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Buongiorno, sono una sua paziente, non so se si ricorda di me, sono venuta da lei in maggio e poi successivamente accompagnando mia madre e mia suocera.

Beh volevo solo cogliere l'occasione per salutarla e ringraziarla nuovamente.

Sono più di 8 mesi che seguo i suoi consigli sull'alimentazione, non tocco glutine, latticini e  ho quasi completamente eliminato i cereali in genere.

Il ciclo si sta regolarizzando e gli antidolorifici sono ormai un ricordo lontano.

Un'altro mio grosso problema erano faringiti e laringiti croniche, non ho più le tonsille ed ero per questo convinta che non avrei mai risolto il prolema, invece da qualche mese sono sparite anche quelle, e data la mia professione di cantante, docente e strumentista devo dire che sono moooolto sollevata e contenta.

Anche adesso che mi trovo ad affrontare un principio di bronchite molto probabilmente di origine virale (ieri mattina il medico me l'ha diagnosticata e ieri ho avuto febbre a 39), dopo 1 giorno sto incredibilmente meglio, so che il commento può sembrare soggettivo ma dato che ho sperimentato diverse volte questo tipo di malanni trovo la cosa felicemente insolita.

Per non parlare dello stato psico-fisico generale, sono più magra, più bella, più tonica, più energica più sveglia e instancabile di prima.

Ultimamente ho sentito parlare del dott. Piero Mozzi che trovo sia molto allineato col suo pensiero anche se lui sostiene una correlazione dieta/gruppi sanguigni, dopo aver scoperto quanto è importante l'alimentazione trovo interessante raccogliere altri consigli in merito, ma come lei mi ha insegnato, nonostante tutto quello che altri esperti possano dire o consigliare non smetterrò certo di ascoltare il mio corpo!! Quindi: nessun dogma e molto buon senso.

La ringrazio ancora e le mando un calorosissimo abbraccio

p.s. Se pensa che possa servire e vuol pubblicare magari parte di questa e-mail sul suo sito la autorizzo assolutamente ho visto che anche per le altre testimonianze la firma è xxxxxx, da una parte mi spiace non dirle di pubblicare il mio nome, parlo sempre di lei ai miei conoscenti, solo che purtroppo il web per noi è "anche" uno strumento di lavoro ed è bene mantenere una certa privacy.

Grazie di nuovo

 

 

 

XXXXXX

 

*                               La Nostra Rete di Studi

DIETA AGLUTINATA IPOGLUCIDICA NELLA MASTOPATIA FIBROCISTICA

*                               Preparazioni agli Esami Daniela Pelotti1

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*                               Scuole di Ecografia SIUMB

La mastopatia fibrocistica è una condizione patologica della mammella che è riscontrabile in circa il 70% della popolazione femminile  dei paesi occidentali e che è associata ad un incrementato rischio (da 2 a 4 volte) di sviluppare  un cancro mammario.

Scopo del nostro studio é stato quello di verificare come una dieta priva di glutine e ipoglucidica é in grado di normalizzare la sintomatologia e il quadro ecografico tipico della mastopatia fibrocistica, patologia benigna della mammella (BBD) e indicatore di rischio aumentato di sviluppo di cancro alla mammella.


 

L’esame ecografico della mammella si è  dimostrato particolarmente utile ed affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (mastopatia fibrocistica, fibroadenomi, patologia flogistica, dilatazioni dei dotti galattofori).

Abbiamo esaminato 215 pazienti di età compresa tra i 25 e i 55 anni, afferite ai nostri ambulatori con diagnosi sintomatologica, clinica ed ecografica di mastopatia fibrocistica: 130 casi con lesioni non proliferative, 70 casi con lesioni proliferative senza atipie , 15 casi con iperplasia atipica con una diagnosi citologica con agoaspirato. I risultati dimostrano che le donne con mastopatia fibrocistica  hanno evidenza di colite cronica.



Tabella 1. Caratteristiche cliniche e sintomatologiche comuni riscontrate nelle 215 pazienti con mastopatia fibrocistica

Caratteristiche

N° 130 pazienti con mastopatia fibrocistica senza lesioni proliferative

N°70 pazienti con lesioni proliferative senza atipie

N15 pazienti con iperplasia  atipica con diagnosi citologica con agoaspirato

 

 

 

 

Colite cronica e intolleranze cereali e latticini

130

70

15

CA 15-3   CA 19-9  CA 125> 35 U/ml  <

2

4

5

Alterazioni ricorrenti  Ves, formula leucocitaria,Tas, piastrine, fattori della coagulazione

37

45

10

Irregolarità del ciclo, PCOS

28

4

7

Dolori riccorrenti della pelvi

65

28

7

Ipercolesterolemia

33

4

5

Artralgie

44

19

8

Depressione-astenia

38

30

10

Ansia

40

35

11

Cefalea

27

7

6

Insonnia

24

28

11

Mastodinia

69

34

15

Dismenorrea

49

13

6

Dispareunia

60

29

7

Disturbi basse vie urinarie

13

7

3

Presenza di emazie nelle urine

35

1

3

Appendicectomia

29

4

5

Tonsillectomia

33

5

5

Calcoli colecisti o colecistectomia

16

3

4

Calcoli renali o coliche renali

3

2

3

Gastrite, reflusso esofageo

23

4

2

Irregolarità dell’alvo

57

10

6

Meteorismo sintomatico, colon irritabile

53

24

11

Meteorismo evidenziato con US

69

9

15

Fegato steatosico con US

21

1

6

Ecostruttura tiroidea disomogenea

69

10

7

Infezioni vie aeree superiori ricorrenti

38

8

4

Allergie, malattie autoimmuni

37

7

4

Familiarità per malattie cardiovascolari

37

12

4

Varici, flebiti, emorroidi

35

3

 

Dosaggi tiroidei alterati, anticorpi antitiroidei presenti.

9

2

4

Patologia utero e/od ovaia associate

16

4

5

 

Abbiamo sottoposto le pazienti ad una dieta aglutinata e ipoglucidica. Abbiamo così monitorato le pazienti: controllo dei parametri clinici soggettivi e obiettivi e valutazione ecografica ogni sei mesi per tre anni.

La dieta aglutinata ipoglucidica associata a terapia antibiotica ripetuta al bisogno nei casi di mastodinia medio-grave, e di quadri ecografici con persistenza degli aspetti tipici di mastopatia fibrocistica hanno determinato una rapida risoluzione dei sintomi clinici e  un progressivo miglioramento degli aspetti clinici ed ecografici nei follow-up successivi.



 

 

I dati sopra riferiti propongono l’obiettivo di fornire elementi di prova circa l’effetto positivo della dieta aglutinata ipoglucidica in una fase iniziale del processo di cancerogenesi del seno e di proporre una terapia preventiva primaria del tumore alla mammella.



.

 

 

ENDOMETRIOSI

Daniela Pelotti

Ginecologa

INTRODUZIONE

L'endometriosi è una condizione patologica caratterizzata dalla disseminazione e dalla crescita di tessuto endometriale in sedi anomale (eterotopia), con caratteristiche stromali, epiteliali e ghiandolari simili a quelle dell'endometrio normale. L'endometrio ectopico subisce, come la normale mucosa uterina, gli stimoli da parte di ormoni ovarici, soprattutto degli estrogeni, ed assume quindi atteggiamenti proliferativi e funzionali (compresi lo sfaldamento ed il sanguinamento in epoca mestruale) simili a quelli che si verificano nell'endometrio normale. E' perciò una malattia quasi sempre dell'età feconda nella quale è presente l'attività ovarica. L'eziopatogenesi dell'endometriosi è tuttora controversa. Le numerose teorie che fino ad oggi hanno cercato di spiegare un possibile meccanismo patogenetico, variamente sviluppate e sostenute da dati sperimentali o da osservazioni cliniche, mancano tutte di sufficiente rigore scientifico.

SCOPO DEL LAVORO

Lo scopo del mio lavoro è di dimostrare che l'endometriosi con le sue diverse manifestazioni cliniche e sintomatologiche, è la conseguenza di una varietà d’alterazioni metaboliche e neuroendocrine, causate da una infiammazione cronica intestinale che spesso inizia nell’infanzia, in pazienti geneticamente predisposte. Il mio studio mette in evidenza come la colite cronica è infatti un sintomo comune nelle pazienti endometriosiche. Tale evidenza potrebbe giustificare le diverse e numerose teorie che fino ad oggi hanno cercato di spiegare un possibile meccanismo patogenetico dell'endometriosi

Uno stato infiammatorio cronico intestinale potrebbe infatti causare:

1) uno stato infiammatorio dell'utero con conseguenti spasmi non fisiologici della sua contrattilità e determinare un reflusso tubarico di sangue mestruale a sostegno della teoria della mestruazione retrograda di Sampson1,2. L'ipotesi di Sampson della mestruazione retrograda come causa di endometriosi, è confermata dal fatto che l'iniezione intrapelvica di endometrio causa endometriosi nei babbuini3.

2) uno stato di alterazione del sistema immunitario, a sostegno dell'ipotesi di una diminuzione dell'immunità cellulo-mediata e dell'immunità umorale4,5 nella patogenesi dell'endometriosi. C'è chi ha trovato una aumentata secrezione di citochine e TNF nel liquido peritoneale delle pazienti endometriosiche con problemi di infertilità6, chi un aumento dell'attività dei monociti nel sangue periferico7. La tossicità delle endotossine prodotte da una disbiosi intestinale, (chimicamente dei lipopolisaccaridi, LPS) sembra sia legata ad una eccessiva induzione di mediatori endogeni8, attraverso l'attivazione di numerosi sistemi cellulari9 quali i monociti/macrofagi, le cellule endoteliali, i linfociti, i granulociti, i fibroblasti e le cellule della muscolatura liscia e l'attivazione delle cascate umorali del sistema coagulatorio e del complemento10,11. Il legame delle endotossine ai recettori CD14 dei monociti/macrofagi stimola il rilascio di TNF-alpha e delle interleuchine IL-1, IL-6, IL-812,13, che a loro volta inducono il rilascio di mediatori secondari come l'istamina14, le prostaglandine, i leucotrieni, il fattore di attivazione delle piastrine, NO e probabilmente altri ancora, attualmente non identificati.

3) uno stato infiammatorio delle ovaia con conseguente iperstimolazione ipofisaria ed estrogenica a sostegno della teoria della metaplasia dell'epitelio di origine celomatica o mülleriana. Le lesioni endometriosiche si svilupperebbero dunque a partire da tale epitelio che persiste e nel mesotelio di rivestimento degli organi pelvici e nella zona di transizione tra miometrio ed endometrio (Meyer, Ivanoff).

4) stimolare fenomeni di angiogenesi a sostegno dell'ipotesi angiogenica nella patogenesi dell'endometriosi15. Vorrei segnalare che il lipopolisaccaride endotossico (LPS) dell'Escherichia Coli è in grado di esibire proprietà angiogeniche16 e che negli stati di colite esiste una disbiosi caratterizzata da alterazioni nello sviluppo e crescita dell'Escherichia Coli.

A supporto della mia ipotesi esistono diversi lavori che confermano che i segni clinici ed i sintomi correlati all'endometriosi sono gli stessi di uno stato di colite: dolore pelvico, dismenorrea, dispareunia. dolore alla defecazione, dolore pelvico ed ematuria, dolore cervicale, dolore alla palpazione delle ovaia, dell'utero, e del Douglas, mobilità dell'utero limitata17. Scarsi o assenti sono ancora i dati disponibili circa la relazione tra anamnesi di colite e rischio di endometriosi pelvica.

Recenti studi caso-controllo hanno suggerito che il menarca precoce e cicli mestruali ravvicinati e abbondanti aumentino il rischio di patologia endometriosica; tale evidenza potrebbe essere interpretata a favore della mia ipotesi poiché una colite cronica può causare annessite e disfunzioni ovariche18.

MATERIALI E METODI

Con una tecnica retrospettiva, ho analizzato le cartelle cliniche ed ho raccolto l'anamnesi di 69 donne con endometriosi confermata mediante laparoscopia, ed esame istologico dagli anni 1983-2001 (Gruppo 1). Come gruppo di controllo ho considerato 69 pazienti in età riproduttiva, senza sintomi di malattia endometriosica (Gruppo 2) non in terapia estroprogestinica..

I sintomi e segni fisici di dismenorrea (dolore pelvico durante o poco prima o poco dopo la mestruazione), dispareunia (dolore pelvico durante o nelle 24 ore dopo il rapporto sessuale), dolore alla defecazione, dolore pelvico ed ematuria, dolore cervicale, dolore alla palpazione delle ovaia, dell'utero, e del Douglas, mobilità dell'utero limitata, dolore cronico pelvico, sindrome del colon irritabile17,19,20, sintomi urogenitali21, sono stati esaminati e confrontati nei due gruppi (Tabella 1).

Il dolore cronico pelvico22 era descritto come ricorrente o costante dolore non correlato alla mestruazione (dismenorrea) o al rapporto (dispareunia), di durata superiore a 6 mesi.

Per ogni paziente è stata compilata una cartella clinica che raccoglieva i dati anamnestici personali e familiari, gli esami ematochimici routinari, ed è stata eseguita ecografia degli organi pelvici ed addominali, della tiroide e del seno con scadenza annuale per il Gruppo 2, ogni sei mesi per il Gruppo 1. I dati raccolti mettevano in evidenza come le ecografie pelviche ed addominali delle pazienti del Gruppo 1 erano sempre difficoltose rispetto a quelle del Gruppo 2, per la presenza di intenso meteorismo intestinale, tipico di uno stato di colite. L’ecostruttura tiroidea delle pazienti del Gruppo 1, appariva inoltre sempre e comunque disomogenea come per esprimere una carenza di iodio e poneva il sospetto di disfunzione della tiroide.

Una accurata indagine anamnestica di queste pazienti rivelava che esse avevano sofferto di gastroenterite sin da piccole, che avevano subito appendicectomie e tonsillectomie con una frequenza maggiore rispetto al gruppo di controllo (Gruppo 2), e che presentavano più spesso patologie gastrointestinali riferibili a colite, gastrite, dispepsie23 o “colon irritabile”24.

Lo stato infiammatorio intestinale, rappresentato ecograficamente da intenso meteorismo, era, per le pazienti di Gruppo 1, cronico, non occasionale, essendo evidente ad ogni indagine ecografica. Escludendo i casi di colite da presenza di parassiti o infezioni intestinali occasionali, ho preso in considerazione la colite dovuta a una Reazione Avversa agli Alimenti (RAA)25,26. Le pazienti con intenso meteorismo intestinale possono essere considerate affette da colite da intolleranza e/o allergia alimentare. Questa reazione è causata dal consumo di cibi nei confronti dei quali queste pazienti hanno una intolleranza; l’intensità di espressione della stessa è data dalla quantità e dalla frequenza con cui questi cibi vengono consumati. Gli alimenti ingeriti costituiscono una fonte potenziale di antigeni dai quali il canale digerente si protegge fisiologicamente con una serie di meccanismi aspecifici (muco, peristalsi, fagocitosi, relativa impermeabilità intestinale) e specifici (linfociti intraepiteliali e sintesi di IgA di mucosa). Questi meccanismi possono essere inefficienti e pertanto non svolgere più funzioni protettive nei confronti degli alimenti, con conseguente aumento del passaggio di macromolecole cui consegue tolleranza o sensibilizzazione (RAA)25. In individui predisposti geneticamente, il riconoscimento degli antigeni alimentari può indurre la sintesi di IgE specifiche, con conseguente liberazione di mediatori mastocitari (istamina, triptasi, serotonina). Il tipo di reazione immunitaria che ne consegue (reazioni IgE mediate o non) ne determina il tipo di sintomatologia e patologia. In alcuni casi l’istamina aumentando la permeabilità capillare può comportare edemi, invece mediatori primari, secondari e di origine extracellulare possono causare ipertensione e danno vasale.

L’intestino a seguito di una RAA s’infiamma determinando una disbiosi, cioè una alterazione della flora batterica intestinale e meteorismo tipico degli stati di colite, evidenziabile ad un’indagine ecografica. La funzionalità intestinale può essere così compromessa e coinvolgere e compromettere anche la funzionalità degli organi immersi nell’intestino, come fegato, pancreas, ovaia, vescica. Questo può spiegare perché le pazienti del Gruppo 1 possono avere associato più frequentemente patologie o disfunzioni del fegato, pancreas, ovaia con maggior rischio di patologie dell’utero e del seno, infezioni delle vie urinarie ricorrenti o presenza di leucociti, batteri, emazie nelle urine e vaginiti ricorrenti27. Se questo stato infiammatorio intestinale, spesso asintomatico, perdura nel tempo, anche i processi di assimilazione possono essere compromessi. Il meteorismo intestinale potrebbe essere la causa di una deficiente o alterata assimilazione di calcio, di ferro (anemia), di magnesio (ipereccitabilità, ansia ed emotività), di potassio, di elastina (flebectasie, ernie, smagliature, prolasso), di iodio. Lo iodio serve alla tiroide per il suo corretto funzionamento. Una insufficiente e cronica assimilazione di iodio può determinare prima o poi una disfunzione tiroidea che, prima che sia evidenziabile ematologicamente, già l'ecografia rivela assumendo la tiroide aspetto disomogeneo. L’ecostruttura tiroidea delle pazienti del Gruppo 1 mostra per tutte, segni di disomogeneità, a conferma di uno stato di colite cronica. Nelle pazienti del Gruppo 1, i dosaggi ormonali tiroidei nel sangue sono alterati solo nel 5% dei casi. La funzionalità tiroidea delle restanti pazienti (95 %) appare normale se si considerano i livelli di TSH; tuttavia l’ecostruttura tiroidea disomogenea di queste pazienti, rivela che la tiroide subisce temporanee e transitorie forme di disfunzione in relazione alla presenza o meno di disturbi intestinali. Da questa evidenza si può dedurre che le pazienti con ecostruttura tiroidea disomogenea sono affette da colite cronica.

La tiroide ha due funzioni:

1- regola il metabolismo dei grassi;

2- previene le infezioni delle vie aeree superiori.

Per questa ragione una relativa deficienza di iodio dovuta a malassorbimento da stato infiammatorio cronico intestinale, può causare un metabolismo dei lipidi più lento ed una tendenza a contrarre più facilmente infezioni del tratto respiratorio. Confrontate col gruppo di controllo, le pazienti del Gruppo 1, mostrano infatti più frequentemente:

- alterazioni del metabolismo lipidico con ipercolesterolemia e/o calcolosi della colecisti, ipertensione, familiarità per infarto, malattie cardiovascolari, obesità;

- meiopragia per infezioni delle vie aeree superiori, maggior frequenza di tonsillectomie e malattie reumatiche e dell’emostasi;

- malattie del sistema immunitario tra cui le allergie e malattie autoimmuni (Tabella 1).

Tabella 1. Caratteristiche cliniche e sintomatologiche dei due gruppi

Caratteristiche

N° pazienti Gruppo 1

N° pazienti Gruppo 2

Intolleranze cereali e latticini

69

15

CA 125> 35 U/ml

32

0

Alterazioni ricorrenti Ves, formula leucocitaria,Tas, piastrine, fattori della coagulazione

37

5

Irregolarità del ciclo, PCOS

48

4

Dolori alla palpazione della pelvi

65

Occasionale

Ipercolesterolemia

33

4

Artralgie

44

9

Depressione-astenia

38

3

Ansia

40

2

Cefalea

27

7

Insonnia

24

9

Dolore cronico pelvico

69

3

Dismenorrea

49

13

Dispareunia

60

Occasionale

Disturbi basse vie urinarie

43

3

Presenza di emazie nelle urine

35

1

Patologia tumorale associata

1

0

Appendicectomia

39

4

Tonsillectomia

33

5

Calcoli colecisti o colecistectomia

16

1

Calcoli renali o coliche renali

13

2

Gastrite, reflusso esofageo

23

4

Irregolarità dell’alvo

57

10

Meteorismo sintomatico, colon irritabile

53

Occasionale

Meteorismo evidenziato con US

69

9

Fegato steatosico con US

21

1

Ecostruttura tiroidea disomogenea

69

2

Infezioni vie aeree superiori

38

3

Allergie, malattie autoimmuni

37

2

Familiarità per malattie cardiovascolari

37

12

Varici, flebiti, emorroidi

35

3

Dosaggi tiroidei alterati, anticorpi antitiroidei presenti.

9

0

Patologia utero e/od ovaia associate

16

4

RISULTATI

Nelle donne del Gruppo 1 i sintomi più comuni erano la sindrome del colon irritabile, irregolarità dell'alvo, stess, cistiti, vaginiti ricorrenti, irregolarità del ciclo mestruale, dolore pelvico cronico28. I risultati dimostrano che le donne con endometriosi hanno evidenza di colite cronica

Il passo successivo per verificare questa ipotesi è stato quello di individuare gli alimenti o le sostanze allergiche responsabili delle RAA24 nelle pazienti del Gruppo 1 per sottoporle a una dieta specifica. I cibi verso i quali le pazienti sono intolleranti sono risultati essere ricorrentemente gli stessi: i cereali, il latte e latticini, alcuni tipi di frutta e di vegetali appartenenti alle graminacee. Ho definito quindi una dieta per tutte le pazienti facenti parte del Gruppo 1 che hanno accettato di aderirvi. Le pazienti con la sola dieta, senza terapia farmacologica associata, hanno avuto significativi benefici, come miglioramento dei sintomi clinici soggettivi di dolore pelvico e addominale che permanevano anche dopo l'intervento chirurgico con diagnosi di endometriosi. Solo con la dieta inoltre, in 12 casi su 32, si è avuta la normalizzazione dei valori del Ca 125 nel sangue, un marker tipico di stato infiammatorio

Dopo tre mesi di dieta stretta, l’indagine ecografica addominale evidenziava, riduzione del meteorismo e le immagini ecografiche degli organi pelvici ed addominali apparivano più nitide. Dopo le difficoltà iniziali, le pazienti stesse esaltavano questo tipo di dieta per il senso di benessere e di miglior efficienza fisica riscontrato. Quando le pazienti, dopo una dieta stretta, introducono un cibo verso cui sono intolleranti, esse avvertono immediate complicanze e sintomi di gonfiore e di difficoltà a digerire, di rigurgiti o di bruciori di stomaco, di debolezza e minor efficienza. Le pazienti hanno imparato a riconoscere autonomamente i cibi che non tollerano e a mettere in relazione la loro assunzione con la comparsa di alcuni loro disturbi.

CONCLUSIONI

La presenza di variabili non ben determinabili quantitativamente e qualitativamente, quali il grado di colite e di risposta di intolleranza ad alimenti, l'assiduità nel seguire la dieta, il grado di predisposizione genetica multifattoriale, rendono difficoltosa l’elaborazione statistica dei dati ottenuti in questo studio che mettono comunque in stretta correlazione colite cronica da CELIACHIA o  GLUTEN SENSITIVITY ed endometriosi. Invito altri studi a verifica di queste mie prime osservazioni.

BIBLIOGRAFIA

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La mastopatia fibrocistica è una condizione patologica della mammella che è riscontrabile in circa il 70% della popolazione femminile dei paesi occidentali e che è associata ad un incrementato rischio (da 2 a 4 volte) di sviluppare un cancro mammario.

L’esame ecografico della mammella è utile ed affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (mastopatia fibrocistica, fibroadenomi, patologia flogistica, dilatazioni dei dotti galattofori).

La mastopatia fibrocistica provoca ipersensibilità e dolore al seno, che generalmente aumentano nel periodo precedente al ciclo mestruale. Le aree nodulari possono ingrandirsi, dando una sensazione di pesantezza e fastidio, in particolare nel quadrante superiore esterno della mammella. La maggior parte delle donne ritengono che questa sia una condizione normale e si abituano a questi disturbi, in realtà sono sintomi di infiammazione, più l’intestino è gonfio e meteorico e più i sintomi sono evidenti e i noduli mammari aumentano in durezza e dimensioni.

Generalmente si ritiene che non è necessaria nessuna terapia. In caso di dolore c’è chi consiglia l'assunzione di FANS o di aspirina. Sono anche utilizzati prodotti topici (gel) a base di progesterone. Se i noduli fibrocistici sono particolarmente fastidiosi, c’è chi drena il liquido con una procedura ambulatoriale, oppure li rimuove con un intervento chirurgico. Si consiglia di tenere sotto controllo queste lesioni benigne con controlli senologici ed ecografici ripetuti a distanza.

Una dieta proteica e con vegetali crudi e l’ eliminazione dei carboidrati soprattutto quelli composti come gli amidi dei cereali, fa regredire completamente la sintomatologia e i noduli cistici, ad un riscontro ecografico, si riducono fino a scomparire.

Una alimentazione scorretta con eccesso di carboidrati iperstimola infatti le ovaia ad una ipersecrezione estrogenica con rischio di sviluppare patologia benigna della mammella che col tempo può portare ad una patologia tumorale. Tenere sotto controllo una patologia seppur benigna, non serve, occorre eliminare la vera causa: in questo consiste la prevenzione primaria!

 

 

* DIETA AGLUTINATA IPOGLUCIDICA NELLA MASTOPATIA FIBROCISTICA

* Preparazioni agli Esami

Gianna Frattini1, Daniela Pelotti1

1 Ginecologa libero professionista

2 Ginecologa libero professionista

* Area di Approfondimento

* Contatti

* Scuole di Ecografia SIUMB

La mastopatia fibrocistica è una condizione patologica della mammella che è riscontrabile in circa il 70% della popolazione femminile  dei paesi occidentali e che è associata ad un incrementato rischio (da 2 a 4 volte) di sviluppare  un cancro mammario.

Scopo del nostro studio é stato quello di verificare come una dieta priva di glutine e ipoglucidica é in grado di normalizzare la sintomatologia e il quadro ecografico tipico della mastopatia fibrocistica, patologia benigna della mammella (BBD) e indicatore di rischio aumentato di sviluppo di cancro alla mammella.




L’esame ecografico della mammella si è  dimostrato particolarmente utile ed affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (mastopatia fibrocistica, fibroadenomi, patologia flogistica, dilatazioni dei dotti galattofori).


Queste lesioni, clinicamente poco rilevanti (in particolare se di modeste, piccole, dimensioni) sono caratterizzate da foci tondeggianti ed anecogeni, spesso con movimenti browniani all'interno (dal fluttuare del contenuto liquido), talora da

riverbero acustico posteriore.le pareti sottili e regolari la differenziano da lesioni sospette

Sono tipici criteri di malignità ed indirizzano alla immediata conferma diagnostica, citoistologica ed al trattamento mirato la presenza di:

* bordi irregolari,

* ombra  acustica (fin allo sbarramento) posteriore,

* disposizione antiparallela rispetto al piano mammario,

* disuniformità ecotissutali con ad esempio la presenza di microcalcificazioni o lacune similcistiche (in genere necrotico-emorragiche).

Abbiamo esaminato 215 pazienti di età compresa tra i 25 e i 55 anni, afferite ai nostri ambulatori con diagnosi sintomatologica, clinica ed ecografica di mastopatia fibrocistica: 130 casi con lesioni non proliferative, 70 casi con lesioni proliferative senza atipie , 15 casi con iperplasia atipica con una diagnosi citologica con agoaspirato. I risultati dimostrano che le donne con mastopatia fibrocistica hanno evidenza di colite cronica.



Tabella 1. Caratteristiche cliniche e sintomatologiche comuni riscontrate nelle 215 pazienti con mastopatia fibrocistica

Caratteristiche

N° 130 pazienti con mastopatia fibrocistica senza lesioni proliferative

N°70 pazienti con lesioni proliferative senza atipie

N15 pazienti con iperplasia  atipica con diagnosi citologica con agoaspirato

Colite cronica e intolleranze cereali e latticini

130

70

15

CA 15-3   CA 19-9  CA 125> 35 U/ml  <

2

4

5

Alterazioni ricorrenti  Ves, formula leucocitaria,Tas, piastrine, fattori della coagulazione

37

45

10

Irregolarità del ciclo, PCOS

28

4

7

Dolori riccorrenti della pelvi

65

28

7

Ipercolesterolemia

33

4

5

Artralgie

44

19

8

Depressione-astenia

38

30

10

Ansia

40

35

11

Cefalea

27

7

6

Insonnia

24

28

11

Mastodinia

69

34

15

Dismenorrea

49

13

6

Dispareunia

60

29

7

Disturbi basse vie urinarie

13

7

3

Presenza di emazie nelle urine

35

1

3

Appendicectomia

29

4

5

Tonsillectomia

33

5

5

Calcoli colecisti o colecistectomia

16

3

4

Calcoli renali o coliche renali

3

2

3

Gastrite, reflusso esofageo

23

4

2

Irregolarità dell’alvo

57

10

6

Meteorismo sintomatico, colon irritabile

53

24

11

Meteorismo evidenziato con US

69

9

15

Fegato steatosico con US

21

1

6

Ecostruttura tiroidea disomogenea

69

10

7

Infezioni vie aeree superiori ricorrenti

38

8

4

Allergie, malattie autoimmuni

37

7

4

Familiarità per malattie cardiovascolari

37

12

4

Varici, flebiti, emorroidi

35

3

Dosaggi tiroidei alterati, anticorpi antitiroidei presenti.

9

2

4

Patologia utero e/od ovaia associate

16

4

5

Abbiamo sottoposto le pazienti ad una dieta aglutinata e ipoglucidica. Abbiamo così monitorato le pazienti: controllo dei parametri clinici soggettivi e obiettivi e valutazione ecografica ogni sei mesi per tre anni.

La dieta aglutinata ipoglucidica associata a terapia antibiotica ripetuta al bisogno nei casi di mastodinia medio-grave, e di quadri ecografici con persistenza degli aspetti tipici di mastopatia fibrocistica hanno determinato una rapida risoluzione dei sintomi clinici e  un progressivo miglioramento degli aspetti clinici ed ecografici nei follow-up successivi.



I dati sopra riferiti propongono l’obiettivo di fornire elementi di prova circa l’effetto positivo della dieta aglutinata ipoglucidica in una fase iniziale del processo di cancerogenesi del seno e di proporre una terapia preventiva primaria del tumore alla mammella.



.

AMENORREA O BLOCCO MESTRUALE

La causa del blocco delle mestruazioni, a parte lo stato gravidico o la menopausa vera, é uno stato infiammatorio delle ovaia . se le ovaia sono infiammate, non lavorano bene e si può avere un blocco dell’ovulazione e quindi della mestruazione.

La causa dell’infiammazione delle ovaia é uno stato di colite cronica (meteorismo e alterazione della flora batterica intestinale) causata dai cereali tra cui quelli contenenti il glutine. Una dieta senza cereali con glutine con prevalenza di proteine , tuberose e radici , con limitazione dei cereali quail riso e mais, sfiamma l’intestino e di conseguenza le ovaia con ripristino nell’arco di un mese del normale ciclo mestruale.

 

Il rimedio dell’amenorrea consiste pertanto nella eliminazione delle farine con glutine in assoluto e la riduzione dei cereali il più assiduamente possible fino all’arrivo del mestruo spontaneo.

 

In conclusione le pazienti con irregolarità del ciclo mestruale possono considerarsi celiache anche se il test per la celiachia dovessere risultare negativo, sono delle celiache latenti o potenziali e la eliminazione delle farine con glutine, per queste pazienti, regolarizza il ciclo mestruale.

TESTIMONIANZA MESTRUO

 

Buona sera Daniela,

Sono Roberta (ero venuta per quella candida pesante e ho un trascorso ginecologico particolare e mi avevano detto che ero in menopausa, ho appena fatto 40 anni). Ma da quando sono venuta da lei il 3 marzo ho subito iniziato la dieta e mi ha fatto togliere il nuva ring per vedere se il mio organismo si rimetteva in moto! Sono venuta a fare il controllo da lei il 26 aprile in via fieno e mi aveva visto un ovulo in crescita... Ora le dico che oggi mi è arrivato il mestruo...in modo naturale!!!

Quindi forse ho perso altri 4 anni della mia  vita biologicamente attiva visto che mi hanno fatto prendere la pillola come cura sostitutiva!

Oggi per me è una nuova speranza in generale e grazie a lei!

Questo percorso insieme sembra stia andando bene!!

Gentile dott.ssa, sono rimasta sbalordta...ho letto quanto da lei scritto sui blocchi/irreglarità mestruali causati da intolleranze alla farine...è quello che è successo e me 6 anni fa...irregolarità mestruali terribili...c'è voluto un anno di visite, ginecologi che miprendevano in giro e che mi consigliavano la pillola (che ho rifiutato ndr) e ben 2000 euro spesi, per capire che il mio problema era dovuto alle farine. E' bastato 1 mese di alimentazione priva di quesi cibi per tornare al classico ciclo di 30 giorni!!! ancora adesso, quando racconto questa mia sensibilità alle farine, anche a medici, sono guardata come se raccontassi una cosa strana o impossibile....leggere quanto lei ha scritto mi ha molto confortato..la ringrazio mille. Daria

Gent.le dott.ssa,

mi ha fatto piacere lasciarle la mia testimonianza perchè la "guarigione" è stato un percorso lungo, difficile e molto costoso...diciamo, che ci sono arrivata quasi da sola...ho imparato ad ascoltare il mio corpo, i segnali che mi dava assumendo il cibo....insomma, ho capito che il detto "siamo quello che mangiamo" è proprio vero...

come le dicevo, ho rifiutato proposte (fatemi da quelli che venivano considerati i migliori ginecologi/endocrinologi della mia città) di assunzione di pillola od ormoni....oltre ad essere contraria ad assunzioni così facili di "chimica", ritenevo che fossero dei palliativi per sistemare supericialmente il problema, senza andare a fondo, senza individuare il problema...

ho capito che una certa medicina ufficiale ha una conoscenza limitata del corpo umano, in quanto esso viene preso e curato "a pezzi", senza capire che ogni singolo pezzo è strettamente connesso a tutti gli altri "pezzi"...

e poi..ho letto e studiato tanto, tantissimo...per fortuna c'è internet, che permette di sentire le voce di chi la persa diversamente...ho capito quanto sia importante l'intestino nel nostro corpo e ora cerco di "curarlo" il più possibile, anche perchè io stessa sono la prova di quanto un certo tipo di alimentazione posso fare male....

la mia è diventata una scelta di vita, non facile, viste le tentazioni intorno a noi e una mentalità di massa che ancora non ha capito quanto sia importante alimentarsi in una certa maniera....

mi prendono in giro, cercano di farmi mangiare cose che non dovrei mangiare (assurdo! eppure sembra che alla gente importi cosa mangio!!), dicono che sono fissata, esagerata..non me ne importa, io sto abbastanza bene ed è questo quello che conta....

Ho trovato il suo sito molto ben confezionato, scientifico, completo...per questo le ho voluto scrivere...

continui così, il suo lavoro può aiutare tante altre persone

Daria

Gent. Dott. Daniela,

le scrivo per riassumere la mia esperienza sperando che questo dia supporto a tante altre donne:

Ho 38 anni e sono un'insegnante di Yoga di Alessandria, dal 2005 ho cominciato ad avere irregolarità del ciclo (cicli ravvicinati) che i medici attribuivano a stress e poi a cisti ovariche che mi "curavano" prescrivendomi la pillola. Nel 2008 altre irregolarità mestruali, questa volta il ciclo mi arrivava un mese sì e uno no e anche allora mi sono sentita dire che era lo stress ( non da uno ma da più medici!!). All'inizio del 2009 il ciclo si blocca e il mio medico mi fa fare dosaggi ormonali da cui risultavo in menopausa. Menopausa precoce, POF...succede mi dicevano...e dopo mille altre visite ed esami mi rassegno a prendere la terapia ormonale sostitutiva. Poi siccome non sono facile alla resa, nei numerosi viaggi su internet cercando notizie sull'argomento mi imbatto (FORTUNATAMENTE!!!) nel suo sito e i miei occhi fissano quella frase:  " menopausa precoce non esiste, togli la causa" (giugno 2011)...e la mia vita cambia colore. Dopo un solo mese della sua dieta senza cereali, zuccheri e latticini, ero piena di energia e di voglia di fare. Il mio fisico era tornato asciutto e tonico e il 9 luglio ho preso coraggio e smesso di prendere la TOS...bene... il 18 di agosto 2011, dopo esattamente 2 mesi di dieta, mi è arrivato il ciclo spontaneamente!!. Vorrei che tutte le donne nella mia situazione provassero questa gioia. Lei dice che questa dieta  funziona non perchè lei è un super medico ma le posso dire che invece per me lo è e la ringrazio di cuore per avermi aiutato a capire come  avere cura di me stessa.

Un abbraccio grande Roberta

Il giorno 22 agosto 2011 06:52

 

I cereali sono la causa dell’infiammazione delle ovaia e degli organi genitali maschili e femminili per tutti i mammiferi, compresi i cani e i gatti ecco perchè sviluppano anche loro in seguito all'assunzione di riso e farine e cereali con glutine patologie tumorali o disfunzioni.

Vi pare che un cane o un gatto allo stato naturale mangerebbero pasta pane o riso o crocchette di cereali?

 

MENOPAUSA PRECOCE, IRREGOLARITA’ DEL CICLO MESTRUALE - AMENORREA

Quando ci si trova di fronte a questi problemi si pensa che la causa sia una disfunzione ormonale, a stress, a fattori ereditari, per cui ci si sottopone a visite ginecologiche e ad esami del sangue e dosaggi ormonali inutili che spesso non portano a nulla, se non ad una spesa economica e perdita di tempo.

E il rimedio è spesso nulla o terapia ormonale.

In realtà pochi vanno a pensare che se vi è una disfunzione ormonale vi può essere una alterazione del lavoro delle ovaia a causa di una alimentazione scorretta. Si mangia per far funzionare e poiché la natura è semplice ma rigorosa se si sbaglia carburante la macchina non funziona.

Ebbene eliminare tutti i cibi che contengono glutine è il rimedio per irregolarità del ciclo mestruale, amenorrea, menopausa precoce, ovviamente occorre intervenire prima che si sia distrutto l’organo.

Una sensibilità al glutine ( scoperta nuova patologia detta gluten sensivity) o una celiachia latente sono all’origine di tutte le disfunzioni dell’ovaio in individui geneticamente predisposti. Occorre solo provare!

TESTIMONIANZA

Ciao Daniela, sono Silvia.. Ti aggiorno sulle ultime novità...Questa mattina, dopo ben 3 mesi,mi sono venute le mestruazioni,nn ho avuto e nn ho nessun dolore... Mi sembra un sogno!!... Con la dieta va bene, la pancia nn e' ne' gonfia ne' dolente!!! Altro sogno !!!Continuo tutto cosi!!!...Buona giornata..

Grazie.... A presto!! Silvia

Gentilissima Dr.ssa Pelotti,

La ringrazio e, come già comunicato, sto continando a seguire la dieta:nel giro di sole 3 settimane non solo ho notato una forte perdita di peso e di gonfiore addominale e la scomparsa di mal di schiena e pesantezza di gambe: ciò che é più incredibile é che a gennaio 2014 avevo  FSH a 87: da quando l'ho contattata e ho inziato a seguire la dieta paleo ho rifatto tutte le analisi il 20.05.e ora FSH é pari a 47!senza che io assuma alcuna pillola sostitutiva o contraccettiva, ma solo il Tirosint da 25 mg quotidianamente.(devo eliminare anche questo?).

Cara Dottoressa, intanto La ringrazio per la Sua strabiliante professionalità e gentilezza: La terrò aggiornata e mi auguro di conoscerLa presto personalmente per ringraziarLa a dovere.

 

 

Buona giornata.

 

Gentilissima dott.ssa Daniela,

sono XXXX, volevo ringraziarla ancora per tutto quello che lei ha fatto per me e informarla che le cose stanno andando meglio (caduta capelli quasi azzerata e parziale ricrescita!)da quando ho eliminato il glutine. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è il fatto che,

per la prima volta dopo anni, la pelle delle mie mani non si spacca più con l’arrivo dell’inverno!!!

Prima era una gran sofferenza: si gonfiavano e riempivano di taglietti sanguinanti, nonostante le creme e i guanti di cotone notturni. Non so se c’è una relazione col glutine, ma per me è un miracolo: mi ero rassegnata a questa “dermatite” invernale che nessuno mi ha mai saputo curare. L’altra cosa sorprendente è che in ottobre non ho avuto la caduta stagionale che temevo si verificasse!

Spero che questo momento felice per i miei capelli duri a lungo.

 

 

CADUTA DI CAPELLI CALVIZIE ALOPECIA

 

Consiglio della dottoressa Pelotti

ALOPECIA AREATA. Recentemente diversi autori hanno studiato questa associazione ed in particolare Corazza et al. e Volta et al. l'hanno verificata in ampi gruppi di pazienti affetti da malattia celiaca, mentre altri pazienti sono stati segnalati come casi sporadici. Questa malattia è caratterizzata clinicamente da perdita dei capelli che può essere parziale, alopecia in chiazze, totale, o addirittura universale con la scomparsa di tutti i peli corporei. E' reversibile, non cicatriziale e mostra un andamento cronico-recidivante.

Istologicamente è caratterizzata da un infiltrato linfocitario perifollicolare. L'esatta eziopatogenesi non è ancora completamente nota, ma l'osservazione dell'associazione di questa patologia con diverse malattie autoimmuni supporta l'ipotesi che l'alterazione dei normali meccanismi immunitari sia la causa responsabile della alopecia areata.

L'associazione di celiachia e alopecia potrebbe essere attribuita a una alterazione della risposta immune T-mediata geneticamente determinata che predisporrebbe alle malattie autoimmuni. Infatti in entrambe le malattie studi di immunogenetica hanno dimostrato la aumentata frequenza di alcuni alleli HLA quali HLA-B8 e HLA-DR3 già associati con altre patologie autoimmuni (B8 nella miastenia gravis e nel lupus eritematoso sistemico e DR3 nella tiroidine di Hashimoto e nel diabete di tipo I).

Il rimedio

 

Eliminare completamente il glutine e il lattosio poiché queste due sostanze, in individui geneticamente predisposti causano infiammazione dell’intestino e degli organi deputati alla corretta crescita e mantenimento dei bulbi piliferi (vedi dieta del cavernicolo).

 

SEGUIRE  unaa DIETA RIGOROSA A BASE DI CARNE  ROSSA anche cruda, proteine nobili,  uova (4  al giorno, albume cotto, il tuorlo crudo  per non alterare le vitamine in esso contenute)  OGNI GIORNO MANGIARE BURRO CRUDO

Associare terapia antibiotica con da 1 grammo una compressa ogni 12 ore lontano dai pasti per 5 giorni

oppure

ERITROCINA 600 mg una compressa ogni 12 ore lontano dai pasti per 6 giorni

 

per sfiammare l’intestino e permettere la corretta assimilazione delle sostanze deputate alla crescita del capello.

 

Ogni qualvolta si ha una eccessiva perdita di capelli significa che si ha l’intestino infiammato e la causa é sempre uno stato di colite causata da GLUTINE E LATTOSIO. L'antibiotico va ripetuto al bisogno cioè ogniqualvolta si ripresenta la caduta dei capelli !

consiglio

BURRO CRUDO

OLIO DI FEGATO DI MERLUZZO un cucchiaio da cucina tutte le mattine!

DIBASE ( VITAMINA D) soluzione 10000 5 gocce sotto la lingua tutte le mattine per 6 -12 mesi

oppure

DIBASE ( VITAMINA D) soluzione 25000 una dose sotto la lingua ogni 15-30 giorni per un anno

La vitamina D, una volta era legata

solo alle patologie ossee come

il rachitismo e l'osteoporosi,

ora è riconosciuta come uno dei

principali fattori per la salute umana

 

I popoli orientali che mangiano cereali di riso o soia non hanno perdita di capelli o calvizie ma se introducono cereali con glutine gli individui geneticamente predisposti perdono capelli!!!

Glutatione (GSH): un potente antiossidante anti-fibrosi

Il Glutatione è un potente antiossidante anti-invecchiamento che agisce contro i Radicali liberi, le sue molteplici proprietà anti-ossidanti lo rendono, fra l'altro, un potente integratore utile a prevenire i processi di invecchiamento alla base di determinate forme di caduta dei capelli, quali la fibrosi della guaina connettivale, che rende irreversibile il processo di miniaturizzazione dei follicoli.

 

 

alt Nome commerciale: Reduced Glutathione 500mg (GSH)
Principio attivo: Glutatione (GSH)
Categoria: Amminoacido antiossidante
Componenti: glutatione
Effetti collaterali: nessuno
Costo: Euro 53,90 per una confezione da 60 capsule di glutatione 500mg
Disponibilità: acquista on-line Glutatione

 

Il Glutationeè un tripeptide risultante dalla combinazione di tre aminoacidi: Cisteina, Acido Glutammico e Glicina.
La NAC o N-acetilcisteina è un precursore del Glutatione in quanto viene utilizzata dall'organismo per ricavarne Cisteina. 
La Glicina è un aminoacido presente in vari alimenti: è abbondante nel latte e nelle uova (246 mg glicina in un uovo di circa 60 gr.)

Il Glutatione viene prodotto nel fegato. E' un potente antiossidante antiinvecchiamento che agisce contro i Radicali liberi; combatte l'invecchiamento attraverso 2 vie principali :l'intestino, ed il sistema circolatorio, proteggendo le cellule, i tessuti, e gli organi del nostro corpo riesce a mantenerci giovani e viviamo più a lungo.  ha una importante funzione disintossicante per l'organismo perchè ha la capacità di legarsi ai metalli pesanti quali piombo, cadmio e mercurio riuscendo così a rendere possibile la loro eliminazione dal corpo. Aiuta quindi il fegato a disintossicarsi da varie tossine, proteggendolo da alcool consumato in eccesso, nitriti , nitrati (usualmente impiegati come conservanti in insaccati che consumiamo etc.) benzolo, toluolo , aniline (presenti anche in alcune vernici i cui vapori inaliamo etc.). Tutte questi elementi danneggiano il nostro organismo, con un meccanismo che provoca una ossidazione del Ferro dalla forma ferrica Fe2+ a quella ferrosa Fe3+. L'emoglobina del sangue compromessa da questo fatto, può portare sempre meno quantità di ossigeno alle cellule, che possono così anche perire per asfissia (sindrome ipossica). 
A risentire della mancanza di ossigeno sono anche i Linfociti T4 che sono responsabili della difesa contro le infezioni. Così vengono ad indebolirsi le nostre naturali difese. Il Glutatione detossifica l'organismo, migliora la biodisponibilità del ferro, mantiene l'integrità e protegge nel flusso sanguigno i globuli rossi ed i globuli bianchi, migliora l'utilizzo degli aminoacidi cisteina e cistina, contrasta gli effetti di radiazioni, chemioterapia e raggi X.

Quale è la sua utilità nella terapia anti-calvizie?
Dobbiamo sottolineare il ruolo anti-invecchiante di questo tripeptide. Lo svolge eliminando i radicali liberi che si formano dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe membrane, hanno un impatto negativo su DNA ed RNA e di conseguenza determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche. Quanto al sistema immunitario, il glutatione è strettamente legato all'attività fagocitica di specifiche cellule polmonari. Protegge dagli eventuali effetti dannosi del fumo, insieme ad altri antiossidanti come vitamina C, E, selenio, beta carotene e cisteina.

Dal punto di vista della calvizie, l'aspetto forse più importante è che il glutatione impedisce che i radicali liberi si leghino alle proteine fibrose del corpo, evitando così l'indurimento e il restringimento del collageneLa sua assunzione potrebbe rivelarsi dunque utile nella prevenzione dei processi di fibrosi alla guaina connettivale, riconosciuto come uno dei processi irreversibili che si manifestano nel corso della calvizie e che, una volta instauratosi, rende impossibile la ritrasformazione dei follicoli miniaturizzati in follicoli più profondi e sani

L'articolo sotto pubblicato mette in correlazione come l'alopecia spesso è associata ad altre patologie elencate, questo conferma che la causa è il glutine poichè il glutine è all'origine di tutte le malattie autoimmuni e dell'alterazione del sistema immunitario.

 

 

L’alopecia areata, quasi sempre non è sola

Chi ha l’alopecia areata (Aa) ha un’elevata frequenza di comorbidità, almeno secondo uno studio svolto da Kathie Huang, ricercatrice del Brigham and Women Hospital di Boston e pubblicato su Jama Dermatology. «L’alopecia areata è una malattia autoimmune che si manifesta con perdita di peli da alcune o tutte le zone del corpo, in genere il cuoio capelluto, con effetti deleteri sulla qualità di vita dei pazienti» dice Huang, spiegando che la sua prevalenza varia tra lo 0,1 e 0,2%, arrivando a punte dello 0,7-3% nei pazienti con patologie dermatologiche. L’ipotesi causale più accreditata è che questo tipo di alopecia sia mediata da un’eziologia autoimmune con il contributo di fattori ambientali, agenti infettivi, vaccinazioni e stress. Le terapie più comuni includono gli steroidi intralesionali e i farmaci immunosoppressori. «L’alopecia areata, inoltre, è stata più volte riferita in associazione a molteplici patologie, tra cui la vitiligine, il lupus eritematoso, la psoriasi, l’atopia, le malattie della tiroide, e disturbi mentali» riprende la ricercatrice, specificando che gran parte delle segnalazioni erano su piccole casistiche o riferite dai pazienti. Ecco quindi il perché di questo studio, che nell’intento di chiarire il legame tra Aa e comorbidità, ha esaminato la prevalenza di malattie concomitanti in una casistica di 3.568 soggetti con Aa visitati dal Partners healthcare system di Boston tra gennaio 2000 e gennaio 2011. Le comorbidità di più frequente riscontro includono patologie autoimmuni come le malattie tiroidee nel 14,6% dei casi, il diabete mellito nell’11,1%, la malattia infiammatoria intestinale nel 6,3%, il lupus eritematoso sistemico nel 4,3%, l'artrite reumatoide nel 3,9%, e la psoriasi e l’artrite psoriasica nel 2% dei casi. Elevata anche la frequenza di malattie allergiche: rinite o asma sono presenti in oltre un terzo dei pazienti e la dermatite da contatto o altri eczemi nel 35,9%. Infine, ansia o depressione colpiscono il 25,5% dei soggetti esaminati, l’iperlipidemia il 24,5%, l’ipertensione il 21,9%, e la malattia da reflusso gastroesofageo il 17,3%. «Data l’elevata prevalenza di malattie concomitanti, i dermatologi che si occupano di pazienti con AA dovrebbero sempre valutare l’eventuale presenza di comorbidità» conclude Huang.

JAMA Dermatol. 2013;():1-5