not be absorbed at all, or in insufficient quantities. This iodine deficiency may cause thyroid trouble and a thyroid’s characteristic dishomogeneous ecographic aspect. The thyroid function change daily related to the presence of intestinal disturbances and the degree of her dysfunction vary directly with the severity of colitis. The thyroid’s function is:

1- to regulate the lipid metabolism,

2- to prevent infections of the upper respiratory tracts.

For this reason the iodine relative deficiency related to the colitis, can cause a slow lipid metabolism and a tendency to more easily contract infections of the upper respiratory tracts and consequently rheumatic illnesses (injury heart, kidney, joints) and high prevalence of homeostatic abnormalities, than associated with alteration of lipid metabolism running to increased risk for cardiovascular disease.

From the first description of Stein-Leventhal syndrome, clinician have recognized that at least half of their patients with PCOS are obese4.Weight loss is difficult without diet which exclude foods responsible for colitis due to alimentary intolerance or allergy, which raises the possibility to have a slow metabolism.because iodine’s deficient assimilation.

Several investigators have focused on the relationship and mechanisms of insulin resistance in patients with PCOS5,6 . Most likely the chronic inflammatory state of the gastric mucous membrane caused by alimentary intolerance, can involve the pancreas and impair his function.

Women with PCOS have greater rates of gestational diabetes, impaired glucose tolerance, and frank diabetes than do age-matched control subjects6.

Women with PCOS do tend to have elevated blood pressure7. The hypothesis, still to be verified, that might explain this correlation is that foods when consumed represent a potential source of antigens . In genetically predisposed individuals recognition of alimentary antigens may cause the synthesis of specific IgE, with the resulting release of masticatory agents (histamine,tryptase,serotonin) responsible for its symptomatology. The type of immune reaction that ensues (of mediated IgE reaction or not) determines its type of expression. This is why in some cases there may only be contractions of the smooth muscles (artery,uterus,bronchial tubes), while in other cases the histamine increasing the capillary permeability may cause edema and consequently can contribute to develop higher blood pressure.

 

 

MATERIAL AND METHODS

I studied 112 women of reproductive age attending my specialized office, during the period from 1989 to 1999, with a history and signs of clinical PCOS and with ultrasonographically defined morphologic characteristics. I compared with 20 women with no history or evidences of PCOS as age-matched control subjects. Criteria for patients with PCOS, included irregularity or absence of menses, a history of oligomenorrhea or amenorrhea beginning at or near the onset of menstrual function, acne or hirsutism, no patient had virilization. As expected, patients with PCOS had significantly higher luteinizing hormone-to-follicle-stimulating hormone ratios, higher testosterone levels, higher free testosterone levels, higher dehydroepiandrosterone sulfate levels, and lower testosterone-estradiol-binding globulin binding capacity than the control group. Patients with PCOS were found to have colitis due to alimentary intolerance or allergy. A through anamnesis of this patients revealed that they had suffered from gastroenteritis since childhood, that they soon had more frequent appendicectomies or, according to the treating doctor, suffered from “irritable colon”8. Compared with the control group, more frequently the pelvic ecographies of patients with PCOS presented a common characteristic: the difficulty in performing the examination due to the intense intestinal meteorism. The thyroid ecostructure of this patients appeared dishomogeneous in varying degrees. The dishomogeneous thyroid ecostructure (DTE) ranged from a varying hypo-ecogenic aspect to a hyper-ecogenic aspect. Thyroid function is apparently normal if is analyzed the level of TSH, however 82% of this cases have a temporary or transient form of the hormonal disorder because thyroid function change daily related to the presence of intestinal disturbances. From this hypothesis it follows that patients with DTE can be considered to be affected by an Adverse Alimentary Reaction and that this reaction is caused by consuming foods to which they have an intolerance, and the frequency of this consumption. The iodine relative deficiency can cause a slow lipid metabolism and a tendency to more easily contract infections of the upper respiratory tracts.

Women with PCOS have consequently a surprisingly high prevalence of several significant metabolic abnormalities that may affect their long-term health. In my study patients with PCOS more frequently shown to have :

1- alteration of lipid metabolism with hyper-cholesterol and gall stones, grater risk running in the family of infarctus and arteriosclerosis disease; glucose intolerance and diabetes, cardiovascular diseases, obesity,

2- a tendency to more easily contract infections of the upper respiratory tracts: higher frequency of tonsillectomies and rheumatic illnesses and high prevalence of hemostatic abnormalities,

3- illnesses of the immune system including allergies,

4- increased risk for pregnancy-induced hypertension and for developing pregnancy pathologies9.

5- Bacterial vaginosis and genital tract infections10 .

The method of investigation and treatment of the patients with PCOS, in the control phase, is derived from the application of the hypothesis of possible intolerance and/or allergy to certain foods. The most logical possible solution is to identify the foods or allergic substances responsible for patients’colitis and have them follow a special diet. There are certain special aspects presented by the diagnosis of alimentary intolerance or allergy which are connected, on the one hand, with the considerable frequency of extra-immunological pathogenetic adverse food reactions and, on the other, with the unsatisfactoriny characterization of alimentary allergens used for diagnostic tests2. In some cases, from a well conducted anamnesis very indicative suspect elements may be obtained whereas cutaneous tests and serological tests for locating specific IgE often reduce specificity and sensitivity. For this reason, resorting to diets of elimination is often necessary. Preliminary diet is recommended based upon the fact that the patients should observe, especially after consuming certain foods if she shows signs of intolerance such as heartburn, a feeling of fatigue after eating, slow digestion, abdominal swelling or pain, and symptoms of dyspepsia8.In many cases the patients had drawn a connection between their intestinal disturbances and certain foods consumed, and had noticed that the same foods did not always causes the same reaction in relation whit the frequency of this consumption.This foods are identify the most responsible for alimentary intolerance or allergy: milk and cereals, fruits or vegetables like yeast, tomatoes, etc. The cereals represent the most responsible for the future appearance of PCOS condition.

 

 

RESULTS AND CONCLUSION

All of the 112 patients with PCOS, who strictly adhered to the diet had disappearance or significant reduction of symptoms reported and disappearance of clinical and diagnostic evidence of pathophysiologics defects of PCOS. When patients who were following a diet saw symptoms disappear, especially after the thirtieth week, and they began eating foods again to which they were intolerant (no longer worried about any further consequences), they often developed immediate complications and complained vaginals discharges, abdominal pain, including mestrual irregularities, hirsutisms, acne, weight gain. Many studies in patients with PCOS have shown that weight loss can improve the fundamental aspects of the endocrine syndrome of PCOS and result in lower circulating androgen levels and spontaneous resumption of menses11.Another benefit that as been reported is decreased level of circulating insulin Colitis due to alimentary intolerance or allergy is an intestinal inflammatory state, possibly non-symptomatic, that can lead to a chronic ovary disturbance and consequently PCOS. Genetic factors determine how these are expressed.

Controlled studies need to be conducted to determine whiter diet alone is sufficient to prevent such phenomena or if complementary pharmaceutical therapy is necessary to increase tolerance to foods . Perhaps everyone should consume only tolerated foods right from birth, since an alimentary intolerance might be the origin of a true pathology of the immune system and of all, or almost all, acquired pathologies and hormonal dysfunction

 

 

 

REFERENCES

1) Gloria A. Bachmann Polycystic ovary syndrome: Metabolic challenges and new treatment options. Am J Obstet Gynecol, 179 number 6, part 2, 1998.

2) Stefanini G.F., Marsigli L., Foschi G.F. Terapia farmacologica dell’allergia alimentare in TRATTATO DI FARMACOLOGIA E TERAPIA. UTET. Torino 1999

3) Talbott E, Guzick D, Clerici A, et al. Coronary heart disease risk factors in women with polycystic ovary syndrome.Art Thromb Vasc Biol 15:821-6, 1995.

4) Stein I, Leventhal M. Amenorrhea associated with bilateral polycystic ovaries. Am J Obstet Gynecol 29:181-91, 1935.

5) Ehrmann DA, Sturis J, et al. Insulin secretory defects in polycystic ovary syndrome relationship to insulin sensitivity and family history of non-insulin-dependent diabetes mellitus. J Clin Immunol, 96:520-7,1995.

6) Holte J. Bergh T, et al. Restored insulin sensitivity but persistently increased early insulin secretion after weight loss in obese women with polycystic ovary syndrome. J Clin Endocrinol Metab 80:2586-93, 1995.

7) Zimmerman S, et al. Polycystic ovary syndrome lack of hypertension despite profound insulin resistence. J Clin Endocrinol Metab. 75:508-13,1992.

8) Jones R., Lydeard S. Prevalence of symptoms of dyspepsia in the community. BAMJ,298:30-2,1989.

9) Michael T. Acromite, et al. Androgens in preeclampsia. Am J Obstet Gynecol 180:60-30,1999.

10) Daniela Pelotti. Bacterial vaginosis and colitis due to alimentary intolerance or allergy. New Technologies For Gynecologic And Obstetric Investigation. CIC 1999.

11) Guzik DS, Wing R, Smith D, Berga SL, Winters SJ. Endocrine consequences of weight loss in obese, hyperandrogenic, anovulatory women. Fertil Steril 1994,61:398-604.

 

Sono la dottoressa  Daniela Pelotti specialista in ostetricia e ginecologia, ho 53 anni e faccio il libero professionista.
Da anni dico con le mie pazienti che la Ricerca non porterà mai a scoprire la pillola magica per il tumore poiché il tumore come tutte le malattie vengono quando l'uomo va contro la legge della natura. La malattia ed il tumore non fanno parte della natura che é perfetta. La Natura ha delle leggi e delle regole ben precise, nulla é per caso, ogni pianeta ha la sua orbita e non invade l'orbita di un altro pianeta, ogni animale ha il suo cibo, se non ha il cibo che gli compete, digiuna o muore, estingue la specie, preferisce morire digiunando, muore sereno,  non certo nell'atrocità della malattia. Nessun animale mangia un poco di tutto, altrimenti ci sarebbe il caos, e, nella natura, nulla é per caso!

 

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Daniela Pelotti

Ginecologa libero professionista Milano - Bologna

 

I marcatori tumorali della serie mucinica, i cosiddetti antigeni carboidratici CA 125, CA 15-3, CA 19-9, sono dosati utilizzando specifici anticorpi e sono usati come marker per i tumori della mammella, dell'endometrio e dell'ovaio, da soli o in combinazione. Questi marcatori tumorali, utilizzati soprattutto nell'oncologia ginecologica, sembrano insufficienti a discriminare tra patologia benigna e maligna1, poiché livelli sierici alti sono presenti anche in alcune pazienti con patologia non maligna o sane. Questi antigeni sono usati anche per determinare la ricorrenza del tumore dopo terapia2. Vari autori  hanno descritto diversi fattori che influenzano i livelli di questi marcatori tumorali presenti  nel sangue anche di donne apparentemente sane, tra cui lo stato menopausale, la terapia ormonale sostitutiva ed il giorno del ciclo mestruale3.

Nell'ambito del mio lavoro ho verificato che c’é una correlazione tra valori elevati di questi marcatori tumorali ed uno stato d’infiammazione cronica intestinale causato da una dieta ricca di carboidrati composti come gli amidi dei cereali, in individui geneticamente predisposti. Pazienti con aumentati livelli sierici di questi marcatori tumorali, dopo un mese di dieta priva di cereali, mostrano la normalizzazione  dei livelli sierici di questi marcatori.

Questa correlazione potrebbe far luce sull'eziologia ancora sconosciuta dei tumori della mammella, dell'endometrio e dell'ovaio: una dieta priva di cereali potrebbe essere la prevenzione primaria.

Precedenti lavori avevano già associato fattori dietetici con rischio di sviluppo di cancro della mammella, dell'endometrio e dell'ovaio 4-5-6, questi lavori mettevano però in correlazione rischio di tumore con una dieta ricca in grassi.

 

MATERIALE E METODO

Ho studiato 100 donne d’età compresa tra 22 e 76 anni, con valori sierici elevati di almeno uno dei marcatori tumorali CA 125, CA15-3, CA 19-9, dal periodo 1990 al 2004, che hanno frequentato il mio studio medico. Settantuno erano ancora mestruate, e ventinove erano in postmenopausa. I dosaggi dei marcatori tumorali non sono stati  effettuati subito prima o durante la mestruazione.

Queste pazienti con valori di almeno uno dei marcatori tumorali al di sopra di 25 U/ml, erano così caratterizzate:

30 apparentemente sane.

5   con patologia tumorale mammaria in atto

13 operate per cancro mammario da più di un anno

4   con diagnosi di carcinoma dell'endometrio

2   con carcinoma ovarico

3   operate da più di un anno di cancro ovarico

43 con diagnosi di endometriosi, adenomiosi, neoplasie ovariche benigne, malattia infiammatoria pelvica.

Per ogni paziente è stata compilata una cartella clinica che raccoglieva i dati anamnestici personali e familiari, le abitudini alimentari, gli esami ematochimici routinari. Tutte le pazienti sono state monitorate con ecografia degli organi pelvici ed addominali, della tiroide e del seno. I dati raccolti hanno evidenziato un fattore comune a tutte le pazienti: la presenza d’intenso meteorismo intestinale all'indagine ecografica pelvica ed addominale. Un’accurata anamnesi rivelava che tutte soffrivano di patologie gastrointestinali riferibili a colite, gastrite, dispepsie o “colon irritabile”7.

Tutte le pazienti hanno acconsentito a seguire una dieta alimentare per correggere lo stato di colite.

La dieta consiste nell'assunzione a sazietà di proteine di carne e di pesce, di frutta e verdure ed esclude totalmente l'assunzione  di cereali ( grano, riso, mais, farro, ecc).

 

RISULTATI

Inizialmente le pazienti hanno trovato difficoltà nel seguire e mantenere la dieta. Dopo le prime difficoltà, le pazienti stesse hanno esaltato questo tipo di dieta per il senso di benessere e di miglior efficienza fisica riscontrato.

Dopo un mese di dieta stretta, tutte hanno avuto la remissione completa dei sintomi tipici di colite e ne hanno verificato la ricomparsa in occasione di disordini alimentari. Durante la dieta, l’indagine ecografica addominale evidenziava riduzione del meteorismo tipico segnale indicativo di colite. All’esame ecografico le immagini degli organi pelvici ed addominali erano più nitide.

I dosaggi dei livelli sierici degli antigeni carboidratici CA 125, CA 15-3, CA 19-9, dopo un mese di dieta stretta, si sono normalizzati completamente per le pazienti senza patologia in atto. Per le pazienti con patologia tumorale maligna in atto si sono solo abbassati. Per queste i valori sono rientrati nella norma solo dopo l’asportazione chirurgica della massa tumorale.

Le 30 pazienti apparentemente sane, con la sola dieta hanno ottenuto dosaggi al di sotto del limite della norma.

Per le 13  pazienti  operate per cancro mammario da più di un anno e le 5 operate da più di un anno di cancro ovario, i valori alterati sono rientrati nella norma con la sola dieta.

Per le 12 pazienti con diagnosi di cisti endometriosica, i valori si sono abbassati con la dieta, e si sono normalizzati solo dopo terapia chirurgica.

I valori alterati si sono normalizzati anche per le restanti  32 pazienti a dieta, di cui 15 con fibromatosi e adenomiosi dell’utero,  10 con cisti ovariche a contenuto liquido semplici o settate,  5 con massa cistica benigna a contenuto misto, 2 con malattia infiammatoria pelvica. Per alcune di queste pazienti con sintomatologia dolorosa è stata associata una terapia antibiotica.

I valori degli antigeni carboidrati si sono normalizzati anche persistendo le cisti ovariche benigne. Due pazienti entrambe con cisti ovarica semplice oltre la normalizzazione degli antigeni carboidrati hanno avuto la scomparsa completa della massa cistica solo con la dieta.

I dati raccolti fanno pensare che le variazioni dei livelli sierici degli antigeni carboidratici siano significativamente correlati all'intensità ed  alla durata di esposizione allo stato di colite causato dagli amidi dei cereali.

L'instaurarsi della dieta ha determinato la normalizzazione dei livelli ematici degli antigeni carboidratici anche nei casi in cui il dosaggio raggiungeva livelli elevati: ciò può avvenire in tempi variabili dall'inizio della dietoterapia probabilmente in relazione al grado di colite individuale ed all'assiduità  nel seguire la dieta.

 

CONCLUSIONI

Gli antigeni carboidratici CA 125, CA 15-3 e CA 19-9, si trovano elevati nel sangue di pazienti  sia apparentemente sane che con patologie infiammatorie benigne e, con maggior frequenza, in pazienti con patologie maligne. Sono usati come indicatori tumorali, soprattutto in campo ginecologico, ma non tutte le pazienti con tumore dell'apparato ginecologico mostrano indici elevati di questi marchers tumorali. Poiché la loro concentrazione nel sangue dipende, per alcune pazienti, dalla quantità e frequenza di assunzione di carboidrati composti come gli amidi dei cereali, si può presupporre che per queste pazienti, geneticamente predisposte, l'assunzione di questi alimenti comporti uno stato infiammatorio cronico intestinale con passaggio di macromolecole nel sangue.

Questi marchers tumorali quindi possono indicare semplicemente la presenza di uno stato di colite cronica. Uno stato di colite cronica potrebbe determinare una condizione di  infiammazione ovarica e conseguente iperstimolazione ipotalamica con rischio di patologia ovarica. L'infiammazione ovarica può causare iperestrogenismo che può costituire un rischio per il tessuto mammario ed endometriale. Lo stato di colite inoltre altera i processi di assimilazione di sostanze ed elementi necessari al corretto funzionamento del sistema immunitario il cui equilibrio è determinante per la prevenzione di tante patologie compresa quella tumorale.

Quale può essere quindi la correlazione  antigeni carboidratici e cancro?

 

BIBLIOGRAFIA

1. Einhorn N, Knapp RC, Bast RC, Zurawski VR Jr. CA 125 assay used in conjunction with CA 15-3 and TAG-72 assays for discrimination between malignant and non-malignant diseases of the ovary. Acta Oncol 1989;28:655-7.

2. Niloff JM, Bast RC Jr, Schaetzl E, Knapp RC. Predictive value of CA 125 antigen levels at second-look procedures in ovarian cancer. AM J OBSTET GYNECOL 1985;151:981-6.

3. Lehtovirta P, apter D, Stenman U-H. Livelli sierici di CA 125 durante il ciclo mestruale. Br J Ostet gynecol 97:930-933, 1990.

4. Margaret K. Hargreaves, Maciej S. Buchowski, Robert E. Hardy, Susan R. Rossi. Dietary factors and cancers of breast, endometrium, and ovary: Strategies for modifying fat intake in African American women..Am J Obstet Gynecol 1997;176:S255-64.

5. Willett WC, Hunter DJ, Stampfer MJ, et al. Dietary fat and fiber in relation to breast cancer—an 8-year follow-up. JAMA 1992;268:2037-44.

6. Barrett-Connor E, Friedlander NJ. Dietary fat, calories, and the risk of breast cancer in postmenopausal women: a prospective population-based study. J Am Coll Nutr 1993;12:390-9.

7. NandaR., James R. et al. Food intolerance and the irritable bowel syndrome. Gut, 30: 1099-104,1989