Archivio

Questa è una e-mail di contatto dal sito http://www.pelotti.altervista.org/ 
inviata da:Rosella

Salve mi chiamo Rosella e ho 47 anni. soffro da 3 anni gastrite 
atrofica autoimmune  piu tiroide. da 2 anni mensilmente terapia vitamina b12 
acido folico e vitamina d. la gastroenterologa dice di mangiare tutto ma....secondo 
me nn e cosi perche sto male con scariche e dolori atroci . Non sono 
celiaca se mi puo dare qualche consiglio , grazie . Cordiali saluti ,Rosella

MESSAGGIO ORIGINALE da Daniela pelotti a Rosella

carissima tutte le malattie autoimmuni sono causate dal glutine  ! elimina subito 

questo cibo tossico per te come per tutto il genere umano leggi gli allegati 
”storia della celiachia Gastronet “e leggi tutto sulla celiachia che cosa è il glutine, dove si trova e che malattie può causare e leggi

 “scoperta nuova malattia chiamata GLUTEN SENSITIVITY”  che spiega come  molti individui sono celiaci senza che il test lo rilevi


fammi poi sapere come stai poichè occorre associare per i primi periodi di dieta aglutinata un 
antibiotico per eliminare l'infiammazione che il glutine ti ha creato
mi dispiace che nessuno te l'abbia detto esiste la GLUTEN SENSITIVITY 
cioè sei celiaca ma non risulta dai test per cui il rimedio è la sua 
eliminazione immediata dalla tua vita prima che ti distrugga!!!
cerca anche autoimmune disease mercola
glutine e malattie autoimmuni

un abbraccio


----Messaggio originale----
Da: Rosella

A:

Gentile  Dottoressa, che esame bisogna fare per sapere se si ha una 
sensibilita' al glutine ? Basta un semplice esame del sangue ?
Le dico alcuni risultati di ultimi esami compresi anche gastriscopia.
Anti fattore intrisesco 5,26  come riferimento indica fini 1,53
Gastropanel gastrina  133 riferimento da 1,0 a 15,0
Pepsinogeno l 15,7 riferimento da 30,0 a 150,0
Gastroscopia diagnosi, gastrite(+++)atrofico-metaplasica corpo(M.I e 
pseudopilorica +++)con infiltrazione linfocitaria della lamina propria 
associata a rarissime lesioni linfoepiteali. Che ne pensa che sia come 
dice Lei La Ringrazio Cordiali Saluti , Rosella

RISPOSTA Daniela Pelotti

non vi è un test per la gluten sensitivity, elimina il glutine e  il tuo 
stomaco che è tutto  infiammato guarisce e tu te ne accorgi perchè starai 
meglio  se continui  avrai prima o poi un tumore allo stomaco o all’intestino!

 

Carissima Dott.ssa Daniela 
Sono Rosella e Le avevo scritto qualche settimana fa. Lei dopo avere letto i miei massaggi ha proposto di eliminare il glutine dalla mia alimentazione  quotidiana 
Bene io ho fatto questo organizzandomi e nn sembra vero ...ma non ho piu 
dolori atroci allo stomaco dopo aver mangiato , non ho piu senso di vomito 
ne diarrea, mi sento bene e sto bene.Non ho parole per ringraziarla...come 
non ho parole che nessun medico abbia proposto questa cosa.Fra un anno quando 
faro' i miei esami annuali vedro' se.....non sono peggiorati come lo e stato fino 
adesso e Le sapro dire. Intanto La ringrazio con tutto il cuore , GRAZIE.
Un cordiale e caloroso saluto , Rosella.

 

Buongiorno,

 

sono Irene e vorrei raccontare brevemente la mia storia.

 

Sono sempre stata una ragazza di sana e robusta costituzione, non ho mai avuto nessun tipo di allergie e ho sempre fatto sport, tanto che, all’età di 20 anni, è diventato il mio lavoro.

Ho fatto per 9 anni la ballerina di danze standard a livello agonistico sia italiano sia internazionale e ho insegnato in una scuola di danza ad atleti agonisti e dilettanti con molta passione e dedizione.

 

Una vita sana, fino a una mattina di febbraio in cui mi sveglio con una strana tosse.

In genere non sono una persona lagnosetta, quindi vado dritta in farmacia a comprare lo sciroppo e poi riprendo subito allenamenti e lezioni ma purtroppo la tosse non passa, anzi peggiora e aumenta con lo sforzo fisico.

Mi rivolgo al medico di famiglia che mi dà una cura di antibiotici che risulta inutile, quindi mi rivolgo al pneumologo che mi diagnostica una rinite bronchiale e mi cambia antibiotico… niente da fare. Allora è la volta dell’otorino, nuovo antibiotico, anche questo inutile, cambio pneumologo ma niente da fare. Insomma, mi rivolgo a “luminari” ma non fanno altro che imbottirmi di antibiotici e cortisone e antistaminici senza mai preoccuparsi del mio nutrimento, nemmeno una cura  ricostituente.

Mi sottopongo inoltre ad ogni tipo di esame: radiografie, tac, laringoscopia, broncoscopia, gastroscopia e, dopo un anno, ciò che mi sento dire è: “Signorina, noi non sappiamo spiegarci né  il perché della sua tosse né come guarirla”.

Nel frattempo io non riuscivo più a continuare la mia attività lavorativa né tanto meno quella agonistica, ogni movimento per me era uno sforzo, anche stendere i panni mi provocava asma.

Così “aiutati che Dio ti aiuta” mi sono detta e ho cominciato a guardare e a leggere il bugiardino della pillola anticoncezionale che stavo prendendo in quel momento e c’è scritto che “in 1 caso su 10.000 può provocare asma”.  Prendevo quel contraccettivo da più di 5 anni, ma mi sono detta che un giro dal ginecologo male non mi avrebbe fatto.

La moglie di mio padre mi consiglia di andare dalla Dottoressa Daniela Pelotti e così prendo subito appuntamento. La dottoressa mi tranquillizza subito riguardo agli effetti collaterali della pillola e poi, dopo una visita accurata e un’ecografia a tutte le ghiandole,  mi chiarisce che la mia tosse è causata da sensibilità al glutine, mi spiega tutto ciò che posso o non posso mangiare e mi consiglia letture e siti internet per capire meglio come nutrire il mio corpo.

 

Ad essere sincera, in un primo momento sono stata un po’ scettica, ma poi mi sono detta “hai preso antibiotici, cortisone, antistaminici a vuoto per un anno, una dieta priva di glutine male non farà”. Ho quindi eliminato il glutine dalla mia dieta  e poco alla volta la tosse è scomparsa, io ho ripreso a danzare e a nuotare due volte alla settimana, mi sento bene, rinata e piena di energie. Se per caso introduco glutine nel mio corpo ricomincio a tossire subito, bastano piccole quantità, ma ora so da cosa è causata questa tosse e non mi spavento più.

 

Questa è la mia esperienza,spero che possa essere d’aiuto a  tutte quelle  persone che come hanno un malessere apparentemente ingiustificato ma che è comunque un campanello di allarme di qualcosa di più serio!

 

Irene

 

LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO

La sindrome delle gambe senza riposo (chiamata anche RLS dall'inglese Restless Legs Syndrome) è caratterizzata dalla necessità di effettuare movimenti periodici degli arti inferiori. Conosciuta anche come sindrome di Ekbom, colpisce prevalentemente le donne di età compresa fra i 35 e i 50 anni. Colpisce solitamente gli arti inferiori, ma può interessare anche le braccia, il tronco e persino un arto fantasma. Il movimento della parte del corpo affetta provoca un sollievo temporaneo.I sintomi sono spesso descritti come un formicolio o un brivido avvertito alle gambe che creano una forte necessità di muoverle. L'individuo si muove continuamente nel letto nel tentativo di alleviare questa sgradita sensazione, causando veglia e di conseguenza mancanza di sonno. A lungo termine causa ansia e depressione.

LA CAUSA

L’eziopatogenesi della RLS è uno stato infiammatorio sistemico causato  dalla presenza nel sangue di batteri , non sempre rilevabile ad una indagine ematologica.

La sindrome delle gambe senza riposo è quindi un sintomo, un segnale di infiammazione o febbre reumatica. E' un segnale che l'individuo ha  le difese immunitarie indebolite , una ipofunzione tiroidea, una aumentata resistenza insulinica un colon irritabile, la causa? UNA CELIACHIA NON DIAGNOSTICA O GLUTEN SENSITIVITY!

LA TERAPIA

Una cura antibiotica con semplice  amoxicillina  da 1 grammo  per 6 giorni è la terapia più adeguata.

Poiché i batteri crescono accelerati con gli zuccheri, una dieta aglutinata e a basso indice glicemico contribuisce ad evitarne le recidive.

 

Medknow Publications

Restless leg syndrome in a patient with celiac disease: a coincidence or an association?

Fady G. Haddad, Georges D. Maalouly, [...], and Rita J. El Nemnoum

Additional article information

To the Editor: A myriad of extraintestinal manifestations of celiac disease have been described,1 but none have included restless leg syndrome (RLS). We report a case of celiac disease presenting with RLS. A 45-year-old woman was seen in June 2007 for exacerbation of sleep discomfort related to an uncomfortable sensation in the limbs at night that also resulted in daytime somnolence. The sensation decreased with movement and disappeared with walking. She also reported abdominal pain and diarrhea. Repeated colonoscopies in 2002 and 2006 were normal. Her medical history revealed a long-standing anemia refractory to oral iron supplementation and weight loss. A neurological exam was normal. Initial laboratory studies showed a hemoglobin of 9.8 g/dL (reference range, 13-15 g/dL) with a mean corpuscular volume of 82 fL, a mean corpuscular hemoglobin of 26.5 pg/cell (reference range, 3033 pg/cell) serum iron of 11.3 μmol/L (normal range, 8.8-32.4 μmol/L) and serum ferritin of 6.2 ng/mL (normal range, 30-400 ng/mL). Thyroid stimulating hormone, folic acid and vitamin B12 levels were normal. Her 25-hydroxyvitamin D was 7.2 ng/mL (normal, >20 ng/mL). Bone mass densitometry revealed osteoporosis at the spinal level (T score, −3.2). IgA endomysial antibodies and IgA tissue transglutaminase antibodies (>200 RU/mL, normal <20 RU/mL), and IgA antigliadin antibodies (30 UI/mL, normal <5 UI/mL) were positive. Upper gastrointestinal endoscopy revealed an atrophic duodenal mucosa. Duodenal biopsy showed severe villous atrophy with mononuclear infiltrate and epithelial cell damage. A diagnosis of celiac disease with secondary RLS was made. A gluten-free diet and intravenous iron supplementation abated the symptoms of RLS in 6 weeks. At the 6-month visit she had gained 8 kilograms and her serum ferritin level was 57 ng/mL. The patient was diagnosed as having secondary RLS and received parenteral iron supplementation for 5 days.

RLS occurs in 3% to 10% of the general population.1 It can be associated with a variety of underlying medical disorders, especially iron deficiency.2 Some authors have suggested that serum ferritin levels were inversely related to RLS severity, but even when serum concentration of ferritin were normal, ferritin was frequently reduced in the cerebrospinal fluid.2 RLS may be the only clinical manifestation of iron deficiency and when serum ferritin concentration is below 50 ng/mL, a cause of iron deficiency should be pursued.3Asymptomatic celiac disease was the cause of iron deficiency in 10% of patients referred to a gastroenterologist4 and in 8.5% of patients with iron deficiency anemia unresponsive to oral iron therapy.5 Central nervous system manifestations occur in 10% of celiac disease patients.6 Cerebellar ataxia is the most frequent, but myoclonus, internuclear opthalmoplegia, dementia and multifocal leucoencephalopathy have all been reported.6 Peripheral neuropathy has also been reported in association with celiac disease. It occurs generally late in the course of the disease and occasionally during exacerbations of steatorrhea.7 Recent studies suggest that the mechanism is immunological rather than related to vitamin B deficiency.5

To our knowledge, RLS has never been reported as a neurological manifestation of celiac disease. The association of these two diseases may be underestimated. Our patient presented with a simultaneous exacerbation of RLS, abdominal pain and diarrhea. Substantial improvement of her symptoms was achieved by iron supplementation and a gluten-free diet. Iron deficiency or an unknown immune mechanism could explain the association of these two diseases.

Article information

Ann Saudi Med. 2009 May-Jun; 29(3): 239. 
PMCID: PMC2813648
From the Department of Internal Medicine, Hotel-Dieu de France Hospital, Beirut, Lebanon
Correspondence: Fady G. Haddad, MD Department of Internal Medicine, Hotel-Dieu de France Hospital, Saint Joseph University, Alfred Naccache Street, PO Box 166830, Beirut, Lebanon T: +961-3-853-314 F: +961-1-397-772 [email protected]" class="oemail" style="box-sizing: border-box; color: rgb(100, 42, 143); unicode-bidi: bidi-override; direction: rtl; white-space: nowrap;">[email protected]
 
Articles from Annals of Saudi Medicine are provided here courtesy of Medknow Publications

REFERENCES

1. Green PH, Cellier C. Celiac disease. N Engl J Med. 2007;25(357):1731–43.[PubMed]
2. Winkelman JW. Considering the causes of RLS. Eur J Neurol. 2006;3:8–14.Suppl.  [PubMed]
3. Silber MH, Ehrenberg BL, Allen RP, Buchfuhrer MJ, Earley CJ, Hening WA, Rye DB. Medical Advisory Board of the Restless Legs Syndrome Foundation. An algorithm for the management of restless legs syndrome. Mayo Clin Proc. 2004 Jul;79(7):916–22.  [PubMed]
4. Unsworth DJ, Lock FJ, Harvey RF. Iron-deficiency anemia in premenopausal women. Lancet. 1999;353:1100.  [PubMed]
5. Corazza GR, Valentini RA, Andreani ML, D'Anchino M, Leva MT, Ginaldi L, De Feudis L, Quaglino D, Gasbarrini G. Subclinical coeliac disease is a frequent cause of iron-deficiency anemia. Scand J Gastroenterol. 1995;30:153–6.  [PubMed]
6. Skeen MB. Neurologic manifestations of gastrointestinal disease. Neurol Clin. 2002;20:195–225.  [PubMed]
7. Hadjivassiliou M, Grünewald RA, Kandler RH, Chattopadhyay AK, Jarratt JA, Sanders DS, Sharrack B, Wharton SB, Davies-Jones GA. Neuropathy associated with gluten sensitivity. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2006;77:1262–1266.[PMC free article]  [PubMed]

Buona sera Daniela,

Sono Roberta (ero venuta per quella candida pesante e ho un trascorso ginecologico particolare e mi avevano detto che ero in menopausa, ho appena fatto 40 anni). Ma da quando sono venuta da lei il 3 marzo ho subito iniziato la dieta e mi ha fatto togliere il nuva ring per vedere se il mio organismo si rimetteva in moto! Sono venuta a fare il controllo da lei il 26 aprile in via fieno e mi aveva visto un ovulo in crescita... Ora le dico che oggi mi è arrivato il mestruo...in modo naturale!!!

Quindi forse ho perso altri 4 anni della mia  vita biologicamente attiva visto che mi hanno fatto prendere la pillola come cura sostitutiva!

Oggi per me è una nuova speranza in generale e grazie a lei!

Questo percorso insieme sembra stia andando bene!!

 

 

 
Buongiorno gent.ma dott.ssa Pelotti, Le scrivo per informarLa che solo grazie ai suoi
preziosi consigli, dopo 5 mesi di incomprensibile blocco, proprio in questi giorni si è ripresentato finalmente il ciclo!

Nessuno tra esperti ginecologi ed endocrinologi in precedenza consultati, era riuscito
ad indicarmi, come solo Lei ha fatto, la strada più efficace per interrompere
questa preoccupante amenorrea: una dieta alimentare rigorosa che escludesse glutine.
Niente pillole, niente farmaci: solo ed esclusivamente un cambiamento radicale ed immediato
di quelle abitudini alimentari costruite di pane e pasta ogni giorno.

In tutti i precedenti consulti ricevuti da noti luminari locali, in tutte le precedenti
visite ginecologiche ed endocrinologiche, non avevo ricevuto altro che responsi del tipo:
"L'anatomia è perfetta ma l'ovulazione è assente. Purtroppo oggi è un caso
sempre più ricorrente che ragazze trentenni si ritrovino improvvisamente in una condizione
di menopausa precoce. Oltre la TOS, terapia
ormonale sostitutiva, la medicina attuale non fornisce altre soluzioni".

Ricordo ancora quel giorno di luglio in cui, per pura casualità, lessi i suoi articoli e le sue ricerche
pubblicate in rete. Pensai subito che nei suoi scritti c'era qualcosa di sano ed
efficace.
Ed un semplice scambio di e-mail con Lei mi ha regalato l'unica
cura per interrompere 5 mesi di preoccupazioni.

Se 45 giorni di dieta sono bastati per apprezzare finalmente il ritorno del ciclo, sono ancora più
certa che l'assenza di glutine consentirà il ritorno a qualla regolare condizione di fertilità.

Grazie ancora.

Lia

Agosto 2011.

 

Gentile dott.ssa, sono rimasta sbalordta...ho letto quanto da lei scritto sui blocchi/irreglarità mestruali causati da intolleranze alla farine...è quello che è successo e me 6 anni fa...irregolarità mestruali terribili...c'è voluto un anno di visite, ginecologi che miprendevano in giro e che mi consigliavano la pillola (che ho rifiutato ndr) e ben 2000 euro spesi, per capire che il mio problema era dovuto alle farine. E' bastato 1 mese di alimentazione priva di quesi cibi per tornare al classico ciclo di 30 giorni!!! ancora adesso, quando racconto questa mia sensibilità alle farine, anche a medici, sono guardata come se raccontassi una cosa strana o impossibile....leggere quanto lei ha scritto mi ha molto confortato..la ringrazio mille. Daria

Gent.le dott.ssa,

mi ha fatto piacere lasciarle la mia testimonianza perchè la "guarigione" è stato un percorso lungo, difficile e molto costoso...diciamo, che ci sono arrivata quasi da sola...ho imparato ad ascoltare il mio corpo, i segnali che mi dava assumendo il cibo....insomma, ho capito che il detto "siamo quello che mangiamo" è proprio vero...

come le dicevo, ho rifiutato proposte (fatemi da quelli che venivano considerati i migliori ginecologi/endocrinologi della mia città) di assunzione di pillola od ormoni....oltre ad essere contraria ad assunzioni così facili di "chimica", ritenevo che fossero dei palliativi per sistemare supericialmente il problema, senza andare a fondo, senza individuare il problema...

ho capito che una certa medicina ufficiale ha una conoscenza limitata del corpo umano, in quanto esso viene preso e curato "a pezzi", senza capire che ogni singolo pezzo è strettamente connesso a tutti gli altri "pezzi"...

e poi..ho letto e studiato tanto, tantissimo...per fortuna c'è internet, che permette di sentire le voce di chi la persa diversamente...ho capito quanto sia importante l'intestino nel nostro corpo e ora cerco di "curarlo" il più possibile, anche perchè io stessa sono la prova di quanto un certo tipo di alimentazione posso fare male....

la mia è diventata una scelta di vita, non facile, viste le tentazioni intorno a noi e una mentalità di massa che ancora non ha capito quanto sia importante alimentarsi in una certa maniera....

mi prendono in giro, cercano di farmi mangiare cose che non dovrei mangiare (assurdo! eppure sembra che alla gente importi cosa mangio!!), dicono che sono fissata, esagerata..non me ne importa, io sto abbastanza bene ed è questo quello che conta....

Ho trovato il suo sito molto ben confezionato, scientifico, completo...per questo le ho voluto scrivere...

continui così, il suo lavoro può aiutare tante altre persone

Daria

 

 

Gent. Dott. Daniela,

le scrivo per riassumere la mia esperienza sperando che questo dia supporto a tante altre donne:

Ho 38 anni e sono un'insegnante di Yoga di Alessandria, dal 2005 ho cominciato ad avere irregolarità del ciclo (cicli ravvicinati) che i medici attribuivano a stress e poi a cisti ovariche che mi "curavano" prescrivendomi la pillola. Nel 2008 altre irregolarità mestruali, questa volta il ciclo mi arrivava un mese sì e uno no e anche allora mi sono sentita dire che era lo stress ( non da uno ma da più medici!!). All'inizio del 2009 il ciclo si blocca e il mio medico mi fa fare dosaggi ormonali da cui risultavo in menopausa. Menopausa precoce, POF...succede mi dicevano...e dopo mille altre visite ed esami mi rassegno a prendere la terapia ormonale sostitutiva. Poi siccome non sono facile alla resa, nei numerosi viaggi su internet cercando notizie sull'argomento mi imbatto (FORTUNATAMENTE!!!) nel suo sito e i miei occhi fissano quella frase:  " menopausa precoce non esiste, togli la causa" (giugno 2011)...e la mia vita cambia colore. Dopo un solo mese della sua dieta senza cereali, zuccheri e latticini, ero piena di energia e di voglia di fare. Il mio fisico era tornato asciutto e tonico e il 9 luglio ho preso coraggio e smesso di prendere la TOS...bene... il 18 di agosto 2011, dopo esattamente 2 mesi di dieta, mi è arrivato il ciclo spontaneamente!!. Vorrei che tutte le donne nella mia situazione provassero questa gioia. Lei dice che questa dieta  funziona non perchè lei è un super medico ma le posso dire che invece per me lo è e la ringrazio di cuore per avermi aiutato a capire come  avere cura di me stessa.

 

Un abbraccio grande Roberta

Il giorno 22 agosto 2011 06:52

 

 

Gentilissima Dr.ssa Pelotti,

La ringrazio e, come già comunicato, sto continando a seguire la dieta:nel giro di sole 3 settimane non solo ho notato una forte perdita di peso e di gonfiore addominale e la scomparsa di mal di schiena e pesantezza di gambe: ciò che é più incredibile é che a gennaio 2014 avevo  FSH a 87: da quando l'ho contattata e ho inziato a seguire la dieta paleo ho rifatto tutte le analisi il 20.05.e ora FSH é pari a 47!senza che io assuma alcuna pillola sostitutiva o contraccettiva, ma solo il Tirosint da 25 mg quotidianamente.(devo eliminare anche questo?).

Cara Dottoressa, intanto La ringrazio per la Sua strabiliante professionalità e gentilezza: La terrò aggiornata e mi auguro di conoscerLa presto personalmente per ringraziarLa a dovere.

 

 

Buona giornata.

Buongiorno Dottoressa Pelotti,
La disturbo soltanto per dirle che sabato mi è arrivato il ciclo dopo più di un anno di amenorrea e tutto questo soltanto grazie a lei, alle sue valide competenze, ai consigli mirati e alle sue intuizioni rapide ogni volta che si manifestava un problema. Forse era dovuto a questo il gonfiore e forse era soltanto disbiosi, fatto sta che lei
Ha sempre intuito bene i miei problemi ed io soltanto seguendo le sue dritte sono riuscita a superare. Quindi niente glutine, niente latticini, niente zuccheri (tranne di domenica perché faccio le torte), poche verdure perché mi gonfiano e di conseguenza la tiroide si intoppa e non produce iodio e quindi si infiammano le ovaia e il ciclo non arriva, se ho capito bene, funziona così! Ora spero soltanto che continui ad essere regolare e non scompaia più. Nel frattempo come da lei suggerito, sto seguendo la dieta del guerriero, cercando di mangiare per far funzionare perché come lei aveva notato mangiavo troppo ed ero stanca e assonnata, con i reni ingolfati. La ringrazio ancora per tutto il suo operato, certa che questa vittoria è dovuta a lei!
Grazie mille!
Cara dottoressa, erano 5 anni che vagavo tra ginecologi ed endocrinologi e la risposta era sempre: lei è in menopausa e deve prendere la pillola. Nessun medico ha mai parlato di alimentazione. Per fortuna nn mi sono fermata e cercando su internet ho trovato il suo blog, l'ho contattata e neanche mi ha voluto vedere in visita! Ho iniziato la paleodieta e dopo un mese è tornato il ciclo e ora è ritornato dopo due mesi...allora il mio corpo si sta riattivando... Che ne dice? Grazie mille.
grazie. Oggi ho ritirato l'esame HLA ( mi serve avere la diagnosi ) sono celiaca.


Ho digiunato per 5 giorni, risultato: vista stabile, mano completamente guarita e niente perdite ematiche dall'intestino. Il genetista che mi ha dato i suoi stessi consigli, mi ha detto che tutti gli esami compresa l'eco che attestano l'avvenuta menopausa sono riconducibili all'intolleranza al glutine; quindi è tutto bloccato perchè c'è l'infiammazione e il ciclo tornerà..... Grazie ancora Ps: le arance non mi danno alcun disturbo! Ottime a colazione

 


Buongiorno Dottoressa, lei non ci crederà ma dopo 10 gg di dieta sono passata da valori menopausali (a soli 33 anni, FSH 60, estrogeni: 8)
a quelli opposti (FSH 7, estrogeni 380).
Non volevo crederci e nemmeno ci credevo.
Può davvero avarmi aiutata la totale eliminazione del glutine? Dunque grazie, continuo la dieta.



Gentile Dottoressa,la mia è la storia di tante donne.
33 anni, in salute, 3 concepimenti naturali, 3 aborti precoci.
L'ultimo circa 7 mesi fa.
Negli ultimi mesi mi è stato diagnosticato un fallimento ovarico precoce, confermato da dosaggi ormonali spaventosi.
Rimango perplessa circa come si possa passare alla mia età da gravidanza >a menopausa in pochi mesi.

Per caso mi imbatto nel suo blog, leggo i commenti delle altre donne e >leggo la dieta.
Sono un po' perplessa poichè io già mangio piuttosto bene (1.70m,58 kg), >non amo pane, pasta, dolci, ma provare non mi costa nulla.
Ha qualche consiglio da darmi?
La ringrazio
Saluti


Buongiorno dottoressa sono Annafranca M....ci siamo visti il 20 febbraio. ......volevo ringraziarla perché dopo più di 4 mesi finalmente oggi mi è tornato il ciclo... dopo anni di visite e domande sul perché avessi questo problema ...lei è stata l'unica che mi ha aiutato concretamente....in più cosa per me molto importante ho perso anche due kg da 49.. che ero diventata negli ultimi mesi.. sono a 47....quindi anche il mio umore piano piano migliora......grazie veramente di cuore
grazie ELISA !! ANCHE IL NASO SGONFIO?? 
Il martedì 9 giugno 2015, Elisa ha scritto:
Cara dott.ssa,
sono Elisa (la ragazza riccia), ci siamo conosciute nel suo studio di via Ravizza un paio di settimane fa. Ero venuta con dolore e gonfiore all'addome. Mi aveva dato amoxicellina e magnesio supremo. Come promesso, le scrivo per aggiornarla.
Ho terminato l'antibiotico la settimana scorsa. Mi sono finalmente sfiammata (sparito gonfiore e dolore di pancia!).
Adesso sto seguendo la sua dieta. Primi risultati: pelle molto più liscia e naso sgonfio.

Spero che questo mese mi venga il ciclo e spero di vedere effetti positivi della dieta senza glutine e lattosio sull'alopecia.
La tengo aggiornata.
Un abbraccio, Elisa
Ps: la seguo sempre su facebook..bravissima!



Il venerdì 14 agosto 2015, anna maria marra <> ha scritto:
Ciao Daniela, sono Anna Marra, mi hai visitato nel tuo studio a Milano, a giugno, ero venuta da te, dopo aver visitato il tuo sito, perché non mi venivano più le mestruazioni da ottobre 2014.. Seguendo i tuoi consigli eliminando il glutine, le mestruazioni sono tornate, le ho avute fine giugno e i primi di agosto... Ora sono al mare e mangio un po disordinato, a mezzogiorno prevalentemente frutta e la sera cerco di mangiare carne o uova o altro... Ma mi capita di non seguire i tuoi consigli, di conseguenza non mi sento a posto con l intestino. Il peggio l ho avuto martedì sera, sono andata a cena con le amiche, e ahi me ho mangiato la pasta, sono stata subito male con forti dolori alla pancia e diarrea... Ho avuto la conferma che il glutine fa male... 
Anna Marra

 

Vasomotor menopausal symptoms are associated with increased risk of coronary heart disease because are indicative of infectious disease.

OBJECTIVE: emerging evidence suggests that women with vasomotor menopausal symptoms (VMS): flushing, sweating, palpitations, may have increased risk of future cardiovascular disease. We investigated that VMS are related to an irritable bowel syndrome (abdominal discomfort and/or pain, bloating, gas, diarrhea, constipation); a functional bowel disorder caused by eating any sugar (gluten and grains) artificial sweeteners or processed and fermented foods in genetically predisposed individuals. Colitis is often considered as a state of intestinal swelling, appears in fact, among the complaint of women entering menopause.   States of chronic colitis can lead to metabolic and neuroendocrine  perturbances, can involving organs and apparatus in the inflammatory state, lack of assimilation of the necessary elements for their proper functioning, can weakening the immune system that predisposes the organism to recurrent bacterial and viral infections with severe damage to organs like the heart, kidneys, joints.  The typical symptoms of flushing, sweating, palpitations are indicative of flu symptoms. Since not all women have symptoms in menopause, this means that menopause is not a problem in healthy body, in this act eating habits and hereditary factors.

INTRODUCTION: The significance of the combination of "nutrition, prevention, valid at any age after menopause, should be a rule without exception.  The problem is to define what constitutes "proper nutrition" because even in this field there is much confusion. We have taken into account colitis due to an adverse reaction to foods (RAA) 1-2 and celiac disease or gluten sensitivity 3. Celiac disease is a specific digestive disease that results in damage to the small intestine. The disease is genetically inherited and chronic. When individuals with celiac disease consume gluten, their bodies have an immune response. As a result, the villi of the small intestine become damaged, which causes nutrients to pass through the digestive system without being absorbed. This leads to gastrointestinal distress and eventually, malnutrition. Malabsorption of nutrients has many serious side effects. There are several forms of celiac disease including classic (gastrointestinal), atypical (extra-intestinal), and silent or gluten sensitivity. Symptoms of celiac disease vary with individuals and may include diarrhea, gas, bloating, vomiting, constipation, constipation alternating with diarrhea, nausea, skin irritation, malabsorption, weight loss, anemia, chronic fatigue, weakness, muscle cramps, neurological complaints, and possibly migraine headaches, concentration and memory problems. Malabsorption caused by celiac disease can have serious effects on many other organs in the body.

The bowel function may be compromised and thus involve and affect the functionality of the liver, pancreas (latent or overt diabetes), ovary or uterus, urinary tract or vagina. If an intestinal inflammatory condition, often asymptomatic, endures over time, the processes of assimilation can be compromised. The intestinal bloating could be the cause of a deficient or altered absorption of calcium (osteoporosis) 4-5-6, iron (anemia), elastin (flebectasie, hernias, stretch marks, prolapse), iodine ( thyroid dysfunction) 7.  The thyroid has two functions:  a) regulates the metabolism of fats;  b) prevent infection of the upper airway.  For this reason a relative iodine deficiency due to malabsorption from chronic intestinal inflammation, may cause a slower metabolism of lipids and a tendency to more easily contract infections of the upper airway and systemic infections that do not always detect specific haematological indices. A slow metabolism of fat, the presence of abnormal inflammatory markers in the blood, including clotting factors, are risk factors for disease cardiovascolare8. In the Framingham study, hypertension, smoking, obesity, diabetes and physical inactivity are other risk factors 9. Among the risk factors in cardiovascular disease, age, sex and genetic predisposition can not be changed. Recent studies show that inflammation and bacterial and viral infections recurring since childhood, play a key role in the development of cardiovascular disease and can lead to heart attack, are implicated in various bacteria and viruses, including herpes simplex virus 1 and 2 , cytomegalovirus, Epstein-Barr virus, Haemophilus influenzae, Chlamydia pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae and Helicobacter pylori 10-11. There are no published studies in the literature that assess the possible association "chronic colitis and the risk of cardiovascular disease, but there are studies that put the association in celiac disease (CD) with different diseases including tiroiditi12 and cardiomyopathy with important implications13-14. CD is often associated with other autoimmune diseases, some of which, such as autoimmune thyroiditis, connective tissue diseases, psoriasis, alopecia, arthritis, cerebellar ataxia and diabetes mellitus

Further studies to identify the pathogenic mechanisms underlying this association will be needed in the future, given the encouraging positive results demonstrated by the gluten-free diet on performance and quality of life.

MATERIAL AND METHODS:  we have seen 500 women (Group 1) who attended our specialist study from 1994 to November 2010 showed the typical symptoms of flushing, sweating, palpitations. The criteria for inclusion in the study Group 1 included: age between 45 and 65 years, presence of almost one of the three symptoms, the symptom can be recurrent or persistent.

We considered 500 control patients (Group 2), without typical menopausal symptoms. The two groups did not differ in age; all patients were in menopause for at least one year, without hormone replacement therapy. Were also taken into account family history of hypertension, diabetes, lipid disorders, heart attack. For each patient a medical record has been established: personal and family medical history, dietary habits, routine blood tests, and was performed ultrasound of the pelvic and abdominal organs, thyroid and breast, every six months for control Group 2, every three months for Group 1.

The data reveal that the pelvic and abdominal ultrasound scans of the patients in group 1 were more difficult than those of Group 2, because the presence of intense intestinal bloating. A careful anamnestic investigation revealed that patients Group 1 had suffered from gastroenteritis since childhood, had colitis, gastritis, dyspepsia 15 or "irritable bowel" 16, the intestinal inflammatory state, represented by intense ultrasound bloating was chronic, not occasional, it was clear to every ultrasound examination. Patients in Group 1 had more frequent problems related to their state of colitis (tavola1). 

 

Table 1. Clinical features and symptoms in the two study groups

CLINICAL FEATURES

Group 1

Group 2

Celiac disease

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19%

2%

U.S. show gastrointestinale bloating

     100%

occasional

Gluten sensitivity

89%

2%

Rheumatic disease

44%

3%

Arthralgia

79%

12%

Irritable bowel

77%

23%

Depression

38%

1%

Anxiety

       40%

2%

Headache

22%

3%

Imnsonia

       38%

4%

Decreased memory

       67%

3%

H. pylori gastritis

17%

1%

Osteoporosis

48%

3%

Malignant disease associated

17%

0%

Urinary tract disorders or infections

20%

2%

Appendectomy

40%

1%

Tonsillectomy

69%

2%

Kidney stones

3%

1%

Gallstones

9%

2%

Gastritis, esophageal reflux

44%

3%

Thyroid disfunction

36%

1%

Upper respiratory tract infections

51%

2%

Allergies, autoimmune diseases

38%

3%

Irregularities of the hive

88%

11%

Abdominal pain

24%

2%

Fatty liver

45%

1%

Varicose veins phlebitis haemorrhoids

43%

2%

Gynecological diseases

34%

3%

Change in inflammatory markers

 

78%

2%

Alteration of coagulation factors

 

66%

3%

Ca 125, Ca 19-9, Ca 15-3 alteration

5%

0%



 

 

Compared with the control group, patients in Group 1, showing more frequent signs of celiac disease or gluten sensibility and consequently onset of autoimmune disease, diabete, thyroid disfunction. With hypothyroidism and thyroid subclinical or clinical disfunction, individuals routinely become more susceptible to impairement of  lipid metabolism and susceptible to viral and bacterial infections with alteration of inflammatory marchers in blood. This are risk factor for cardiovascular disease 17.

 

 

Table 2. Clinical features related to risk of cardiovascular disease. 

CLINICAL FEATURES

Group 1

Group 2

Blood glucose> 100

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

59%

2%

Obesity  

78%

13%

Insulin  resistance

44%

1%

Glycated hemoglobin

78%

11%

Peptide C (nmol/L) >1.3

36%

0%

Hyperhomocysteinemia

51%

2%

Dysfibrinogenaemia

38%

1%

Blood Pressure (mmHg)>135/85 Hg)135/85hypertensive 17 - Borderline 38 0 
Triglycerides>

88%

11%

Triglycerides>150

24%

1%

HDL cholesterol (mg/dL)>45
HDL cholesterol (mg / dL) <45
HDL cholesterol (mg / dL) <45

19%

45%

Total cholesterol>200

43%

2%

LDL cholesterol>130

34%

3%

Microalbuminuria (mg/L)>30-200

73%

3%

Uric acid (mg/dL)>7

 

78%

2%

Precordialgie arithmia

66%

3%

antithrombin III deficiency

34%

2%

C-reactive proteine CRP>  10 mg/L

       48%

7%

Protein C and protein S deficiency

39%

9%

Leukocytosis neutrophilia mmmmocymonocytosis

       69%

        5%

Plateled alteration

       39%

       10%

Echocardiography abnormal

       49%

         8%

VES alteration

       45%

         4%

 

 

Researchers found that people who consume higher amounts of added sugar 18, such as in processed foods and beverages, are  to have higher heart disease risk factors Gluten, grain, milk and dairy products, refined sugar and sugary products certain fruits and vegetables were the foods responsible for the chronic colitis in patients Group 1.  For this patients we proposed a protein-based diet to satiety, meat, once a week pasta or bread gluten free, fish, egg, some cheese, raw vegetables, roots, some fruit tolerated, dried fruit. One of the signs and benefits of this diet is that the hunger pains will rapidly resolve.

RESULTS 
All 500 patients in Group 1 have agreed and tried to follow the diet. After three months of strict diet, 145 patients had complete remission of
hot flashes, sweats palpitations and were able to correlate the return of symptoms at the time of eating disorders. The 355 remaining  patients had a significant improvement and reduction of them, not the complete remission. 
The  patients on a diet the ultrasound  examination showed reduction in abdominal bloating. Initially, the patients found it difficult to maintain the diet. After initial difficulties, the patients themselves extolling this type of diet for the well-being and better physical fitness found. After a strict diet, when the patients were introducing a food not tolerated, felt immediate complications, reappeared symptoms of swelling and difficulty to swallow, regurgitation or heartburn, weakness and reduced physical and visual performance, decreased ability to concentration, worse depression, anxiety, joint pain. More the intestine is  swollen and more  typical menopausal symptoms reappeared. Patients have learned to recognize themselves foods  not tolerated. The diet  has proved effective in reducing serum cholesterol. glucose,  correction of the colitis was achieved in time for some patients has led also to the normalization or reduction of clinical signs of cardiovascular disease risk.  Patients with presence of autoantibodies after three months of strict diet have obtained the reduction or total disappearance of autoantibodies, supporting the theory that gluten is the source of autoimmune diseases, the index of glycate hemoglobin wos back to normal.  The 355 patients who did not obtain complete remission of symptoms while on a diet or less constant in the following, with alteration of inflammatory haematological indices we proposed a support of antibiotic therapy. Under antibiotic therapy the VMS symptoms disappeared. Hot flashes,  sweats and palpitations are therefore an expression of the presence of infection in the body, and thus the risk of expression of bacterial infections and cardiovascular risk 19.

Each patient was tested separately, in different periods, for four kinds of antibiotics to see how to get the best benefits:

1) Erythromycin 600 mg every twelve hours

2) Amoxicillin 500 mg twice daily

3) Azithromycin 500 mg once daily 

4) Benzylpenicillin intramuscularly 1200000 IU

 

The therapy was prolonged to remission of symptoms and repeated every time they recur. 
 The antibiotic erythromycin was found to be most effective for symptom palpitations. 
The limitation of this therapy is that once applied, does not solve the problem forever, like all forms of rheumatism and influenza, diseases from infectious agents to recur periodically, linked to climate change or pandemics. The patients most at risk were those who had undergone tonsillectomy or who had suffered more frequently tonsillitis.

It could be argued that the prolonged use of antibiotics could lead to bacterial resistance. The positive factor is the fact that taking the antibiotic as needed, over time you get a reduction in the frequency and duration of employment. Other positive factors are that the symptoms completely disappear under antibiotic therapy, and not only that disappears depression, improve the state of anxiety, fatigue, sleep disorders, mood swings, arthralgias.

The follow-up to a year later showed a reduction / disappearance of inflammatory markers in the blood and indices of risk of cardiovascular disease for 70% of patient Group 1.

 

CONCLUSIONS 
Hot flashes, night sweats, palpitations indicate an inflammatory bowel that can lead to a variety of metabolic and neuroendocrine and expose the body to various infectious agents with risk of cardiovascular disease. Our study shows that patients with symptoms of menopause can have significant benefits in a diet that excludes foods that are not tolerated. For some patients who for genetic reasons or irreversible damage, there's more compromised in menopausal period, you need to diet-related antibiotics. It 'best to use an antibiotic to destroy infectious agents rather than wait for them destroy a vital part of our body. It should be remembered that our immune defense system depends on what we eat as well as the quality of life, to get old but intact. The presence of variables that are not well defined quantitatively and qualitatively, such as the degree of colitis, and response to intolerance, the degree of diligence and reliability of patients to follow the diet, genetic predisposition individual, hindering the processing of statistical data obtained in this study.
Further research is needed to confirm these initial observations and clarify whether the changes observed will contribute directly or indirectly to cardiovascular benefits beyond those expected from reductions previously seen in serum lipids and blood pressure.

 

REFERENCES 

 

1           Bruijnzeel-Koomen C., Ortolani C., Aas K. et al. Adverse reaction to food ( Position paper). Allergy, 50:623-35,1995.

2           Stefanini G.F., Marsigli L., Foschi G.F. Terapia farmacologica dell’allergia alimentare in TRATTATO DI FARMACOLOGIA E TERAPIA. Torino, UTET

3           Manuale Pratico di Allergologia E.Errigo Lombardo Editore.

4           Mc Farlane XA, Bhalla AK, Robertson DAF. Effect of gluten free diet on osteopenia in adults with newly diagnosed coeliac disease. Gut 1996;39:180-184.

5           Valdimarsson T, Löfman O, Toss G, Ström M. Reversal of osteopenia with diet in adult coeliac disease. Gut 1996;38:322-327.

6            Mora S, Weber G, Barera G, Bellini A, Pasolini D, Prinster C, Bianchi C, Chiumello G. Effect of gluten-fee diet on bone mineral content in growing patients with celiac disease. Am J Clin Nutr 1993;57:224-228.

7           Velluzzi F, Caradonna A, Boy M F et al. Thyroid and celiac disease: Clinical, serological, and echographic study. Am J Gastroenterol 1998;93:976-9

8           Rogerio A, Lobo. Lipids, clotting factors, and diabetes: Endogenous risk factors for cardiovascular disease. Am Obstet Gynecol 1988; 158:1584-91.

9           Kannel WB, Wolf PA, Castelli WP, D’Agnostino RB. Fibrinogen and risk of cardiovascular disease: the Framingham Study. JAMA 1987; 258:1183-6.

10        Stone AF, Mendall MA, Kaski JC, Edger TM, Risley P, Poloniecki J, Camm AJ, Northfield: Effect of treatment for Chlamydia pneumoniae and Helicobacter pylori on markers of inflammation and cardiac events in patients with acute coronary syndromes: South Thames Trial of Antibiotics in Myocardial Infarction and Unstable Angina.. Circulation. 2002 Sep 3;106(10):1219-23.

11        Stone AF, Mendall MA, Kaski JC, Edger TM, Risley P, Poloniecki J, Camm AJ, Northfield: Effect of treatment for Chlamydia pneumoniae and Helicobacter pylori on markers of inflammation and cardiac events in patients with acute coronary syndromes: South Thames Trial of Antibiotics in Myocardial Infarction and Unstable Angina.. Circulation. 2002 Sep 3;106(10):1219-23.

12        Velluzzi F, Caradonna A, Boy M F et al. Thyroid and celiac disease: Clinical, serological, and echographic study. Am J Gastroenterol 1998;93:976-9

13         Curione M, Barbato M, Di Biase L, et al. Prevalence of coeliac disease in idiopathic dilated     cardiomyopathy. Lancet 1999; 354: 222-3.

14        Fanager K, Sorensen MT, Norgard B, Thulstrip AM. Cardiomyopathy in danish patients with coeliac disease. Lancet 1999; 354: 1561.

15        Jones R., Lydeard S. Prevalence of symptoms of dyspepsia in the community.

16        NandaR., James R..et al. Food intolerance and the irritable bowel syndrome. Gut, 30: 1099-104,1989.

17        Larsson B., Svardsudd K.,Welin L:,et al. Abdominal adipose tissue distribution, obesity, and risk of cardiovascular disease and death: 13 year follow-up of participants in the study of men born in 1913.  Br.Med.J.288,1401.

18        Joseph Mercola, Alison Rose Lewy. The no-grain diet: conquer carbohydrate addiction and slim for life. Hardcover, Aprile 2003

19        Reunanen A, Roivainen M, Kleemola M, Saikku P, Leinonen M, Hovi T, Knekt P, Leino A, Aromaa A. Enterovirus, mycoplasma and other infections as predictors for myocardial infarction. J Intern Med. 2002 Nov;252(5):421-9.

 

 

 

 

La sindrome di Morgellons, o morbo di Morgellons, o semplicemente Morgellons è il nome dato nel 2002 dalla statunitense Mary Leitao[1] ad una presunta condizione caratterizzata da una serie di sintomi cutanei quali prurito, fitte dolorose, apparente presenza di fibre sulla pelle o sotto la pelle, lesioni permanenti alla cute (es. eruzioni cutanee o piaghe) e altro.

Se non fosse per la rete il morbo di Morgellons forse non sarebbe così conosciuto o addirittura chi ne è affetto non saprebbe dare un nome a questa strana malattia, che inizia con un prurito fortissimo della pelle (simile a una puntura di insetto) e degenera poi in vere e proprie lacerazioni, portando inoltre perdita di memoria e di capacità di concentrazione, difficoltà cognitive, spossatezza e disturbi gastrointestinali. I medici la guardano con sospetto e, a fronte dell'inspiegabilità dei fenomeni clinici, la bollano come patologia psicosomatica .

Poichè la natura ha fatto le cose più semplici di quello che può sembrare, la causa di questa patologia è il glutine, per cui la terapia è una dieta aglutinata

Troppo semplice? Pensate che tutte le patologie della pelle indicano una intossicazione intestinale e la malattia si manifesta con disturbi gastrointestinali, e il glutine è una sostanza tossica per l’intestino di tutto il genere umano. C’è chi lo tollera meglio e chi non lo tollera , chi ha una celiachia manifesta e chi una GLUTEN SENSITIVITY!

Cercate “storia della celiachia gastronet “ e leggete tutto, e mettete in correlazione i sintomi della sindrome di MORGELLONS  con tutte le patologie che possono essere causate dal glutine.

Il mio vuole essere un consiglio per quei poveri pazienti che pensano di avere una patologia strana, è semplicemente la manifestazione di un andare contro la legge della natura, non si può dare a una macchina che va a benzina il gasolio!

 

Con che meccanismo il glutine causa la sindrome di morgellons?

 

1-il glutine infiamma l'intestino, ne altera il microbiota e causa una aumentata permeabilità intestinale e lo stato di colite predispone a  rischio di sindrome metabolica

2- il glutine altera il sistema immunitario per cui le difese immunitarie sono indebolite

3-il glutine causa alterata assimilazione di elementi tra cui ferro acido folico, iodio, vitamine, ecc contribuendo a indebolire l'organismo

4-il glutine con meccanismo autoimmune causa  ipofunzione tiroidea. L'ipofunzione tiroidea causa ingresso di batteri  virus nanobacteria, dalle vie aeree superiori con invasione batterica nel sangue e negli organi e apparati geneticamente più delicati.Questi batteri causano infiammazione  sistemica.

5- il glutine causa aumentata resistenza insulinica Il livello glicemico alto alimenta l'infiammazione.

Il paziente con sindrome di Morgellons è celiaco, ha una ipofunzione tiroidea e quindi infezioni batteriche e virali nel sangue, ha una aumentata resistenza insulinica ed il livello glicemico alto alimenta le infiammazioni.


A sostegno che  tale sindrome è associata ad infezioni batteriche e virali in pzienti immunodepressi a causa di uno stato di colite da gluten sensitivity leggete l'articolo di MARC NEUMANN

 

AUTHOR MARC NEUMANN.

Nota: il 95% di tutto, per lo più sbagliate sintomi del Morgellons considerated, sono in realtà causati da malattia di Lyme e altre co-infezioni batteriche o virali, e solo il 5% dei sintomi sono in realtà causati da una sistemica omicosi sottocutaneo o protozoanosis che potrebbe essere chiamato "reale Morgellons sintomi ", producendo in condizioni di stress più elevati più neri, colorati o vetrosi filamenti / ife che emerge dai pori della pelle.

 

In generale, il paziente tipico Morgellons ha un sistema immunitario compromesso , anche indebolito previsiously da protozoi, mycotical (funghi) infezione batterica, virale o altro, che possono anche essere causati da propri agenti patogeni opportunistici.

I sintomi che si verificano dopo una infestazione più in corso di 6-12 mesi e su condizioni fisiche dei favori di accoglienza anche, alopecia comune (cuoio capelluto, ciglia, sopracciglia, gambe) e capelli grigi, formazione di croste, eritema, papulosa e la pelle nodi, eczema, generalmente sottile pelle e cellulite, e la riduzione di collagene.

La maggior parte fanno esperienza anche depigmentazione modello, lo spessore della pelle irregolare, aree cutanee ripartite, le caratteristiche di invecchiamento della pelle simili a postumi di bagni di sole intensivi acuti.tessuto cutaneo Negrotic (gambe, piedi, caviglie ecc).

In una fase successiva di infezione da una debolezza fisica generale è comune tra gli interessati, anche una ridotta efficienza, sindrome da affaticamento cronico accompagnato da problemi di concentrazione, problemi generali con il sistema nervoso e segni neurologici (MS) e Meninigitis / encefalite. Nonché uno stato di ansia intensificata, sbalzi d'umore, angryness, rassegnazione, depressione, apatia e spesso le menti di suicidio.

 

Nonché gastrointestinale difficoltà (fallimento), mal di schiena, tosse inspiegabile, collo rigido e le altre parti, anche una generale diminuzione della capacità oculare con cheratite infiammazione (rosso infiammata occhi) e una malattia progressiva parodontale (carie) e detoriations gomma.

La maggior parte dei casi comprendono edemi, gambe gonfie, viso, ecc (linfa), ghiandole gonfie e più tardi anche linfonodi e difficoltà di respirazione, di cuore e problemi al fegato (insufficienza) e una stanchezza costante, e infezioni fungine interni ed esterni (candida ecc ) e problemi urologici.

Sintomi simili e particullary Meninigitis / encefalite potrebbero essere causati non solo da Lyme, ma per lo più da virus come Varizella, Coxsackie, Enterovirus, EBV (Ebstein-Barr Virus), Herpes simplex Typ 2, LCM-virus HIV.Come pure da altri batteri come ent erobacteria gruppo (E.coli) Streptococcus B, e Listeria monocytogenes:

 

Particullary con babys, bambini o persone immunosoppressivi, o infezioni da meningococco e pneumococco in persone sane. Oltre funghi (Aspergillus spp.) E parassiti (Naegleria fowleri) possono causare sintomi simili.

 

 

 

SINTOMI PRINCIPALI malattia di Lyme

Sintomi esterni SINTOMI INTERNE
Pustole, brufoli, bolle, noduli, sensazioni striscianti Sindrome da affaticamento, mancanza di respiro, forza ridotta, OCD,
Dermatite, cellulite, pelle più sottile, incanutimento dei capelli, la crescita dei capelli rapida, perdita di capelli, riduzione del collagene e la pelle dei tessuti Dolore tosse, polmonite, mal di testa, schiena e degli arti
Aree di eczema-come e pattern depigmentazione della pelle Ipertensione, il dolore del cuore, problemi circolatori, debolezza, intorpidimento, problemi di regolazione della temperatura
Denti marciume / decadimento, atrofia gum / deteriorazione, solchi lingua Neuriti, dimenticanza, depressioni, angryness, memoria perduta, attacchi di panico, meno pazienza e concentrazione, nebbia del cervello
Copertura Biofilm - denti, spesso gialli, unghie dita e, zone della pelle secca, forfora Infezioni della vescica e dei reni, dolori articolari, fibromialgia, estremo peso guadagno / perdita
Lacrimazione con infiammazioni, sensibilità luce, blur / peggiore visione, sintomi di glaucoma Bad coagulazione, trombosi / grumi, mancanza di globuli rossi e ferro, linfedema, linfonodi infiammati
Gonfiore delle gambe e del viso (edema), ematoma, perni e sentimenti aghi nelle dita, torcicollo Caviglie del piede nero, articolazioni doloranti, tinnito, sinusite, crampi muscolari, problemi gastrointestinali

Questa è una e-mail di contatto dal sito http://www.pelotti.altervista.org/ inviata da:
nicoletta

Ciao, ci siamo viste il 23 Febbraio in studio da te a Milano.Una lunga chiacchierata su come la vita riservi cose inaspettate e.....di quanto dipenda da noi farle essere positive o negative!!!Ero depressa, mi sentivo invecchiata e brutta ma ora, dalla nostra chiacchierata, mi sento meglio!!la mia dieta è migliorata e la mia vita è migliorata e se ne sono accorti anche gli altri!sarei dovuta venire prima a trovarti!!grazie!!!

 

I soggetti celiaci o con gluten sensitivity possono soffrire di depressione.
Il meccanismo con cui il glutine crea depressione è il seguente.

Il glutine crea una diminuzione delle difese immunitarie.

Il glutine causa una ipofunzione relativa e latente dela tiroide e facilità alle infezioni delle vie aeree superiori: batteri e virus  entrano dalle vie aeree superiori e vanno nel sangue causando senso di stanchezza, alterazioni del battito cardiaco se infettano il cuore, dolori articolari, difficoltà a concentrarsi,  ritenzione idrica  e pesantezza agli arti se coinvolgono i reni, in pratica  si hanno i sintomi di una forma influenzale!

Il glutine può causare irregolarità dell'alvo e dolori addominali o gastrite e reflusso accentuando la sensazione di malessere generale!

Il glutine crea aumentata resistenza insulinica danneggiando con meccanismo autoimmune l'insulina e i recettori per l'insulina. Uno stato di prediabete contribuisce ad una neuropatia cosidetta diabetica.

 

ANSIA, AGITAZIONE, SVOGLIATEZZA, FACILE IRRITABILITA', ALTERAZIONE DELL'UMORE per il dolore e la disabilità, INSONNIA, DIFFICOLTA' ALLA CONCENTRAZIONE, Come può sentirsi un individui con questi disturbi se non DEPRESSO!!!

E la depressione maggiore deriva dal fatto che nessun medico sa interpretare i suoi sintomi!!

 

Basterebbe eliminare il glutine e ridurre u cibi ad alto indice glicemico e prendere un antibiotico, la semplice amoxicillina, per verificare la scomparsa della depressione e uno stato di benessere generale e la  ripresa della vitalità!! RITORNA LA VOGLIA DI VIVERE!

 

La depressione è  una patologia sistemica, caratterizzata da alterati indici infiammatori che se ricercati attentamente, un bravo  medico può riconoscere da esami ematologici specifici!

Io credo che  per la diagnosi  sia sufficiente saper interpretare i sintomi!

 

Microbioma intestinale, quale ruolo nella depressione?

La scienza studia con grande attenzione il ruolo del microbioma intestinale, quella che fino a qualche tempo fa veniva definita genericamente flora batterica, per il ruolo che la composizione di questi batteri può giocare nel mantenimento della salute umana. Tra le diverse ipotesi di lavoro su cui si sta operando spunta anche un possibile ruolo dei ceppi batterici del tubo digerente sulla depressione e sulla possibilità di frenarne l'impatto anche grazie ad un trattamento con probiotici. A farlo ipotizzare è una ricerca pubblicata su Biological Psychiatry dai ricercatori dell'Università di Cork. Per ora siamo solo sugli animali, ma pare che particolari batteri potrebbero influire sull'infiammazione, associata alla depressione.

Are Gluten And Depression Related?

From , former About.com Guide

Updated November 24, 2008

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Depression (and other mood and behavioral disorders) can sometimes be related to celiac disease. In many studies, children and adults with celiac disease had higher rates of depression than subjects without celiac disease. Sometimes these studies were done in patients with untreated celiac disease (that is, they were still eating gluten). In other cases, even when the research involved celiac patients on gluten-free diets, they still had higher rates of depression compared to non-celiacs.

Does a Gluten-Free Diet Help Relieve Depression in Celiac Patients?

If the patient's depression is related to malabsorption of nutrients, then being gluten-free can help, because the intestines heal and nutrient absorption improves.

Some researchers believe that malabsorption can interfere with the body's handling ofneurotransmitters that regulate mood. In particular, malabsorption-related deficiencies of tryptophanappear to contribute to depression in celiac patients. Tryptophan is necessary for the body’s production of serotonin, which is the central neurotransmitter involved in regulation of mood and anxiety.

In untreated celiac patients -- and even in some celiac patients on gluten-free diets -- deficiencies ofvitamin B6 can also have a role in depression. In one Scandinavian study, for example, patients with celiac disease and depression reported no improvement in their depression after a year on the gluten-free diet. After 6 months of vitamin B6 therapy, however, their depressive symptoms were dramatically improved.

Other side effects of malabsorption can cause symptoms that can be mistaken for depression. For example, a deficiency in folic acid due to malabsorption can cause fatigue, apathy and forgetfulness. Iron deficiency, with or without anemia, can produce feelings of tiredness and easy fatigue.

In one study of 12 to 16 year olds with celiac disease in Finland, kids who were depressed before going on a gluten-free diet had certain hormonal biochemical derangements associated with depression. After 3 months on a gluten-free diet, these same adolescents had improved hormone biochemistries and a significant decrease in psychiatric symptoms.

A gluten-free diet is not always the fix for depression. However, for reasons that are sometimes understood and sometimes not. At least two Italian studies have attributed higher rates of depression in gluten-free celiac patients to difficulties in adjusting to the disease and the diet. Celiac patients in these studies were more anxious and felt their quality of life had gotten worse.

Problemi alimentari per una salute ottimale Mentale

Le seguenti strategie sono importanti per affrontare la depressione. Vi raccomando vivamente di cambiare la vostra dieta: è uno  dei vostri primi passi. Gli  Alimenti hanno un enorme impatto sul tuo corpo e il tuo cervello. Evitare gli alimenti trasformati, zuccheri (soprattutto fruttosio ) e cereali è particolarmente importante in quanto contribuirà a normalizzare l'insulina e livelli di leptina, che è un importante fattore che contribuisce alla depressione.

Lo zucchero causa l'infiammazione cronica, che interrompe la normale funzione immunitaria del corpo e può devastare il cervello. Lo Zucchero sopprime anche un ormone della crescita chiave chiamata BDNF che promuove i neuroni cerebrali sani e svolge un ruolo fondamentale nella memoria.

Il fattore neurotrofico cerebrale BDNF (Brain-derived neurotrophic factor) è una neurotrofina. Storicamente è stato il secondo fattore neurotrofico ad essere caratterizzato dopo il fattore di crescita nervosa. BDNF agisce su determinati neuroni del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico, contribuendo a sostenere la sopravvivenza dei neuroni già esistenti, e favorendo la crescita e la differenziazione di nuovi neuroni e sinapsi. Nel cervello, è attivo nell'ippocampo,corteccia cerebrale, e prosencefalo basale - aree vitali per l'apprendimento, la memoria, e il pensiero. Il BDNF riveste di per sé un ruolo importante per la memoria a lungo termine.

Livelli di BDNF sono criticamente bassi nelle persone affette da depressione. Altri importanti raccomandazioni dietetiche sono le seguenti:

  1. Ottimizzare le flora intestinale. Le colonie batteriche che risiedono nel vostro intestino possono svolgere fondamentali ruoli nello sviluppo del cervello, problemi  comportamentali ed emotivi tipici  della depressione sono evidenti nell'ADHD, nell'autismo e nelle  più gravi malattie mentali come la schizofrenia.
  2. In un senso molto reale si hanno due cervelli , uno all'interno del vostro cranio e uno nel vostro intestino, e ognuno ha bisogno di un proprio nutrimento vitale. E 'importante rendersi conto che ci sono neuroni sia nel vostro cervello e che nel vostro intestino - compresi i neuroni che producono neurotrasmettitori come la serotonina. Infatti, la maggiore concentrazione di serotonina, che è coinvolto nel controllo dell'umore, depressione e aggressività, si trova nel vostro intestino , non nel tuo cervello! Forse questo è uno dei motivi per cui gli antidepressivi , che aumentano i livelli di serotonina nel cervello , sono spesso inefficaci nel trattamento della depressione,  cambiamenti nella dieta corretta spesso sono più efficaci.

     

    Alimenti fermentati sono la strada migliore per la salute dell'apparato digerente,  Alcuni dei batteri benefici presenti negli alimenti fermentati sono anche ottimi chelanti di metalli pesanti e pesticidi , che avrà anche un effetto di benefici per la salute, riducendo il carico tossico.Scelte sane includono verdure fermentate , lassi (una bevanda yogurt indiano), di latte fermentati come kefir, e natto (soia fermentata). Se non si mangiano cibi fermentati su base regolare, prendendo un integratore probiotico di alta qualità è raccomandato.

  3. Integrare la dieta con base animale grassi omega-3. Consiglio vivamente di prendere omega3 di alta qualità, di origine animale grassi omega-3 , come l'olio di krill. Questo può essere il nutriente più importante per la funzione ottimale del cervello, impedendo così la depressione. Il DHA è uno degli acidi grassi omega-3 presenti nel pesce e olio di krill , e il vostro cervello è altamente dipendente da esso per la funzione ottimale. Bassi livelli di DHA sono stati collegati alla depressione, perdita di memoria, schizofrenia e il morbo di Alzheimer.
  4. Prendi adeguatadose di vitamina B12carenza di vitamina B12 può contribuire alla depressione e colpisce una persona su quattro.
  5. Valutare il consumo di salecarenza di sodio crea effettivamente i sintomi che sono molto simili a quelli della depressione. Assicurarsi di non utilizzare il sale trasformato (normale sale da cucina). Ti consigliamo di utilizzare un sale non trasformati tutti naturali come il sale dell'Himalaya, che contiene più di 80 diversi micronutrienti.
  6. Assicurarsi che i livelli di colesterolo non sono troppo bassi per ottimizzare la salute mentale . Ho educare il pubblico sui underreported, effetti avversi associati con l'abbassamento del colesterolo attraverso farmaci come le statine per molti anni, ma quello che molti ancora non sanno è che il colesterolo basso è legata ad un aumento drasticamente i tassi di suicidio, così come l'aggressività verso gli altri . 10

Questa aumentata espressione di violenza verso sé e degli altri può essere dovuto al fatto che la bassa colesterolo di membrana diminuisce il numero di recettori della serotonina nel cervello (che è circa il 30 per cento in peso, colesterolo).Concentrazioni inferiori di colesterolo nel siero possono quindi contribuire alla diminuzione di serotonina nel cervello, che contribuisce non solo alla depressione suicida associati, ma impedisce la soppressione di comportamento aggressivo e di violenza verso se stessi e gli altri.

Altre strategie di stile di vita che possono aiutare a riequilibrare

Successivamente, i seguenti tre strategie di stile di vita di buon senso può andare un lungo cammino verso scongiurare i sintomi della depressione, aiutando il vostro ritrovare un senso di salute e benessere.

  1. Un regolare esercizio fisico. L' esercizio fisico regolare è una delle "armi segrete" per superare la depressione.Funziona contribuendo a normalizzare i livelli di insulina, mentre migliora gli ormoni "sentirsi bene" nel vostro cervello.
  2. "Quello che stiamo trovando nella ricerca sull'esercizio fisico è che l'esercizio fisico  funziona meglio degli antidepressivi per aiutare le persone che sono depresse ...L' esercizio fisico cambia il livello di serotonina nel cervello ed aumenta i livelli di endorfine.

     

  3. L'esposizione al sole regolare. Avete mai notato quanto grande sia il beneficio  di trascorrere del tempo all'aperto in una giornata di sole? Beh, l'esposizione al sole  permette al corpo di produrre vitamina D, è ideale per il vostro umore. Uno studio ha anche trovato che le persone con i più bassi livelli di vitamina D erano 11 volte più inclini alla depressione rispetto a quelli che hanno ricevuto adeguata dose di vitamina D. È possibile ottimizzare la vitamina D sia con l' esposizione alla luce solare o utilizzando un lettino abbronzante sicuro, o prendendo un integratore  di vitamina D3 di alta qualità.
  4. Prova "ecotherapy " . Trascorrere del tempo all'aria aperta ha dimostrato di migliorare notevolmente l'umore delle persone e ridurre significativamente i sintomi della depressione. Attività all'aria aperta potrebbe essere qualsiasi cosa, camminare a piedi in  un sentiero, dedicarsi   al  giardinaggio.
  5. Assicuratevi di avere un sonno adeguato. Stare sveglio fino alle prime ore del mattino ha un effetto negativo sul vostro stato d'animo, così come sulla vostra salute generale. Un riposo adeguato è stato dimostrato essere benefico e protettivo contro la depressione e pensieri suicidi-soprattutto in adolescenti.

Il tuo stile di vita può significativamente influenzare il benessere emotivo

 

 

 

Chi ha difetti della vista ha una Gluten sensitivity che  causa diabete latente o meglio aumentata resistenza insulinica e di conseguenza  batteri nel sangue che creano microtrombi e infiammazione dell'apparato visivo! La correlazione di difetti visivi  con la depressione è motivata dal fatto che entrambe le patologie hanno la stessa origine una infiammazione cronica nel sangue e una aumentata resistenza insulinica causata dal glutine!!!!

Difetti della vista si associano a depressione

18 marzo 2013 -

 

Cali della vista e depressione vanno di pari passo

 


Institutes of health di Bethesda, Maryland, in collaborazione con gruppi dei Centers for disease control and prevention di Atlanta, Georgia, e del Jefferson medical college di Philadelphia, Pennsylvania, la perdita della funzione visiva è una delle condizioni croniche più frequentemente associate alla depressione. Il loro studio, pubblicato su JAMA ophthalmology, è il primo a stabilire un'associazione tra depressione e perdita della vista, non solo nella popolazione anziana, ma tra tutti gli adulti di età superiore ai 20 anni. Gli studiosi hanno utilizzato i dati del sondaggio Nhanes (the National health and nutrition examination survey), che includeva 10.480 persone di età media di 47 anni intervistate tra il 2005 e il 2008, e hanno stimato la prevalenza di depressione tra coloro che riportavano una perdita funzionale della vista o un'alterazione dell'acuità visiva. La presenza di una condizione depressiva è stata misurata secondo la scala PHQ-9  (9-item Patient Health Questionnaire), che attribuisce un punteggio tanto più alto quanto maggiore è la gravità dei sintomi depressivi, invece la perdita della vista è stata valutata sia sulla base di un questionario sia con un esame specifico. «Tra i pazienti con difficoltà visive la prevalenza della depressione era dell'11,3% rispetto al 4,8% delle persone senza problemi visivi. Anche dopo aver normalizzato per una serie di fattori confondenti come sesso, età, educazione, reddito, stato civile, indice di massa corporea e presenza di altre patologie croniche, la perdita della funzione visiva rimaneva associata in modo significativo alla depressione» afferma Xinzhi Zhang, primo autore della ricerca. «Ciò significa che un americano su dieci che lamenta un abbassamento della vista soffre di una condizione depressiva clinicamente significativa» rimarca lo scienziato. La stessa associazione non è stata però confermata per l'acuità visiva, suggerendo che la relazione tra perdita della vista e depressione dipenda da altri fattori, come per esempio una minore capacità di contrastare le immagini oppure una diversa percezione dell'abilità personale a svolgere funzioni quotidiane correlate con la vista, come guidare o leggere un'etichetta. Una maggiore attenzione da parte dei medici alle persone che riportano difficoltà in queste funzioni potrebbe favorire la prevenzione, il riconoscimento precoce e la cura degli stati depressivi.